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Ho aspettato la fine perchè parlare prima può risultare sempre un po' affrettato.
Teramo condannato alla Lega Pro, niente Serie B "conquistata sul campo" (direbbe qualcuno).
Corretta o meno la sentenza, la giustizia ha deciso e il mio primo pensiero è per i tifosi. Fosse successo a noi penso che sarebbe stata davvero dura, tragica per qualcuno, la fine di tutto per molti.
Rivalità a parte un po' dispiace per chi ogni anno ha l'unica colpa di tifare, seguire e diciamolo pure, spendere parecchi soldini (sempre loro, i tifosi). Dopo 100 anni di storia raggiungere per la prima volta la B e vederla sfuggire per una partita comprata fa rabbia.
Qui si tocca il secondo punto di questa assurda storia: la rabbia.

Non ho visto un solo teramano aver rabbia contro un presidente o un DS che ad oggi, ufficialmente per la giustizia, ha deciso di comprare una partita per assicurarsi la promozione.

La legge non scritta dello sport, aiutata forse dalla divina "provvidenza", quasi come legge del "contrappasso" (Manzoni e Dante in una stessa frase è tutto) ha voluto che se anche il Teramo avesse perso quell'ultima partita avrebbe ugualmente conquistato la B causa pareggio dell'Ascoli con l'Ancona.

Da uomo di sport ho avuto per l'ennesima volta la dimostrazione che contare sulle proprie forze conviene sempre: conviene perchè ti educa a vincere ma ti educa anche a perdere, ti educa a comprendere i tuoi limiti e dove sei meno forte degli altri (perchè ci sarà sempre qualcuno più forte di te). E se mai non dovessi riuscire a battere gli altri, piuttosto spesso aggiungo io, lo sport ti darà sempre una seconda possibilità per battere almeno te stesso. Niente male direi, molto meglio della vita la fuori...

Peccato per voi.

Beh, finito questo momento di sport, torniamo a fare i tifosi e stappiamo sta birra...Alla salute Teramà!

 

 

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