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Il nuovo Chieti ufficializzato come CHIETI FC 22, lo vedremo scritto nel prossimo campionato perché rappresenterà calcisticamente la città.  Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Reindirizzamento da Società Sportiva Dilettantistica Chieti Calcio).2017 - Nel mese di giugno la Associazione Sportiva Dilettantistica Chieti F.C. Torre Alex cambia denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Chieti F.C. 1922, che diventa la prima squadra cittadina.

Si parlerà ancora del Chieti calcio che ci ha accompagnato nei diversi Campionati di calcio. Credo che quando comincerò a parlare del nuovo ne parlerò sempre come continuazione del vecchio.

Qualche giocatore mi ha fornito molte notizie e quant’altro per parlare di alcuni episodi che rientrano sempre nel “Come eravamo”.Si ringraziano questi amici che contribuiscono ad arricchire tutta la storia della squadra con episodi, delle volte, inedite. Magari potranno sembrare ovvie ma fanno parte di una vita di tanti giocatori che poi ne hanno fatto parte, di questi piccoli avvenimenti, una questione di amore e di gratitudine della città. Antonio Salvatore, è stato giocatore del Chieti poi assessore e presidente del Maggio Teatino.

Ci ha inviato una piccola documentazione sia del calcio (Pescara - Chieti) che del “come eravamo”. Io e Antonio ci siamo conosciuti nei primi anni 50’ forse anche prima, quando io facevo parte della squadra “Saetta”. Notati da NOVELLI già portiere del Chieti, che ci disse che ci voleva allenare perché era intenzione di farci giocare con i titolari del Chieti.

Cominciammo ad apprendere delle lezioni importanti come stoppare correttamente la palla a terra ed a volo. Come si fa a rimettere una palla laterale e gestire le nostre energie. Scatti e cross verso il centro insomma ci stavamo completando. Si apprendeva subito anche perché c'era la giovinezza e la voglia di fare e poi le nostre cognizioni tecniche non erano molto lacunose.

Quando giocammo contro la 1^ squadra, una grande emozione. Mi ricordo l'allenatore Moretti che ci rivolse una spiegazione dettagliata sull'incontro da disputare anche per non creare danni fisici ai giocatori. Quasi un invito alla correttezza ma la nostra natura era improntata alla vigoria giovanile per l'aver giocato per strada che era stata per noi una palestra di vita.
L'aver giocato con ogni tipo di palla ci aveva portato ad un controllo di sfera agevole, però una difficoltà era quella del peso del pallone. Ci sembrava pesantissimo e la difficoltà maggiore era la nostra precisione, però i giocatori ci seguivano con interesse e con curiosità. Si giocava con la punta ma ci fu corretto oltre che dal Novelli stesso, anche di altri addetti tecnici che erano stati messi a nostra disposizione.
Nello stesso tempo ci guardavamo in giro perché molte squadre cittadine si stavano formando.
Anche la nostra squadra “Saetta” prima e la Barattucci”, dopo l'esperienza con il Chieti cominciò a diradarsi gli incontri e poi anche loro scomparvero.

Io e “Tonino” siamo quasi coetanei e quindi non ancora si poteva arrivare alle cosiddette squadre “giovanili” che si stavano formando

Salvatore, personaggio teatino del Chieti calcio, era stato già descritto in altre corrispondenze, ma ora parleremo della sua attività nel calcio Chieti, della partita Pescara - Chieti la cui cronaca ci è stata inviata. Le sintesi di quanto speditoci quando il Chieti era “il Milan del Sud” e ancora un commento, allora siamo nei primi anni 50’.

Dicevo della nostra conoscenza nel campo della Civitella ed io l’ho conosciuto come “Latteria Svizzera” perché la famiglia aveva un avviato negozio di pasticceria le paste o maritozzi alla panna montata erano famose.

Tratta dal libro: di Gerardo Di Cola <<Corfinio-Giulio Barattucci  tra Chieti, Pescara, Napoli>>Edicola Editrice-CHIETI. 2015.

LA LATTERIA SVIZZERA E IL CAFFE’ VENEZIA.

Altro importante locale storico di Chieti è la Latteria Svizzera lungo Corso Marrucino subito dopo la scalinata di San Francesco, inaugurata giovedì 14 aprile 1901 dal proprietario Giuseppe D’Ingiullo, e.. Nel locale si trova una tazza di ottimo caffè per 10 centesimi, un tazzone di latte e caffè per egual prezzo, liquori finissimi del Corfinio a 5 centesimi la presa, paste freschissime a 10 centesimi l’una. Inoltre si vende il latte a 8 soldi il litro. (Lo Svegliarino, anno XVII, n.14, 14/4/1901).

Dal 1913 fino al 1956 l’attività viene rilevata, ristrutturata, ampliata e condotta con amore e passione dalla signora Emilia Febo, moglie di Giuseppe Salvatore, noto costruttore edile. La Latteria è rinomata, oltre che per il latte fresco e il servizio bar, per l’ottima pasticceria prodotta in proprio. Il Laboratorio di pasticceria era situato prima in via Toppi, sulla sinistra scendendo nel sopportino, e poi in via Arniense, dove un tempo era la Cooperativa Panificatori di fronte all’ingresso di piazza malta; pasticciere Squicciarini, originario di Bari, e Gianni soprannominato <<’Mbiccitto>>.

La produzione era tale da rifornire i bari della città e alcuni caffè di Pescara, come Tempera, Melani, Excelsior, Bar delle Rose e Bar della Borsa. La Latteria aveva anche in proprietà il bar Venezia su via Arniense poi ceduto. In una cronaca di un noto quotidiano nazionale, durante il processo Matteotti (16/24 marzo 1926), un giornalista frequentatore della latteria scrive che l’odore delle bombe arrivava fino al Tribunale in piazza San Giustino. Nel Novembre del 1943 Chieti è ancora occupata, un gruppo di tedeschi entrato nel locale, alla vista delle foto raffigurati i sovrani, crea scompiglio e abbassa la serranda. Assiste alla scena sor Paolo Turri, della vicina gelateria <<Glacia>>, che conoscevano qualche parola di tedesco.

Va ricordato anche Tonino Salvatore, calciatore e punto di forza della Chieti Calcio per diversi anni. La squadra, nella stagione 1954-55, ha il suo massimo splendore quando, inanellando una lunga serie di risultati utili sotto la guida di Marsico crea grande entusiasmo tanto da meritarsi l’appellativo di <<Milan del Sud>> e da classificarsi quinta alla fine del campionato di IV^Serie, girone G. In quella stagione l’attaccante Salvatore, che giocava anche da mediano, segna molte reti.

Appena si entrava nella pasticceria l’odore del latte fresco ci invadeva. Poi Lui ci descriverà anche questa attività che gli comportava, su questo siamo d’accordo, una certa invidia controllata tra i coetanei anche perché aveva una disponibilità finanziaria differente, da noi poveri giocatori dilettantistici allampanati in certa di fortuna alla Civitella. Ma nelle nostre squadre rionali c’era lo spirito di gruppo prettamente legato al posto e nessuno pensava di fare un percorso differente di quello già scelto.I nostri campi da gioco come lo spiazzo del Molino a Cilindri, oppure le strade adiacenti all’Istituto Industriale e dopo lo spiazzo della Caserma Berardi, erano le nostre palestre. Eravamo ancora studenti e non ci si poteva mettere in mostra perchè i palcoscenici erano stati già occupati. Mentre lui, insieme al mio amico Giovanetti, già erano in giro per la provincia giocando i vari tornei minori. Beh erano anche più bravi di noi ma ognuno di noi faceva la sua parte.

La questione delle pasticcerie l’avevo già affrontato quando frequentavo la IV elementare. Avevo un compagno di scuola che era parente strettissimo dell’altra famosa pasticceria d’Orazio, situata a pochi metri tra il Corso Marrucino e il cinema Eden. Tutti i compagni di classe, io compreso, non si faceva altro che romperli le scatole perché lui parlava sempre di paste e pasticcini. Un giorno, non ricordo il motivo esatto, eravamo usciti prima dalla scuola che frequentavamo alle Nolli (ci avevano trasferito dalla sede primaria sede naturale di Via Arniense-piazza Malta). Allora questo compagno, ricordo il nome Losito era bruno con gli occhiali, ci portò alla pasticceria e ci disse. Ora potete mangiare le paste che volete! Eravamo in molti, ma alla pasticceria erano tutti preparati. Da allora mi era venuta la voglia di entrare in un bar ed ordinare una serie di paste da gustare. Ma quante volte l’ho fatto! Quasi mai. Ma il desiderio quando entro in uno di quei locali è veramente irresistibile e tale rimane. Questo ricordo mi è rimasto addosso e lo porto sempre con me. Uno dei dolci ricordi quando ero ragazzo.

Intanto Salvatore i primi anni degli anni cinquanta vestì la maglia di formazioni giovanili di Chieti. Allora cominciò a giocare nel Ferrovieri Sulmona, ma nel 1953-54-55 era nel Chieti in IV^ Serie. Salvatore ci ha spedito un ritaglio di un giornale dell’epoca (siamo ad ottobre 1953) e si riporta solo alcuni momenti descritti e firmati da Alfio Maggiori. E’ un incontro Pescara - Chieti uno dei derby dei molti incontri affrontati. Per me il vero derby abruzzese. Certamente i nostri destini si erano ogni tanto divisi ma per diverse ragioni rimane il vero derby che noi affrontiamo nel calcio abruzzese.

SINTESI

<<PESCARA-CHIETI 0-0.ottobre 1953. CHIETI: Di Pietro, Micolucci, Berti, Monetti, Leonzio Salvatore, Reddi, Duman, Alfieri, Frati, Esposito.   PESCARA: Argelassi, Pupillo, Godeas, Rapini, Di Matteo, Bulgarelli, Di Giulio, Finotto, Ferrari, Di Clemente, Palpacelli.  Arbitro: Casu di Cagliari.   NOTE: otto calci d’angolo per il Pescara e uno per il Chieti.Nessun incidente da segnalare. Spettatori: Spettatori=5 mila.

PESCARA, 8.

Il campanile ancora ha dettato la sua legge. E i tradizionali rivali del Chieti e del Pescara si sono divisi la posta dopo 90 minuti di serrata contesa. Va detto subito che la partita è stata corretta in campo e sugli spalti, e i pochi momenti di spigolosità sono stati inevitabili durante l’arrembante attacco del Pescara nella ripresa, ma l’arbitro ha lasciato la bocca  amara a tutti, sopra la beffa del risultato adesso per i pescaresi. Il signor Casu ha commesso diverse sviste e nella lotta più serrata ha lasciato correre tutto il lecito e l’illecito nelle mischie della seconda parte della partita. All’inizio, dopo aver annullato una rete del Chieti per fuori gioco, ha ritenuto di compensare le sorti annullando una rete di Ferrari, per un fallo che nessuno ha visto.

Torniamo alla partita: era lecito attendersi dai nero-verdi una gara imperniata sul nulla di fatto………….Ma il Pescara, che si attendeva un’iniziale chiusura della difesa teatina, aveva la sorpresa di vedere aprirsi, testa a testa con le proprie azioni di contropiede degli ospiti. Era così che la prima mezz’ora trascorreva in una botta e risposta veloce e avvincente. Anzi, era Argelassi, all’8’ a dover respingere un bruciante scagliatogli da Alfieri, pericolo allontanato poi da Pupillo e su azione Reddi-Esposito. Era poi Ferrari, attivissimo in questo periodo, a gettare lo scompiglio nell’area nero-verde………………………però al 32’ un brivido agli spettatori una punizione battuta da Frati è deviata in calcio d’angolo da Argelassi.

L’arrembaggio più accanito e caparbio è operato nella ripresa dal Pescara.………………………I biancoazzurri fanno spiovere decine e decine di palloni, quasi sempre alti, verso l’area di porta ospite, ma altrettanto volte la minaccia è sventata con ogni mezzo. Si Ergeva Di Pietro, padrone di tutte le palle; si ergeva Leonzio, il migliore in campo, si battevano terzini e mediani…………di contro il Pescara manovriero del primo tempo era sostituito da una squadra che attaccava alla disperata, coi difetti, quindi, di questa tattica imposta dall’avversario. Ottimo Argelassi di oggi padrone del loro settore terzini e mediani, ma la mancata vittoria pescarese è dovuta alla poca grinta, dell’attacco nella prima parte della partita, quando cioè l’avversario teneva le maglie ancora allargate………... un’occasione d’oro sfumava poi al 30’su calcio d’angolo, battuto da Palpacelli, Berti respingeva sulla linea fatale in extremis. I minuti filavano più veloci e le mischie innumerevoli si spegnevano una dopo l’altra, freddi gli ospiti nel miraggio del risultato insperato, in preda all’orgasmo i locali che vedevano sfumare il successo più ambito.>>

      

Il Campionato era del 1953-54 che andrò a scrivere:

IV^ SERIE - GIRONE  F    16 SQUADRE:)

ANCONITANA (1905) (da 4^Serie/N),   ASCOLI PICENO (1898),  CASTELFIDARDO (AN),  CHIETI (1922), (da 4^Serie/M),       CHINOTTO NERI-ROMA,     COLLEFERRO (ROMA), (da 4^Serie/M),  FABRIANO (AN),   FERMANA (1920) (AP) (da 4^Serie/N),     L’AQUILA (1927),    P.S.GIORGIO (AP),  PESCARA (1936), (da 4^Serie/M),  ROMULEA-ROMA,   S. LORENZO ARTIGLIO-ROMA,     SENIGALLIA (AN),  SORA (1907) (FR),  SULMONA (AQ)     Promosso: Colleferro.  Retrocesse:  Sulmona e Senigallia.

S.S.CHIETI. ANNO DI FONDAZIONE: 1922. CAMPO DI GIOCO: Stadio Comunale Civitella (m.110x65), 7.000 posti. Via G. Ravizza-Chieti..COLORI: maglia nero-verde, calzoncini neri, calzettoni nero-verdi.

Presidente: dott. Giuseppe Taralli  Allenatori: Elpidio Coppa, poi Gastone Boni  (dal Rosignano Solvay)

AMICHEVOLI pre-campionato: CHIETI - Ascoli Piceno 2-1;        Ascoli Piceno - Chieti 3-0. In questa ultima  partita fece il suo debutto il portiere Cortigiani del Bari, appena acquistato. Però il risultato non fu positivo.     CHIETI - ferrovieri Sulmona 4-0. Dopo questi risultati si cambiò allenatore, venne esonerato ElpidioCoppa e subentrò Gastone Boni.)

RISULTATI: in maiuscolo le squadre abruzzesi

Andata: 1^Gior .Anconitana - Chieti 4-0. Debutto disastroso.     2^Gior.CHIETI-L’AQUILA  2-2 reti: Esposito (C),  Alfieri (C).       3^Gior .SULMONA-CHIETI 1-0 reti: Lacorata (S).       4^Gior .CHIETI - Fabriano  (4 ottobre 1953) 1-0 reti:   Frati. Prima vittoria del CHIETI abbastanza sudata e grande gioia degli sportivi neroverdi    5^Gior.Fermana-CHIETI   2-1.     6^Gior .CHIETI-Chinotto Neri 1-2 reti:  Ragazzini (CN), Malaspina (CN), Salvatore (C). 7^Gior. PESCARA-CHIETI   0-0.Nell’incontro più sentito i neroverdi strapparono un pareggio meritato. 

 

A questo punto devo fare una piccola sosta nel tempo e andare all’incirca nei primi anni del 1950, dove a Chieti si formarono delle squadre giovanili siglate diversamente e ne facciamo fede con una lettera che un nostro lettore ci ha inviato:

 

Spedito il 4 maggio 2017 da Nevio Piscione.

Carissimo Sig. Licio,

ringrazio vivamente per l'attenzione riservatami. Volevo inviarle foto relative squadra giovanile Chieti. Mio padre Nevio Piscione Sindaco di Pescara recentemente scomparso, ha militato nelle giovanili del Mitico Chieti, nato a Pescara il 23/11/1936 si e' diplomato presso l'istituto Galliani in Ragioneria nel 1955. nel frattempo lavorava presso il Garage e pompa di benzina dello zio ULDERICO di fronte all'Albergo Abruzzo PETROL -CALTEX. Le foto che invio in allegato si riferiscono alle partite Chieti Frosinone ( 5-1 ) Chieti Maceratese ( 3-2 ). Mio padre mi indicava che nella foto era insieme al caro Rocco Melideo.Spero di avere il piacere di incontrala. Grazie.  Dino Piscione.

 

     Una squadra giovanile a Chieti

 

Dietro questa squadra si intravedono le gradinate della Civitella, il sig. Nevio Piscione sta in piedi  in mezzo, il nostro Tonino Salvatore, con la fascia di capitano è il secondo in piedi  da destra.

Spedito: ven, 19 mag 2017 da Licio

Gent.mo sig. Dino  Piscione,

Veramente io aspettavo qualche sua notizia ricavata dalle foto, ……………….. Credo che il suo desiderio di far pubblicare quelle foto siano il desiderio di uno sportivo abruzzese come lo sono io.Se si tratta di parlare di squadre abruzzesi, io ci sono. A qualsiasi categoria appartengono. Ne fanno fede i miei contatti con le altre realtà del calcio, ormai da anni.

La saluto cordialmente e la ringrazio per l'attenzione. Licio Esposito

Secondo l’ufficialità non è risultata la formazione all’epoca (siamo probabilmente nel 1952-53-54) di una squadra denominata giovanile del Chieti calcio. Queste squadre però esistevano nei tornei, ma non risultano in forza alla Società Chieti. Sono consapevole che sto scrivendo una pagina nuova della storia calcistica e cittadina di Chieti.

Allora procediamo per gradi. La guerra era finita e nel 1944 si giocò il campionato misto abruzzese. Si riformarono diverse squadre con i vecchi e poi nuovi elementi. Per il dopoguerra era tutto un mondo che era in effervescenza per risollevarsi dalle molte macerie esistenti. In quel periodo calcisticamente parlando, si formarono diverse squadre minori che giocarono diversi tornei cittadini e studenteschi. Io facevo parte di squadre di allora e già avevo scritto qualcosa sul problema denominato: “Come si crea una ministoria sulle squadre di rioni”.

La squadra del Chieti non ancora era formata nella sua completezza e raccontai che nel mio quartiere si formò un gruppo giovane che dette luogo ad una formazioni denominata “Saetta”, maglie nere e calzoncini neri. Scarpe: alla buona volontà del Chieti che ci forniva qualcosa, perché ci si allenava alla Civitella e l’allenatore Moretti ci prese sotto la sua tutela con l’ex portiere Ermete Novelli. Era un embrione di una giovanile senza un nome ma allenava la prima squadra. E lì che conobbi di persona molti atleti del Chieti come Giuseppe Farina, il primo giocatore della squadra in Nazionale azzurra. Comunque era chiamata impropriamente la squadra ragazzi del Chieti, ma, in effetti, avevamo già sedici anni e anche più. Poi passai ad un’altra squadra “squadra sfollati” che nacque alla caserma Berardi, sede allora degli sfollati, diretta da uno sportivo di quella comunità, si chiamava Freddi, non credo sia stato parente del Fiaschi nostro ex giocatore e collaboratore del Sito. La squadra era fortissima con elementi degli sfollati di Francavilla ed altri paesi limitrofi che si erano rifugiati nella nostra città.Eravamo organizzati e considerati una squadra di Chieti anche se le maglie erano grigio scuro. Non si è parlato mai di questa squadra perché i mass-media aveva pensieri altrove, cioè di ricominciare a vivere.

 Ebbene quando in altro articolo di qualche tempo fa scrivevo che una squadra teatina venne presa a fischiate (Allora!) in una cittadina del Pescarese che indico con P., ci consideravano squadra Chitina o teatina e giù fischi. Mi meravigliò moltissimo e rimase impressa nella mia mente, perché diversi se la presero con la città di Chieti e il suo Patrono. Rimasi abbastanza interdetto e i giocatori miei compagni non di Chieti, si chiesero il perché. Non ho capito il nesso oppure era evidente?Poi negli anni pensai, parlando con miei amici, che la cosa si poteva riferire alla vecchia questione sfollamento a Chieti. Ho vissuto quel periodo e ho visto l’accoglienza della città che nel giro di pochi giorni da venticinque-trentamila persone si era giunti a circa centomila. Eppure anche se ragazzo, ma cresciuto già, eccome, tutti eravamo consapevoli della gravità del momento per tutti.

Quindi tutte le squadre giovanili che si formarono allora sotto l’egida della città erano considerate del Chieti. Per la verità nei tornei cittadini e studenteschi furono prelevati molti giocatori che giocarono nei vari anni del dopoguerra nella squadra locale.

Sapere ora quali erano le squadre giovanili è un’impresa quasi impossibile nonostante le ricerche finora effettuate negli annali sportivi presso archivi. Venivano registrati solo gli elementi che partecipano ai campionati nazionali e per le amichevoli buio assoluto. Allora le ricostruzioni sono effettuate, ancora dopo tanti anni, da testimonianze di familiari anche con delle foto. Abbiamo ricostruito percorso di calciatori e della squadra in genere, sempre di quegli anni. Ne posso citare senza però dimenticare la collaborazione con il team calcio Matera con il sig. Nicola Salerno la cui collaborazione è stata fondamentale. Ci sono molte situazioni sia di giocatori che di squadra che abbiamo cercato di risolvere appunto di fatti che erano difficilmente recuperabili.

Poi da notare le maglie (nero verdi ?) ma le partite dovevano essere sicuramente amichevoli perché il segnalinee era un signore della squadra che svolgeva la funzione che normalmente veniva svolta da un membro della triade arbitrale.

Per ultimo altro esempio della proliferazione di queste formazioni cittadine che erano delle vere formazioni e qualcuna competeva in categorie minori. In quegli anni lavoravo presso la costruenda centrale idroelettrica a Villa S. Maria sul fiume Sangro. Feci parte della << locale squadra di calcio che ingaggiò 10/11 dei giocatori da tutta la comunità lavorativa presente. Una squadra mica male.(tratta da -MOMENTI DI VITA CITTADINA E LAVORATIVA.  UN TEATINO a Villa S.Maria (1950-52)-.

Dopo Castel di Sangro affrontammo altre squadre come Pollutri ed in casa con una squadra di Chieti si diceva la Giovanile, e cioè la “Ballarin” fortissima e potevo così salutare il mio amico Mario G. che già in forza al Chieti insieme ad altri era il nerbo di questa squadra. Risultato 2-0 per loro. Volevo fare bella figura nei confronti dell’amico e di altri che componevano la squadra e con cui avevo giocato insieme. In me c’era un senso di rivalsa che forse non era motivo di esistere, però c’era.>>

 

Si continua con le notizie che il nostro Torino Salvatore ci ha spedito. Intitolato <<Quando il Cheti era il Milan del Sud>> il tutto apparso sul giornale “il messaggero del 25 agosto 2013.

“Dopoguerra, il boom la musica di Sinatra la città di 50 anni fa. COME ERAVAMO:

<<Devo parlare della Chieti dei miei temi?>> Il volto di Antonio Salvatore si illumina e il velo di malinconia non è legato al passato degli anni ma traccia di una teatinitàvissuta intensamente che deve confrontarsi con l’attuale situazione.

<<Il dopoguerra mi ha visto ragazzino.Chieti città aperta, con gli sfollati, arrivò a centomila presenze e poisi tornò alla normalità di un centro vivace e pieno di interessi.La mia famiglia era titolare di una latteria sul Corso e mi potevo considerare per i tempi, un giovane benestante. Quello, insomma che pagava il cinema agli amici nelle diverse sale esistenti allora in città, compresa, in estate. l’arena  nel cortile di palazzo Martinetti. Ed intanto arrivavano i primi dischi di Frank Sinatra sul piatto dei radiogrammofoni. Nota autore: Caro Tonino con uno di quei grammofoni che tu indichi con la puntina d’acciaio abbiamo sentito insieme un disco di Sinatra quando venisti a casa mia per un ballo, allora si poteva ballare in casa, magari disturbando i nostri vicini!). <<La musica mi piaceva, il calcio di più ed indossare la maglia neroverde al campo della Civitella mi faceva sempre sentire importante. Giocai nel Chieti che fu definito il Milan del Sud, 22 partite senza sconfitte, e l’emozione che si provava al ritorno dalle trasferte nello scendere dal pulmann per cenare tutti insieme al ristorante Venturini, allora nello splendido palazzo Lepri con i tifosi che ti aspettano in strada fino a tarda ora, ora mette ancora i brividi.>>

Altri tempi altre storie. E’ la storia di <<Tonino>>Salvatore si allunga partendo altri lampi nella memoria. <<Le feste da ballo alla casa dello Studente alla Villa e a quelle organizzazioni nello storico Circolo degli amici che lo stesso Renzo Arbore, a Chieti negli anni dello sfollamento, mi ha ricordato in un incontro di qualche anno fa. Poi le ragazze e quel ponticello dietro il Museo come punto d’incontro e di intrattenimento. Beh, sempre secondo i costumi di allora>>. Un sorriso e si riparte. Ancora la Civitella, dove intanto si cominciò a giocare anche a pallacanestro. <<Una struttura sportiva polivalente una calamita per tutti noi. Alternativi alla sala biliardo del cinema Eden e allo struscio serale lungo strade vive e affollate>>..

Intanto la città cambiava. E per Antonio Salvatore, venti anni fa, arrivò, nel dopo tangentopoli, la carica di assessore comunale. <<Anche in quel caso ci fu una ricostruzione. Ideammo il Maggio Teatino, cercammo d ridare vita al Teatro, furono messe in piede iniziative per ridare vivacità ad un centro storico che perdeva colpi>>.Prevale di nuovo l’amarcord>>. Una nevicata fece crollare il tendone del Circo Orfei che si era posizionato nei pressi della caserma Berardi e facemmo a gara nel dare aiuto agli artisti. Persone eccezionali come tanti personaggi che venivano a Chieti e si calavano con entusiasmo in una realtà di provincia. Ora è diverso>>. Ma il termine <<ex>>, riferito ormai a tanti, troppi luoghi, provoca tristezza.

CHIETI-PESCARA

Incontri prima della fondazione ufficiale del Pescara (1936).

INCONTRI Campionati n. 18 CHIETI in Campionato n.5 pareggi;   n.6 sconfitte;  n. 7 vittorie

Incontri con più reti:

U.S. Pippo Massangioli- Aternum Pescara 13-0. 1925. 1°Abruzzo Qualificazione /B.

Ursus Castellamare Adriatico -Massangioli  6-2. 1926. Abruzzo-2^ Divisione.

CHIETI-A.S. PESCARA 4-2.And.1932/33. Regionale Qualificazione.

CHIETI-PESCARA  4-1. And.1933-34. Regionale Qualificazione.

Incontri dopo della fondazione ufficiale del Pescara (1936).

INCONTRI CAMPIONATI n. 54      CHIETI IN Campionato : n.24 pareggi;  n.15 sconfitte;  n. 15 vittorie.

CHIETI in COPPA ITALIA : n.1 pareggio: n. 1 sconfitta.

Incontri con più reti:

PESCARA-CHIETI  4-0.And.1944/45.  Misto Regionale.

CHIETI-PESCARA  1-5.   Rit.1953/54. 4^ Serie/F.

PESCARA-CHIETI  4-0.   Rit.1959/60. Serie C/C.

PESCARA-CHIETI  5-1.And.1960/61. Serie C/C.

CHIETI-PESCARA  5-1.   Rit.1960/61. Serie C/C.

Scritto da Licio  Esposito  il 2 luglio 2017

Nella locandina il Chieti-“Milan del Sud”, Campionato IV^Serie. 1954-55.

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