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                                          CASTELFIDARDO
Coordinate GPS: Latitudine: 43°27′51″ Longitudine: 13°32′46″E
Altitudine: 212 metri s.l.m.
Popolazione: 18.900 abitanti

                                           (veduta del paese)

Castelfidardo sorge su un colle a 212 m s.l.m., tra le vallate dei fiumi Aspio e Musone a pochi chilometri dalla riviera del Conero.
L'attuale territorio è stato occupato dall'uomo sin dal Paleolitico come dimostrano gli svariati strumenti in selce rinvenuti nella pianura del fiume Musone. Alla fine dell'Età del rame-inizi Età del bronzo risale invece un insediamento scoperto in contrada Campograsso, nei pressi del fosso Vallato: si trattava probabilmente di una piccola comunità dedita all'agricoltura e all'allevamento che abitava in un villaggio di capanne. Il popolo dei Piceni fu il primo ad occupare la zona nel corso dell’'Età del ferro; sono state rinvenute infatti alcune sepolture riferibili proprio ai Piceni, risalenti agli inizi del III secolo a.C.
In epoca romana, il territorio del Comune di Castelfidardo, apparteneva quasi interamente alla colonia di Auximum. A testimoniare tale lontano passato restano sul terreno i segni di due grandi blocchi di centurie, uno localizzato nelle frazioni di Crocette e Villa Poticcio, l'altro a sud del centro abitato. Il territorio fidardense era inoltre attraversato da strade che mettevano in comunicazione Auximum con le città di Numana e Potentia e dalla grande viabilità costiera che collegava il nord con il sud della penisola.

Verso l'anno mille, in prossimità di un'area occupata da un bosco, denominato vualdum de Fico, venne eretto il maniero che assunse la denominazione di Castrum Ficardi. La prima notizia storica relativa al Castrum è in un documento, del 24 maggio 1139, nel quale papa Innocenzo II confermava all'eremo di Fonte Avellana i suoi diritti sulla chiesa di S. Silvestro posta nelle vicinanze del castello. Negli stessi anni un fidardense, tale Guido, veniva nominato cardinale.
Alla fine del secolo XII, Castelfidardo, pur mantenendo una certa autonomia comunale, fu costretta a giurare fedeltà al vescovo Gentile di Osimo. In questo periodo numerosi furono i conflitti tra le comunità della Marca, legate alcune al Papato e altre all'Impero, che furono ricomposti con la pace di Polverigi del 1202 alla quale aderì anche il Comune fidardense. Contrasti con i Comuni limitrofi si ebbero comunque fino al XV secolo. Nel 1240 Castelfidardo veniva semidistrutto dalle milizie di re Enzo, mentre nel 1354 era saccheggiato dalla compagnia di ventura guidata da frà Moriale.
Nel 1357 Castelfidardo veniva citato come terra parva nelle Costituzioni Egidiane. Il centro abitato era diviso in tre parti (terzieri) denominati Cassero, Varugliano e Montebello ed era completamente circondato da mura dotate di torri. Le porte di ingresso erano quattro: porta del Sole, porta di Sasso, porta di S. Antonio e porta del Cassero. Alla fine del Trecento Castelfidardo era retto da un Consiglio generale, costituito da 60 uomini, al quale spettava le più importanti decisioni politiche ed amministrative.
Quando Alessandro Sforza cercò di appropriarsi di Castelfidardo, gli abitanti chiesero ed ottennero la protezione della Repubblica di Ancona; quando poi, nel 1445, anche il comune di Recanati mosse guerra per ampliare i suoi territori a spese dei fidardensi, Castelfidardo chiese di entrare nei territori della Repubblica di Ancona, nell'intento di trovare protezione. Il papa Eugenio IV appoggiò la richiesta e per nove anni Castelfidardo fu uno dei castelli di Ancona. Già nel 1454 però, su spinta del comune di Osimo, Castelfidardo si staccò da Ancona.
Tra le fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento nacquero a Castelfidardo i primi borghi fuori le mura: il borgo del sole e quello delle “casine”. Nel 1602, lungo la via che da Ancona portava sino a Loreto, presso la chiesa di Crocette, vene istituita la fiera che tuttora si svolge nel mese di settembre.
Il Settecento rappresentò il vero e proprio inizio dell’era moderna: economia, prevalentemente agricola, in forte espansione ed un notevole sviluppo urbanistico che non ha riscontro nei secoli precedenti. Prese campo la febbre del nuovo, sia tra i numerosi ordini religiosi (per quanto attiene ai beni ecclesiastici) che tra la nuova e vecchia nobiltà. Quest’ultima diede un forte impulso all’urbanistica civile e religiosa attraverso la costruzione o il rifacimento di quasi tutte le chiese e gli edifici di maggior pregio che possono essere ammirati ancora oggi. ll potere temporale del Papa, portò però un certo ordine ed un allargato benessere alla popolazione castellana, che superò i 5.000 abitanti all’inizio dell’Ottocento. E’ in questo secolo che Castelfidardo ebbe la sua consacrazione storica in campo nazionale.
Il 18 settembre 1860, quasi a conclusione delle battaglie risorgimentali, si combatté  
la battaglia di Castelfidardo, scontro decisivo tra le truppe pontificie e quelle del IV corpo d’armata piemontese guidate dal generale Cialdini. La sconfitta dei Pontifici determinò l’annessione dell’Umbria e delle Marche al Regno di Sardegna prima ed al Regno d’Italia poi.
Verso la metà del XIX secolo ebbe origine, grazie all’operosità ed all’ingegno di Paolo Soprani, l’attività di costruzione delle fisarmoniche che trasformerà l’economia di Castelfidardo e di altri centri vicini, sino ad allora prevalentemente agricola, in una vera e propria economia industriale. La comunità locale trasse enorme  beneficio economico dall’industria della fisarmonica e si espanse notevolmente portando i residenti ai circa 18.900 abitanti di oggi.
Nel 1988 ottenne il titolo di “città” per i suoi meriti . A quella più tradizionale, si è affiancata l’industria di avanguardia con aziende leader a livello mondiale nell’ambito dell’elettronica, degli strumenti musicali, della produzione di oggettistica e design.

                                            COSA VEDERE IN CITTA’

-Porta del Cassero:rappresenta la porta d’ingresso a Castelfidardo.Le prime notizie certe ci raccontano che nel 1486 era  dotata di un ponte levatoio. La porta fu murata nel corso del '500 per paura dei banditi e riaperta nel 1574. Nel 1626 vennero tagliate delle querce in contrada S. Pellegrino per rifarne il vecchio portone. Oggi della porta restano soltanto due pilastri recentemente restaurati

-Porta Marina (porta Vittoria): venne costruita nel corso del settecento nei pressi della chiesa di S. Antonio per facilitare l'ingresso al Cassero dei birocci.
La costruzione iniziò nel 1774 e venne portata a termine nel 1775. Il nome popolare deriva dalla sua disposizione verso il mare, mentre il nome ufficiale (porta Vittoria) è stato coniato dopo la battaglia di Castelfidardo.

-Porta del Sole (dei Bersaglieri):viene citata per la prima volta nel 1480 quando venne costruito nelle sue vicinanze un torrione in modo da rendere più difficile l'assalto al castello. Non è certo se la porta sia stata costruita nel '400 o sia anteriore. La porta fu allargata nel '700; quella oggi esistente sembra sia stata costruita all'inizio del 1800 abbattendo la precedente. La denominazione ufficiale (porta Bersaglieri) deriva dal fatto che per essa sarebbero passati i bersaglieri piemontesi impegnati nella battaglia di Castelfidardo.
-Monumento nazionale: collocato in prossimità del centro storico sulla collina di Monte Cucco, è stato realizzato in bronzo fuso a cera persa per commemorare il cinquantenario della battaglia del 18 settembre 1860. È, nel suo genere, il monumento più imponente tra quelli del territorio italiano.L'idea di erigere il monumento fu lanciata nel 1902 ed ebbe un forte sostegno da parte dell'allora sindaco di Castelfidardo Paolo Soprani. E’ stato realizzato da Vito Pardo impiegando circa 150 quintali di bronzo e quasi seimila  quintali di travertino d'Ascoli. Occorsero quasi due anni per fusione, trasporto e messa in opera dei vari pezzi che compongono il monumento.

-Collegiata di Santo Stefano; ubicata nella centralissima piazza della Repubblica, della quale delimita quasi per intero un lato, è dedicata a S. Stefano Protomartire. Le sue origini si fanno risalire ad un’antica pieve sorta intorno all’anno Mille. La prima notizia certa di una ristrutturazione della chiesa è del 1491 e si riferisce all’attuale cripta.  Sopra la cripta e sulle fondamenta della vecchia chiesa ne fu costruita una più ampia nel 1571. 
Venne ulteriormente ampliata in una successiva ristrutturazione del 1618 ad opera della Confraternita del SS. Sacramento. L’attuale struttura a croce latina è stata eseguita negli anni che vanno dal 1743 al 1770 nelle forme derivate dall’architettura del Vanvitelli.

-Monastero di San Benedetto: il 3 aprile del 1555 il consiglio comunale decise di costruire un monastero nel terziere Montebello (oggi popolarmente chiamato Mucchia).
Nel 1573 si diede inizio ai lavori che terminarono nel 1587, quando suor Angela e suor Silvestra, monache del monastero di S. Caterina di Montesanto, diedero vita ad una comunità dedita, oltre che alla vita claustrale e di noviziato, anche all’opera di educazione delle “fanciulle di strada” che si è protratta fin quasi ai nostri giorni.

-Il Museo internazionale della fisarmonica: Castelfidardo è giustamente riconosciuta come patria della fisarmonica. Un artigiano locale, Paolo Soprani, elaborò nell'Ottocento il prototipo dello strumento e fondò una delle prime industrie italiane produttrici. La collezione è composta da circa 150 esemplari e, oltre alle fisarmoniche, comprende strumenti antesignani quali un raro cheng cinese e un Harmoniflute del 1836. Interessante la fedele ricostruzione di un laboratorio artigianale dell'inizio del Novecento.

-Villa Pace dei Conti Mei-Gentilucci: a sud-ovest  di Castelfidardo, nella contrada Fossaccio, sorge questa spaziosa dimora ottocentesca di proprietà dei Conti Mei-Gentilucci. Venne costruito nel 1830 per volere del Conte Francesco Gentilucci, di Montecassiano: l'edificio, a due piani, ha pianta ad "T" interrotta da un zoccolo sul lato nord, con forme semplici, secondo stilemi di architettura residenziale senza ricercatezze. Ripete in tutto la struttura originaria che appare infatti segnata dal tempo, specie all'esterno; una maestosa scala di forme neo-classiche si innalza dall'entrata principale sul lato est e conduce ai piani nobili: al secondo si trova la splendida sala "rossa" dei ricevimenti e quella "verde", più raccolta ma egualmente elegante. 

Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a visitare le seguenti pagine web:http://www.turismocastelfidardo.it         
http://www.conero.it/it/conero/castelfidardo
http://www.comune.castelfidardo.an.it


                                      LA SQUADRA DI CALCIO
                   

Anno di fondazione: 1946
Campo di gioco: stadio Galileo Mancini
colori sociali: bianco, verde e viola

 

La società calcistica nacque dopo la nascita della repubblica, nel 1946 sotto il nome di "Unione Sportiva Castelfidardo". La stagione d’oro del calcio fidardense fu quella del 1952-53 quando i biancoverdi riuscirono ad arrivare primi nel loro girone di quarta serie, precedendo squadre blasonate come Ascoli ed Ancona.
Di quell’annata va sicuramente menzionato l’incontro tra Castelfidardo ed Ancona terminato 3-0 per i castellani; i tifosi di casa più datati ricordano tutt’oggi uno striscione che recitava "Benvenuti in campagna" data l'ironia che gli Anconetani facevano su questa trasferta. La promozione in serie C sfumò sfortunatamente agli spareggi; da qui partì l’oblio della società marchigiana che la vide militare per il resto della sua storia in campionati regionali di Prima Categoria e di Promozione.
Divenne in seguito "G.S.D. Castelfidardo" e  soltanto con l’avvento del presidente Costantino Sarnani e di mister Roberto Mobili, nella stagione 2012-13 il Castelfidardo ottiene la prima storica promozione della sua storia nel raggruppamento unico di Eccellenza.
Nella stagione successiva i biancoverdi chiudono il loro primo campionato di Eccellenza al secondo posto, dietro soltanto alla Samb. Il Castelfidardo approda così ai play off e centra la storica promozione in Serie D, dopo la vittoria in finale ai danni del Rieti. Una data storica per il paese e il Castelfidardo Calcio che ritrova la serie D dopo addirittura sessant’ anni!
La stagione scorsa ha visto i biancoverdi retrocedere al playout per peggiore piazzamento in classifica dopo il pareggio 1-1 contro l’Amiternina; i marchigiani però sono stati ripescati in estate insieme ad Agnonese e Pesaro.

                                                 LO STADIO
Il Castelfidardo disputa le partite al campo sportivo “Galileo Mancini”: capienza di 1.000 posti, terreno di gioco in erba naturale con misure di mt.110x65. Come vedete dalla foto è presente un’unica tribuna coperta alla quale ne sono state affiancate due in ferro, una della quali è destinata alla tifoseria ospite.


                                               (foto della tribuna)

Lo stadio dista un’ora e quaranta minuti (circa 160 km) dall’antica e nobile Teate.
E’ raggiungibile tramite A14 uscendo a Loreto-Porto Recanati e procedendo sulla statale 16 in direzione centro.
L’ingresso del settore è situato in Via dello Sport.
 

                                                  PRECEDENTI
Considerando gli ultimi cinquanta anni l’unico precedente in terra fidardense tra teatini e marchigiani risale alla passata stagione; il Chieti uscì sconfitto dal Mancini per 1-0.
Grazie alla preziosa collaborazione di Licio Esposito che ringrazio vivamente per i dati che mi ha fornito, abbiamo però scovato alcuni precedenti risalenti agli anni 50 che vado ad elencarvi:

Castelfidardo-CHIETI 1-1.And. 1949/50.Promozione/L
Castelfidardo-CHIETI 0-0.And.1950/51.Promozione/L  
Castelfidardo-CHIETI  3-1.  Rit.1953/54. 4a Serie/F
Castelfidardo-CHIETI  3-1.And.1955/56. 4a Serie/G.

                                                    TIFOSI

I Rangers furono il primo gruppo organizzato di tifosi biancoverdi. Nati negli anni 80 furono i predecessori dei Bad Boys che si formarono nel 2005.
Con l'aumentare dell'età dei componenti del gruppo e con il passare del tempo, la passione e l'entusiasmo che li aggregava andaroo via via diminuendo. Non ci fu uno scioglimento ufficiale, ma i Bad Boys  nella stagione 2010-2011 non furono presenti a tutti gli incontri disputati dal Castelfidardo.
Nel 2011 il gruppo però volta pagina: avviene un netto cambio di generazione e lo striscione viene affidato a dei ragazzi più giovani ma sicuramente più volenterosi. Ancora oggi rappresentano il gruppo trainante della tifoseria.







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