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Parlare di questo giocatore sembrerebbe  anacronismo, invece  sto con i tempi. Certo perché molti non l’avranno mai sentito parlare  ma forse, chissà qualcuno si ricorderà di lui. Nelle squadre di calcio ci sono molti giocatori che hanno un percorso diverso uno dall’altro, ci sono i panchinari, prima invece non c’erano e rimanevano sempre negli spogliatoi e solamente dal 1980 vi saranno in panchina oltre al portiere di riserva (n.12) anche giocatori di riserva fino al numero 16. Poi giocatori che giocano saltuariamente  che magari hanno giocato solamente una partita ,ecco Petraz è uno di loro. Io voglio dedicare quest’articolo anche a loro. Infatti, Aldino  Petraz  era un tosto atleta venuto dalla terra Friuli-Venezia Giulia nel  campionato 1962-63.

Aldino Petraz da Begliano, (30.4.1942), libero,  allenatore per la Fincantieri dei pulcini '98, premiato nel 1977 dal gruppo arbitri sez. di Monfalcone (allievi regionali Monfalcone), premiato nel 2004 dalla F.I.G.C. Gorizia come istruttore giovani (Fincantieri calcio), premiato nel 2007 dalla F.I.G.C. FVG con la "Panchina verde" (Fincantieri calcio).

Petraz  accenna  alla squadra del MONFALCONE  A.C. (1912) (GO). Campo sportivo Costanzo Ciano,-via C.Cosulich-5.000 posti- poi “Italcantieri”-via Cosulich-8.000 posti-colori: maglia azzurra-calzoncini bianchi)

Nasce come  dopolavoro aziendale dei Cantieri  Riuniti dell’Adriatico (CRDA) Navali dopo la Grande Guerra.

 

Aldino Petraz,allenatore

Ruolino:

v 1958-59, San Canzian, campionati minori

A 16 anni ha giocato in prima squadra a San Canzian contro la Gradese con mister Mario Degrassi, il libero non c'era, giocava come si usa dire oggi da ultimo uomo.

v 1960-61, Siena Serie C (provino)

v 1960-61, Como Serie B (provino)

A diciotto anni fece un provino a Como passando prima per Siena.

v 1961-62, Como Serie B (De Martino; squadra B; 1^squadra).   

A Como fu preso, e incominciò a giocare con la "De Martino", poi con le riserve (la squadra B), poi anche in prima squadra, Fu ceduto l'anno successivo in prestito a Chieti,

v 1962-63, CHIETI Serie C/B (prestito).

v 1963-64, Como Serie C/A.

poi di nuovo a Como,  ma lì ebbe un piccolo diverbio perchè voleva andare a Mantova dopo il periodo da militare, così fu messo al minimo di stipendio - 35.000 lire -, alla fine tornò a casa e ricominciò

v 1964-65, Ronchi (allenatore-giocatore). Fino al 1971 con Sangiorgina, Villesse, Farra.

1964-65:da Ronchi, a 23 anni faceva il giocatore-allenatore". Poi sino al 1971 con le squadre Sangiorgina, Villesse, Farra

 

v   allenatore...dal 1971:

- giovanili di Vermegliano e Fogliano, "Ciso" a Monfalcone per sei anni ad allenare gli allievi..."

E nel 1979 Italcantieri.(allievi e 3^ categoria) poi Staranzano, ancora Begliano (1981-86) nei tornei di 2^ e 3^ categoria, ancora Fincantieri

Il nostro ex nero verde mi ha inviato del materiale che riguarda il Chieti calcio, come ritagli di giornali della sua unica partita e di altro. Ho inviato il tutto al Sito che lo metterà nell’apposito spazio. Ho ripreso alcuni punti salienti dalla cronaca della sua partita dell’epoca e l’ho trascritta.

2^Gior. 30-9-1962 - Seconda Giornata Salernitana-Chieti. 1-0.    Reti:29' Palmieri.

CHIETI:Bellagamba, PETRAZ, De Benedictis, Fontana, Pin, Pestrin, Alaimo, Taluzzi, Grotti, Dalla Mura, Gasparini. All. Morgia

SALERNITANA:Pezzullo, Fermi, Vergazzola, Vascotto, Scarnicci, Gigante, Visentin, Santin, Palmieri, Baldi, Nastri. All. Pasinati

Arbitro: Gunti di Arezzo. Angoli 5-1

Partita particolarmente equilibrata ma  al 27’ Visentin allungava, all’altezza dell’area di rigore, un pallone a Palmieri che scartava due giocatori e con un tiro imparabile infilava  Bellagamba. La reazione del Chieti era infruttuosa e non portava nessun pericolo particolare alla difesa granata della Salernitana.

I migliori delle due squadre: Bellagamba, Pin, Alaimo e Gasparini per il Chieti.

Vergazzola, Scarnicci, Baldi e Palmieri per la Salernitana.

 

Note: spettatori 8.000 tempo discreto,pochi incidenti ma l’espulsione di Taluzzi

Il Chieti si è chiuso nella sua area dall’inizio Del gioco,ma essa manteneva spinti innanzi il centravanti Grotti l’ala sinistra Gasparini ed il mantice Taluzzi; l’ala destra Alaimo faceva anch’egli un gioco a fisarmonica spesso all’attacco o in difesa. La salernitana, imbottita di riserve per le assenze di Voltolina, Fumagalli, Di Paola e Mattei…..Comunque la partita è stata equilibrata fino al 26’ del primo tempo per la difesa dei verdi, tra cui ha fatto spicco il portiere Bellagamba. Un minuto dopo, proprio nel momentoin cui la Salernitanaaveva un ritorno offensivo, si produeva l’azione del golo granata, una sgroppata di Visentin portava il pallone a pochi metri dall’area teatina, Visentin allungava un docile pallone a Palmieri che scattava fulmineo, sorprendendo così un primo giocatore , poi un secondo giocatore e infilava in rete con una stangata imparabile anticipando l’uscita di Bellagamba……. Mancavano quattro minuti alla fine il Chieti dava tutto ma non la spuntava.    I migliori delle due squadre sono stati Bellagamba, Pin, Alaimo e Gasparini per il Chieti, Vergazzola Scarnicci, Baldi e Palmieri per la Salernitana…..

 

Ho voluto inserire nell’articolo una intervista  effettuata nel 2008 ad un giornale  e speditaci da  Petraz , sul suo modo di pensare di allenamento per i giovani. Da buon veneto con parole semplici ma franche e concrete  traccia delle linee che, a suo parere, riguardano la situazione ed il rapporto tra tra genitori, giovani calciatori e la società. Credo che l’attaccamento ad una maglia ed al proprio lavoro di sportivo ci rende più consapevoli dei compiti che ognuno di noi può condurre ad una società, come quella di questi tempi, che ha bisogno di valori.

 

ALDINO PETRAZ:

"IL   MIO   CALCIO    DEI POVERI  MA  BELLI  FATTO  DI  DIVERTIMENTO E DISCIPLINA"

Anno 2008

Aldino Petraz da Begliano, attualmente allenatore per la Fincantieri dei pulcini '98, premiato nel 1977 dal gruppo arbitri sez. di Monfalcone (allievi regionali Monfalcone), premiato nel 2004 dalla F.I.G.C. Gorizia come istruttore giovani (Fincantieri calcio), premiato nel 2007 dalla F.I.G.C. FVG con la "Panchina verde" (Fincantieri calcio).

Aldino Petraz, classe 1942, lo conoscono tutti dalle parti del monfalconese e anche più in là, sicuramente tutti quelli che hanno avuto a che fare con il mondo del calcio dilettanti negli ultimi trentacinque anni. Di lui si è detto tanto - da "condottiero" a "santone", fino a "allenatore senza valigia" - parafrasando un'etichetta che avevano affibbiato molti anni fa anche a "Ciso" Zeleznik.

Aldino è un beglianese purosangue, guai a parlargli male della Sua Begliano, già dirgli che fa parte del comune di San Canzian lo rende nervoso. Eppure a San Canzian Aldino ha mosso i suoi primi passi da baby giocatore.

-" Intanto una volta si incominciava a giocare a dieci anni e non a sei come succede oggi, poi noi ragazzini di Begliano per imparare il calcio un anno ci mandavano a giocare a Turriaco, un anno a San Canzian, un pò come girava. A 16 anni ho giocato in prima squadra a San Canzian contro la Gradese con mister Mario Degrassi, il libero non c'era, giocavo come si usa dire oggi da ultimo uomo. A diciotto anni feci un provino a Como passando prima per Siena. A Como mi presero, e incominciai a giocare con la "De Martino", poi con le riserve (la squadra B), poi anche in prima squadra, mi cedettero l'anno successivo in prestito a Chieti, poi di nuovo a Como,  ma lì ebbi un piccolo diverbio perchè volevo andare a Mantova dopo il periodo da militare, così mi misero al minimo di stipendio - 35.000 lire -, alla fine tornai a casa e ricominciai da Ronchi, a 23 anni facevo il giocatore-allenatore".

v Hai finito presto di giocare al calcio però!

-"Sì, ma mica a 23 anni! dopo Ronchi giocai con la Sangiorgina, con il Villesse, anche a Farra, a 29 anni smisi poichè i problemi alla schiena mi impedirono di proseguire".

v E poi una vita da allenatore...

-"Sì, dalle giovanili di Vermegliano e Fogliano, poi con "Ciso" a Monfalcone per sei anni ad allenare gli allievi..."

v Ma ti imponevi già in quegli anni, cioè studiavi già da "condottiero"?

-"Non mi sono mai fatto condizionare da nessuno, ma già da giocatore se è per quello, io avevo e ho le mie idee e me le tengo, nessuno mi ha mai influenzato minimamente".

E nel 1979 l'approdo all'Italcantieri.

Sì, il primo anno alla guida degli allievi e poi la terza categoria, dove portai alcuni giocatori che conoscevo, quattro-cinque in tutto, poi subentrò l'anno dopo Alfredo Lulich, e io me ne andai prima a Staranzano, poi fui il primo allenatore della prima squadra del mio paese, Begliano, loro fino ad allora avevano solo il settore giovanile; quello era il mio calcio, il calcio dei poveri ma belli, le mute comprate con una colletta, altrochè, quasi tutti giocatori del paese, al massimo del paese accanto, lì rimasi cinque anni, al terzo salimmo in seconda categoria, un "evento" per il paese, ebbi grandissime soddisfazioni, ti cito anche qualche giocatore: Anut, Cibula, Bergamasco e tanti altri.

Un paio d'anni dopo tornai alla Fincantieri (nel frattempo aveva cambiato denominazione) con Abram presidente, feci di nuovo gli allievi, e poi presi in mano la prima squadra ancora in terza, ma mi avevano privato in partenza del bomber Blason andato a Turriaco credo; salimmo subito in seconda, praticamente con niente, senza un centravanti di ruolo, misi allora Claudio Santoro centravanti, facemmo due spareggi per salire, uno a Pieris con il Mladost, e uno a San Giovanni di Trieste con la Roianese. A Trieste vincemmo 1-0 non so come, rubammo il bottino pieno., loro attaccavano come forsennati, se avessimo preso un gol, ci avrebbero sotterrato e umiliato chissà con quanti altri ancora, l'anno dopo subito la retrocessione di nuovo in terza, ma stava maturando un gruppo storico che pochi anni dopo ci fece fare il salto fino in prima categoria; ti parlo dei Pilutti, dei Pangos, di Caiffa, Forte, Zearo, Gigi Toscani, un grandissimo giocatore  -Guerin - un mancino come pochi".

v     Però non sono stati tutti anni consecutivi alla Fincantieri, un anno ti sei fermato.

-"Sì, nel '97 allenò Cossaro (n.d.r. attuale mister della Romana), è stata una disfatta, retrocessione in seconda, gruppo sgretolato, ad agosto dell'anno successivo ho ripreso le redini in mano io con un manipolo di giocatori rimasti, ho fatto l'allenatore e il presidente; siamo andati in prima subito; vedi,

 “io ho sempre avuto il pallino di prendere giocatori che ad altri magari non interessavano, non mi costavano quasi niente...io ho fatto l'allenatore senza soldi, ma con tanta testa, la serietà della persona paga sempre, ricorda, quell'anno siamo andati su, non scrivere con quanti soldi perchè non è bello, ma oggi con quello che abbiamo speso allora, altrochè un'intera stagione, se riesci a mantenere due giocatori per un anno è già tanto".

v     Ma oggi proprio non riesco a farti una domanda attuale, cambiamo discorso: giovani, svincoli ecc. ecc

-"Anni fa da presidente della Fincantieri, andai a Udine- assemblea F.I.G.C. - si parlava di svincoli, tutti d'accordo meno io e pochi altri.

 “oggi io vedo il futuro dei ragazzi che giocano a pallone, le società lavorano male, vogliono vincere a tutti i costi, non so...credo che ogni tanto una retrocessione sia anche salutare per certe squadre troppo ambiziose. Poi si ritorna con i piedi per terra e riparti bene magari con i giovani dal tuo vivaio".

v     Oggi però hai sempre un impegno molto importante nel settore giovanile.

-"Sì, il mio lavoro è qui con i ragazzi del vivaio, molto difficilmente tornerei ad allenare una prima squadra, già così mi fanno incavolare abbastanza; mi viene nervoso pensare che i ragazzi di oggi vanno a scuola accompagnati, vanno all'allenamento accompagnati, vanno a musica accompagnati, vanno sul computer accompagnasti, ma cosa?

I genitori li accompagnano anche al bidè per caso? Non vedi che poi non riescono nemmeno normalmente a camminare bene, non ti dico correre che è un problema grosso. Oggi allenando i piccoli devi preparare il corpo, io a scuola istituirei la ginnastica obbligatoria per mezz'ora al giorno".

v     Quante panchine Aldino?

-"1136 fino a oggi e le ho contate tutte".

=VORREI PROSEGUIRE CON UN’ALTRA INTERVISTA-TELEFONATA FATTA PRIMA DELLA PRECEDENTE A  UN  GIORNALISTA DI  SUA   CONOSCENZA.

Anno 2007

v     Qual’è questo spirito Fincantieri?

Direi la serietà, la presenza costante sul rettangolo di gioco il lavoro meticoloso sia con la prima squadra che con il vivaio, ricordo che siamo partiti con tredici ragazzini, ora abbiamo abbondantemente superato quota centocinquanta. E vogliamo che tutti giochino, magari allestendo una squadra supplementare.

v     Capitolo settore giovanile, che succede?

Un caos completo con figli succubi di genitori assatanati di successo e quindi poco tranquilli.

v     Esistono società che operano diciamo da professionisti?

Tempo addietro esisteva una migliore collaborazione tra le varie realtà, ora si cerca solo il successo, manca la competitività. Prendono i pezzi pregiati e stravincono su tutti i fronti, ma poi saranno obiettivamente soddisfatti?.

v     Cambierebbe le regole?

L’inizio dell’attività dovrebbe essere allungato. Passare dai 5 anni attuali agli 8. E poi farei firmare un cartellino che leghi il giocatore alla società fino ai 15 anni, non anno per anno. Le decisioni della Figc partono tutte da Roma, dovrebbe essere l’opposto con le iniziative e le proposte che dalla nostra realtà vengano vagliate, studiate e infine accolte ad alti livelli. Solo noi sappiamo quali siano le nostre reali esigenze.

 

Premi.

  1. dalla FIGC Gorizia come istruttore giovani
  2. come  allenatore e dirigente dell’A.R.Fincantieri
  3. con “la panchina giovane”

Record di 1195 presenze in panchina.

Grazie sig. Aldino Petraz, del suo impegno verso i giovani calciatori e del magnifico ricordo che ha della città di Chieti e dei suoi residenti, del Chieti calcio e di tutta la tifoseria. Questo è quanto mi ha detto nella nostra piacevole conversazione telefonica. A Lei il mio cordialissimo saluto e sempre un arrivederci.

(Licio Esposito)

 

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