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La redazione di tifochieti.com prende posizione su quanto accaduto in queste ultime settimane in merito alle vicende societarie.
Nell’anno del Centenario del calcio teatino, ci spiace constatare quanta poca professionalità e attaccamento alla maglia e alla Città questa società ha dimostrato di avere. Subito dopo il triplice fischio di Recanati, che sanciva una complicata quanto meritata salvezza in un campionato mediocre, sono piovute addosso alla tifoseria e alla città parole gratuitamente vergognose che non sono mai state smentite né rese oggetto di scuse doverose. Parole che  hanno offeso una tifoseria intera che in tutto l’arco del campionato non ha MAI contestato e fatto mancare il sostegno all’undici neroverde. Chi ha definito questa Città OSTILE, utilizzando parole dure e provocatorie, non la conosce e non ha evidentemente voglia di avere un rapporto con lei. Successivamente la società è rimasta in silenzio per poi diramare un comunicato a dir poco provocatorio (quanto falso) e di sfida che minacciava la RICONSEGNA del titolo sportivo al sindaco.
A quel comunicato di sfida noi rispondiamo scrivendo che questa società, a 6 anni dalla sua istituzione, non è stata in grado di costruire NULLA. Non è stata in grado di programmare, dare continuità e soprattutto di imparare dagli errori del passato. Una società incapace di capire l’importanza di avere un settore giovanile di proprietà, una società che parlava di nuovo stadio, di ritorno nell’anno del centenario nei campionati professionistici, una società che dopo la vittoria del campionato di eccellenza diceva che il futuro del Chieti era di continuare a vincere e una società che nell’anno del centenario, data storica per i tifosi, non è stata capace di organizzare nessuna iniziativa dimostrando, nel suo menefreghismo più totale, una sprezzante freddezza verso i tifosi che invece dimostravano amore incondizionato per i loro Colori. Come se quello che stava succedendo intorno non li riguardasse affatto e anzi li infastidisse. 
Una società perdente, senza prospettive e ambizioni e soprattutto incapace di coinvolgere l’imprenditoria locale, ma determinata piuttosto a farla scappare via. Una società incapace di sfruttare la buona volontà della classe politica che per la prima volta dopo anni aveva mostrato interesse alla causa. Una società che prima minaccia di rimettere il titolo sportivo nelle mani del sindaco per poi far uscire sui giornali, ancor prima della scadenza del famoso ultimatum, nomi di giocatori, allenatori, direttori sportivi e generali facendo sapere di voler rimanere come socio di minoranza o addirittura come garante. Come se ci fosse qualcosa di speciale. Noi invece avevamo capito che era qualcosa di cui liberarsi...
E allora come credere che questa società avesse davvero l’intenzione di passare la mano? Tutte provocazioni per poi farsi bella e dire: “avete visto che il Chieti non lo vuole nessuno e lo salviamo noi" pensando che la tifoseria fosse stupida o sia pronta a supplicare chiunque sia pronto a garantire l'esistenza formale di una società.
La solita estate teatina e la solita convinzione che il tifoso del Chieti si debba accontentare di campare senza un briciolo di programmazione e senza un briciolo di professionalità, accontentandosi di quello che passa il convento pur di vedere ventidue giocatori prendere a calcio un pallone. E invece no, il tifoso del Chieti vuole e merita molto di più, ma soprattutto non ha più paura di minacce perché la fede va ben oltre la categoria e ripartire da zero non ci spaventa.
Non entreremo nel merito di nessuna decisione tecnica perché questa società non ha più nulla di credibile e nei prossimi giorni decideremo se continuare ad aggiornare sito e pagina facebook sulle sorti della squadra di calcio. 
Tifochieti.com, nasce come “il portale del tifoso teatino” e quindi sosterremo sempre l’intera tifoseria organizzata e non e ci teniamo a ringraziare il COMITATO PER IL CENTENARIO per quanto ha fatto in questi mesi e l’intera CURVA VOLPI per la passione e partecipazione agli eventi e per il sostegno alla squadra per tutto l’arco del campionato. 
Ringraziamo anche il Mister Alessandro Lucarelli per l’attaccamento a maglia e tifoseria, cose che questa società invece non ha mai saputo fare e non ha mai avuto l’interesse a farlo.
Chi non ha ambizione, chi non ama questa città e questa tifoseria e chi ancora oggi non ha spiegato perché ha voluto fare calcio a Chieti può tranquillamente disimpegnarsi. L'ambiente, la città e la tifoseria OSTILE continuerà ad amare questi colori con o senza di voi!
 

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