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Marco Mariani (foto da tuttocalciatori.net)

 

Se tutti i calciatori prendessero il trasferimento al Chieti con l'euforia e lo slancio che manifesta Marco Mariani, primo acquisto ufficiale della nuova stagione, la squadra neroverde conterebbe su una carica di entusiasmo tale da poter puntare ai più importanti traguardi. Il centrocampista del Montegiorgio stupisce chi gli chiede cosa pensi di questa sua nuova esperienza professionale. "Sono contentissimo e non vedo l'ora di iniziare l'avventura. Ecco, questo è l'unico aspetto negativo che non mi piace, il fatto cioè che la prossima stagione comincerà più tardi rispetto alle date consuete. Peccato, perché la maglia neroverde vorrei indossarla subito, in campo e in partita".

Marco Mariani è nato in un giorno particolare, carico di significati e di simbolismi: il 25 dicembre (del 1992). "Sono di Atri ma abito a Città Sant'Angelo, in Abruzzo ho giocato con Giulianova e Pineto. Sono un centrocampista che ama inserirsi in area di rigore a caccia del gol. Il tipo di giocatore che mister Lucarelli preferisce avere in mezzo al campo".

È impressionante lo stato di servizio del giocatore atriano, per numero di presenze e di gol. Soprattutto nelle ultime due stagioni a Montegiorgio: 11 le reti realizzate quest'anno (su 25 partite disputate, sempre presente tranne che in una occasione). Ha affrontato il Chieti all"andata il 13 ottobre (finì 1-1) e Marco fu protagonista di un'eccellente prestazione. Saltò il ritorno il 15 ottobre (2-2 sul neutro di Ortona con rimonta neroverde dallo 0-2). "Ero squalificato e seguii la partita dalla tribuna. È ancora meglio vedere la gara da quell'osservatorio, ti rendi conto di tanti dettagli che altrimenti non riusciresti a cogliere. Ma così divenne ancora più fitto il mistero: come poteva una squadra con quei valori tecnici e caratteriali occupare in classifica una posizione tanto precaria? Davvero un enigma difficile da risolvere. Ma il calcio spesso propone situazioni indecifrabili".

C'è un grosso punto interrogativo sul campionato che il Chieti sarà chiamato a disputare: serie D o Eccellenza? Nel dubbio tu corri il rischio di fare professionalmente un passo indietro. "Ve l'assicuro, a me la categoria non interessa se considero l'importanza della piazza. Chieti ha un passato di prestigio, è un club da rispettare, se ti chiama una società del genere non puoi rifiutare perché magari ti ritrovi un gradino più sotto rispetto a dov'eri. Perciò, come ho detto, sono contentissimo di questa mia nuova destinazione". Hai già parlato con l'allenatore Lucarelli? "Sì, ci siamo già visti e ho conosciuto un tecnico del quale cogli subito le profonde conoscenze, la chiarezza delle idee, lo spirito che riesce a trasmetterti. Una piacevole scoperta".

Contratto già firmato, tutto a posto? "Sì, nero su bianco. Sono un calciatore del Chieti". Detto con il tono di chi ne è orgoglioso.

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