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Il Chieti F.C. ha iniziato il girone di ritorno con un pareggio e l’ultima partita dell’anno solare 2016 è stata la prima conclusa a reti inviolate per i ragazzi di Gabriele Aielli, che mantengono comunque un vantaggio di 11 punti sullo Spoltore e possono guardare a quanto fatto finora con legittima soddisfazione. «Potevamo anche vincere – afferma il mister – ma abbiamo comunque affrontato la squadra più in salute del momento, che ci teneva tantissimo a fare risultato mentre noi avevamo qualche defezione, ma io non cerco mai scuse e quelli che hanno giocato hanno fatto comunque molto bene».

Soddisfatto a metà?

«No, comunque soddisfatto perché la Flacco è una squadra in forma, molto organizzata, con un allenatore che conosce tutti i giocatori della categoria e cura anche i particolari. Hanno puntato a pareggiare e si sono chiusi molto bene, facendo in modo di non farci giocare come sapevamo, palla a terra, su un campo piccolo, dotato di un fondo sintetico velocissimo che trasforma il calcio in un altro sport».

Pensi che d’ora in poi gli avversari potrebbero prendere contromisure?

«Sicuramente sì, ma noi stiamo già correndo ai ripari con nuove soluzioni e nuovi sistemi di gioco. Il problema più grande potrebbero essere sicuramente i campi, che complicano la vita in fase di sviluppo e di possesso palla».

Avevi detto che dopo la partita contro la Flacco, avresti fatto un consuntivo. Quale è allora?

«Siamo andati oltre le più rosee previsioni. Volevamo e potevamo fare indubbiamente un campionato di vertice, ma dare 11 punti alla seconda in classifica era praticamente inimmaginabile, un fatto davvero straordinario. I nostri numeri sono impressionanti: ho fatto una verifica e solo l’Alessandria in tutti i campionati ha fatti più punti di noi, ma con due partite in più. Non me l’aspettavo neppure io e questo è merito dei ragazzi che si sono impegnati e hanno giocato sempre da “provinciale”, da squadra umile. Anche se siamo stati sempre primi dall’inizio del campionato, non abbiamo mai pensato di essere le star del campionato giocando tutte le partite con l’atteggiamento giusto. Questo mi fa stare tranquillo per il futuro».

Anche nell’ultima partita?

«Sì, diciamo che difesa e centrocampo hanno giocato molto bene mentre la prima linea non è stata lucidissima in conclusione e rifinitura, ma ci può stare perché era molto difficile riuscirci dopo 5 partite in 2 settimane. Però l’impegno c’è stato da parte di tutti e gli attaccanti hanno fatto la loro parte, anche in fase di non possesso».

Dopo aver fatto un resoconto sulla squadra, Aielli può farlo su se stesso?

«Devono farlo gli altri. Da parte mia, devo ringraziare il presidente Trevisan che ha avuto coraggio a proporre un nuovo modello organizzativo e, invece di prendere un allenatore di fama, ha scelto me affidandomi anche il ruolo di direttore sportivo. Il grosso merito va a lui. Io ce la sto mettendo tutta, perché mi sento coinvolto nel progetto e sento tutta la voglia di calcio che ha la Città, la voglia di riavere quello che gli è stato tolto con false promesse. Anche io ho tanta voglia e prometto il massimo impegno per riportare Chieti dove merita».

Se dovessi invece giudicare il tuo lavoro dai risultati ottenuti non solo sul campo?

«Le doti tecniche dei ragazzi le conoscevo, ma non potevo immaginarne quelle umane. I ragazzi si sono impegnati moltissimo e si sono sempre messi a disposizione e  questo è motivo d’orgoglio per me. Avere giocatori bravi, che hanno fatto campionati importanti e si mettono a disposizione al 100% di un allenatore nuovo in un nuovo progetto non era scontato. Questo mi ha motivato a dare qualcosa in più e mi spinge a migliorare sempre di più ogni giorno insieme a loro».

Potessi scegliere un regalo sotto l’albero come allenatore del Chieti F.C.?

«Sono soddisfatto di quello che la Società mi ha messo a disposizione perché non mi hanno fatto mancare nulla. Dunque nell’immediato non posso davvero pretendere nulla, perché ho potuto lavorare bene in piena tranquillità. Quello che spero e che mi auguro per futuro è tornare al più presto nelle categorie più importanti e nazionali. Nel calcio non sempre le squadre più forti vincono e realizza gli obiettivi. Per il futuro dobbiamo impegnarci tutti per fare campionato importanti».

Che cosa vorresti invece regalare alla piazza e ai tifosi?

«Il mio patentino mi permette di allenare fino in Lega Pro. Il mio sogno è riportare lì il Chieti e poi magari ritagliarmi un altro ruolo. Sarebbe veramente bello».

Che cosa hai trovato a Chieti di quello che ti aspettavi e cosa invece hai trovato di inaspettato?

«Non mi aspettavo questa grande fame di calcio. Non credevo che, dopo tutte queste delusioni, ci fosse tutta questa voglia. Mi aspettavo invece forse un pochino più di pubblico, soprattutto dopo i nostri risultati. Vero che si tratta del campionato di Promozione, ma abbiamo fatto numeri incredibili».

Hai visto le immagini della festa dell’Orgoglio Neroverde?

«Da brividi! Ho visto nella stessa domenica le immagini della Curva del Chieti senza squadra e quella del Pescara in Serie A… È incredibile e indescrivibile e questo conferma quello che dicevo prima: c’è una voglia stratosferica di fare calcio. Il mio sogno è rivedere quella curva in una partita di un campionato più importante di questo. Voglio esserci. E penso che, se continuiamo a lavorare come vogliamo, ce la possiamo fare. Finora abbiamo lavorato senza interferenze, spero che potremo continuare così anche nel futuro».

Come prevedi che sarà il girone di ritorno?

«Obiettivamente, come in tutte le categorie, sarà più difficile per tanti motivi come la fame di punti che tutti avranno e il fatto che li abbiamo colti di sorpresa: nessuno pensava che avremmo fatto questo cammino. Ma sono anche cosciente che abbiamo imparato come affrontare tutti i tipi di partite. Dobbiamo mantenere la concentrazione per fare il massimo: non voglio dare vantaggi e fare regali a nessuno perché a noi nessuno ha regalato e regalerà qualcosa».

Quale è stata la partita che ti è piaciuta di più finora?

«A livello di emozioni, sicuramente la prima, perché era l’esordio, perché era la prima partita ufficiale di campionato come allenatore, c’era una buona cornice di pubblico e siamo andati sotto all’inizio, ma poi abbiamo giocato alla grande e vinto largamente. Una partita di grandi contenuti. La più difficile e di soddisfazione è stata contro la Spoltore che si giocava tutto con lo scontro diretto. L’abbiamo preparata a lungo e abbiamo meritato di vincerla».

Che cosa ti senti di augurare ai tifosi?

«Di passare questo momento difficilissimo. Con alcuni di loro ho anche parlato e so che cosa provano. Mi auguro poi che possiamo ricoinvolgere il pubblico. Nel futuro ci servirà sempre di più. Avere una curva come quella, è un sogno in queste categorie, però penso che possiamo rivedere scene come quella di domenica 18. Posso solo dire che, fino a quando rimarrò seduto su quella panchina, darò il massimo».

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