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Che emozione nell'ammirare il pienone nella gradinata della Civitella. Stagione 1963-64: capitan Ghirardello guida i neroverdi. Lo seguono Milan e Orazi

 

(di Franco Zappacosta)

Un anno fa, l’8 novembre, si spegneva Lino Ghirardello. Ai più giovani che non l’hanno conosciuto ricordiamo che Lino giocò a Chieti due campionati, dal 1962 al 1964. Difensore centrale (allora lo si chiamava stopper): temperamento, grinta, rapidità d’intervento erano le sue qualità peculiari. Oltre ad una spiccata professionalità, impasto di varie componenti: correttezza, serietà, dedizione ai colori, impegno sempre massimo in campo e irreprensibilità fuori. Ecco Lino Ghirardello, vicentino di Breganze, dov’era nato il 25 luglio 1940. I tifosi di una certa età rammenteranno, invece, la maglia neroverde “numero 5” che nel 1963 con Francesco Petagna in panchina (nonno di Andrea, l’attaccante ora in forza alla Spal) riuscì a conquistare la salvezza in un torneo di serie C pieno di difficoltà perché vi navigavano non poche “corazzate” e che nella stagione successiva fu uno dei “semprepresenti” (insieme ad Otello Milan, Alfio Riti e Feliciano Orazi) nel Chieti allenato da Tom Rosati, giunto secondo alle spalle del Trani. E forse non avranno dimenticato il gol che Lino realizzò alla Civitella contro il Pescara (finito 1-1) il 20 ottobre 1963: <Su rinvio di Di Censo colpii la palla al volo, il portiere non fece in tempo a recuperare la posizione tra i pali e feci gol. Una gioia immensa> raccontò Lino nel corso di una chiacchierata telefonica.


Il Chieti 1963-64 in divisa sociale: da sin. Trapella, Alberti, Riti, Orazi, Ghirardello, Palma, Di Luzio, Franco Rosati, Tom Rosati. In basso da sin: Rodolfi, Martegiani, Dondi, Milan, Paradiso, Apolloni

 

Origini vicentine, perciò elegante come una villa palladiana e tosto come quelli di radici beriche, Ghirardello si formò nel fertile vivaio dell’allora Lanerossi e conquistò un brillante secondo posto al Torneo di Viareggio del ‘61 (biancorossi battuti in finale dalla Juventus). Dal Vicenza passò in prestito al Pisa nel 1961 e nello stesso periodo venne aggregato alla Compagnia Atleti di stanza a Roma, reparto dove finivano tutti i calciatori alle prese con il servizio di leva. Quando nell’estate del ’62 gli arrivò l’offerta del Chieti Lino non la rifiutò. <Perché  - ci spiegò – la destinazione mi andava bene da un punto di vista logistico vista la breve distanza tra Roma e Chieti, e poi era una piazza per me nuova che stuzzicava la mia curiosità>.

Estate 1960: Lino in ritiro con il Lanerossi Vicenza

 

La cronaca della finale del Torneo di Viareggio

 

Si confermò acquisto eccellente nel primo dei suoi due campionati in maglia neroverde e il suo rendimento migliorò addirittura l’anno dopo quando Lino non saltò nessuna partita e mise a segno tre reti. L’apprezzata specialità della casa erano le punizioni: tese, a mezz’altezza e di rara potenza. Un’arma micidiale a disposizione di quella grandissima squadra.

A Chieti e al Chieti Lino Ghirardello era affezionato in modo speciale perché una data importante della sua vita vi era legata. Dopo Chieti-Trani (1-0 il 12 gennaio 1964 una delle partite più spettacolari anche per cornice di pubblico cui chi scrive ebbe la fortuna di assistere quale giovanissimo cronista) Lino raggiunse Breganze per sposare la signora Marisa. Dall’unione sono nati tre figli Gianluca, Marco e Valentina. 

12 gennaio 1964 Il Chieti ha battuto il Trani 1-0 con gol di Feliciano Orazi. Ecco i neroverdi al termine del match: in alto da sinistra Martegiani, Riti, Orazi, Trapella, Ghirardello Franco Rosati. Accosciati da sin.: il massaggiatore Apolloni, Paradiso, Fontana, Dondi, Milan, Angeloni

 

Dopo quella straordinaria stagione nel Chieti i club di serie C più ambiziosi furono protagonisti di una specie di asta per acquistare il difensore veneto. La spuntò l’Avellino del presidente Abate, allenato da Ulisse Giunchi, che insieme con Ghirardello si assicurò un altro formidabile calciatore, Alfio Riti, anch’egli scomparso in età giovane.

 

Ghirardello nell'Avellino: Lino è il terzo da sinistra. Gli è accanto (a sinistra guardando la foto) un altro grande ex neroverde: Alfio Riti

 

Ad Avellino dopo campionati disputati sempre ad alti livelli, Ghirardello maturò una scelta inspiegabile solo per chi non lo conosceva a fondo, viceversa comprensibilissima per quelli che con Lino avevano assidua frequentazione. <Un giorno – disse – vidi nell’ufficio del presidente un ex calciatore che cercava un aiuto economico vivendo in grosse difficoltà. Capii che il calcio non avrebbe garantito il futuro a me e alla mia famiglia. Così decisi di metterci una pietra sopra e di tornare a Breganze per entrare in fabbrica. Meno soldi, ma sicuri e per sempre>.

Con belle parole sgorgate da grande amore filiale la figlia Valentina l’ha ricordato così: <Abbiamo avuto la fortuna di avere un papà speciale, buono e generoso che ci ha dimostrato giorno per giorno come si giocano le partite che la vita ti mette davanti. Nonostante la sua lunga malattia si è dimostrato una persona forte e tenace e ha combattuto fino alla fine>.

Il Chieti? <Ha sempre un posticino nel mio cuore> ci disse nel salutarci. Per questo suo attaccamento ai nostri colori abbiamo voluto ricordare Lino Ghirardello ad un anno dalla scomparsa. Non dimentichino i tifosi uno dei grandi neroverdi di sempre.