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Il campionato del Chieti inizia oggi. Dopo la brutta, bruttissima partenza in casa con l’Alba Adriatica, il Chieti vuole riprendere il discorso, anzi lo vuole cominciare daccapo dimostrando che il suo vero volto non è quello di domenica scorsa, ma quello frizzante e spietato mostrato mercoledì nel secondo tempo contro il San Salvo. «Ora ci sentiamo più tranquilli. La prima partita abbiamo avvertito un po’ di tensione di troppo – afferma il mister Gabriele Aielli – che ci ha condizionato. Certo non è stato solo questo…»

E che cos’altro ha pesato?

«Due gol erano evitabilissimi, presi su contropiedi dopo due calci piazzati. Abbiamo peccato di foga e di voglia di recuperare la partita: ci siamo disuniti e abbiamo fatto due errori. Abbiamo avuto troppa tensione, forse abbiamo sentito un po’ troppo la responsabilità e poi a volte la troppa voglia di fare bene ti porta a fare male. Anche in Coppa abbiamo sofferto questo fattore all’inizio, poi ci siamo sciolti e nel secondo tempo abbiamo fatto una grande partita, degna della squadra che conosco».

Che cosa è successo di diverso con il San Salvo?

«Con il San Salvo c’è stato questo principio di tensione ad inizio gara e poi, pian piano, l’abbiamo rimessa in piedi. Purtroppo anche in quel caso abbiamo fatto un errore, poi Fruci ha fatto quel gol e, da quel momento in poi, ci siamo sciolti. È una questione soprattutto mentale che ci ha bloccato in tutte e due i casi. Con l’Alba Adriatica abbiamo comunque incontrato una squadra molto organizzata, con poche idee, ma chiarissime: ci ha aspettato per ripartire in contropiede e ci ha puniti. Resta da dire che, se Lalli avesse messo la palla dentro per il 1-2, avremmo visto un’altra partita. Purtroppo le gare sono condizionate dagli episodi, che solo le squadre di personalità e qualità riescono a raddrizzare».

All’inizio della partita con il San Salvo hai messo in campo una squadra più simile a quella dello scorso anno. Era per andare con più sicurezza?

«No, ho voluto semplicemente ruotare i giocatori perché abbiamo un organico di ragazzi che sono tutti in grado di giocare, soprattutto per quanto riguarda i classe ’99, Capitoli e Leone. Non ci dimentichiamo che noi dobbiamo far giocare un ’97, un ‘98 e un ’99, ma è proprio il ’99 che mi dà la possibilità di cambiare il sistema di gioco mantenendo un equilibrio tattico».

A San Salvo abbiamo comunque visto gol molto belli. Segno che questo Chieti ha qualità nei singoli e manca un po’ di amalgama…

«Sì, è così. Io penso che questa non sia una squadra ammazza campionato, ma non è neppure quella che abbiamo visto domenica scorsa: ce la possiamo giocare con tutte. Sono contento dei ragazzi che ho e quello che dobbiamo fare è lavorare mettendo tutti nelle migliori condizioni fisiche, mentali e tattiche».

Sembra che la società si sia rimessa sul mercato nella consapevolezza che la squadra manchi ancora di qualcosa. Che cosa manca ancora a questo Chieti?

«È molto difficile rispondere. Questa squadra può mancare di tanto e può mancare di niente. Noi siamo ancora alla ricerca di un attaccante e di un centrocampista di spessore, ma non è facile perché occorre sempre far quadrare i conti. È ovvio che con una punta da 20 gol a stagione sicuri, le prospettive cambiano. Così come siamo, ce la possiamo giocare e faremo sicuramente bene».

Che partita ti aspetti con lo Spoltore?

«Mi aspetto una partita sicuramente equilibrata. Non ci dimentichiamo che lo Spoltore ha fatto una squadra per competere, lo hanno sempre dichiarato. Hanno forti individualità e stanno passando una piccola crisi, ma io credo che sia solo di risultati e non di gioco né di squadra. Hanno giocatori forti, ma noi possiamo fare una grande partita e portare il risultato a casa».

E che cosa pensi invece delle vicende che hanno portato a vietare la trasferta?

«Premesso che non posso condizionare queste scelte, sono dispiaciuto perché so che il nostro tifo fa la differenza e l’avrebbe fatta ancora di più in un impianto come quello di Spoltore. Non averlo è uno svantaggio enorme e penso pure che, se questo campionato prende questa piega, noi siamo penalizzati. Il tifo che ha il Chieti non ce l’ha nessuno e non averlo ci penalizza. Mi dispiace, perché in questo momento avremmo bisogno di sostegno, di gente che ci segue e dà coraggio. Avere centinaia di persone attaccate alla rete che ci sostengono ci avrebbe fatto solo bene. Qualcuno ha avuto la possibilità di giocare in campo neutro con i propri tifosi, noi invece ce la dovremo giocare da soli».

Lo spogliatoio è un mondo a parte, da dove non deve uscire nulla. Dopo quello che è successo con l’Alba Adriatica vi siete parlati su quello che è successo e dove sono stati commessi gli errori? I giocatori hanno visto con chiarezza dove hanno sbagliato?

«I giocatori erano molto dispiaciuti e amareggiati. Il primo responsabile però sono sempre io, perché se abbiamo approcciato la partita in un certo modo, ho sbagliato qualcosa. C’è poi da dire che non tutti questi ragazzi sono abituati a giocare in un ambiente come questo: basta girarsi intorno per capirlo. Molti probabilmente non hanno retto questo impatto e questa pressione. Non ci siamo detti niente, abbiamo messo una pietra sopra questa partita sapendo che tutti abbiamo fatto male e ci siamo detti solo: facciamo finta che il campionato inizia dalla prossima partita. Spero e mi auguro con un atteggiamento diverso. Io mi aspetto una partita ancora più dura di quella con l’Alba Adriatica però lì non abbiamo dato battaglia e questo non mi va, al di là del risultato. Noi rappresentiamo una Città e dobbiamo dare sempre il massimo».

Catalli è impiegato sempre di più in partita. Quando potremmo rivederlo a pieno servizio e quando rivedremo Iommetti?

«Catalli sta prendendo minuti nelle gambe e anche oggi sarà della partita. Nel caso di Iommetti, la questione è psicofisica ed è quasi pronto a livello fisicoo, non ancora a livello mentale. Per questo ora sta facendo un allenamento ed esercizi specifici». 

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