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Quinta trasferta stagionale in terra marchigiana per i neroverdi che domenica raggiungeranno la provincia di Ancona per sfidare il Castelfidardo. Dopo le cinque vittorie di fila con le quali la truppa di Lucarelli aveva agganciato la zona play-off il pareggio con il Vastogirardi ha rallentato la scalata ma non raffreddato le velleità teatine. Di fronte ci sarà una compagine dall’andamento altalenante : dopo una buona partenza in queste ultime settimane i biancoverdi sono stati risucchiati in zona play-out.
L’ultima vittoria risale al 5 dicembre 2021 e l’avvento del nuovo direttore tecnico Massimiliano Massimi e l’esonero di mister Manoni in favore di Benedetto Mangiapane non sono stati accolti nel migliore dei modi dalla piazza. Insomma, il patron Baleari deve fare i conti con parecchi grattacapi, l’augurio da parte nostra è che cominci a risolvere i problemi… da lunedì prossimo!

Come di consueto diamo un’occhiata alla cittadina che ci ospiterà.


(veduta della cittadina)

 

Castelfidardo sorge a 212 m s.l.m. tra le vallate dei fiumi Aspio e Musone a pochi chilometri dalla riviera del Conero.

I Piceni furono i primi ad occupare la zona. Qualche secolo dopo, in epoca romana, il territorio del Comune di Castelfidardo, apparteneva quasi interamente alla colonia di Auximum. Intorno all'anno mille, in prossimità di un'area denominata Vualdum de Fico, venne eretto il maniero che assunse la denominazione di Castrum Ficardi.

Alla fine del secolo XII Castelfidardo fu costretta a giurare fedeltà al vescovo Gentile di Osimo. Numerosi furono i conflitti tra le comunità della Marca (legate alcune al Papato e altre all'Impero) che furono ricomposti con la pace di Polverigi del 1202 alla quale aderì anche il Comune fidardense.

Nel 1357 Castelfidardo venne citato nelle Costituzioni Egidiane. Il centro abitato era diviso in tre parti (terzieri) denominati Cassero, Varugliano e Montebello ed era completamente circondato da mura dotate di torri. Le porte di ingresso erano quattro: porta del Sole, porta di Sasso, porta di S. Antonio e porta del Cassero.

Nel 1445, quando il comune di Recanati mosse guerra per ampliare i suoi territori i fidardensi chiesero di entrare nei territori della Repubblica di Ancona nell'intento di trovare protezione. Il papa Eugenio IV appoggiò la richiesta e per nove anni Castelfidardo fu uno dei castelli di Ancona.

Tra le fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento nacquero a Castelfidardo i primi borghi fuori le mura: il borgo del sole e quello delle “casine”. Nel 1602, lungo la via che da Ancona portava sino a Loreto, presso la chiesa di Crocette vene istituita la fiera che tuttora si svolge nel mese di settembre.

Il 18 settembre 1860 in pieno periodo risorgimentale si combatté la battaglia di Castelfidardo, scontro decisivo tra le truppe pontificie e quelle del IV corpo d’armata piemontese guidate dal generale Cialdini. La sconfitta dei Pontifici determinò l’annessione dell’Umbria e delle Marche al Regno di Sardegna prima ed al Regno d’Italia poi.  Verso la metà del XIX secolo nacque (grazie all’operosità e all’ingegno di Paolo Soprani) l’attività di costruzione delle fisarmoniche che trasformerà l’economia di Castelfidardo in una vera e propria economia industriale. La comunità locale ne trasse enorme beneficio e si espanse notevolmente portando i residenti ai circa 18.000 abitanti di oggi. Nel 1988 Castelfidardo ottenne il titolo di “città” .

 

COSA VEDERE


La Porta del Cassero rappresenta la porta d’ingresso alla città. Dalle notizie dell’epoca pare che la porta già nel 1486 fosse dotata di un ponte levatoio. Nei primi del '500 fu murata per paura dei banditi e riaperta al passaggio soltanto nel 1574. Della struttura originale oggi restano soltanto i due pilastri laterali  recentemente restaurati.

 

 


Porta Marina (detta anche porta Vittoria): venne costruita nel corso del settecento nei pressi della chiesa di S. Antonio. Com’è facile ipotizzare il nome popolare deriva dalla sua esposizione verso il mare mentre il nome ufficiale (porta Vittoria) è stato coniato dopo la battaglia di Castelfidardo.

 

 


Collocato in prossimità del centro storico sulla collina di Monte Cucco il Monumento nazionale (in foto) è stato realizzato in bronzo fuso per commemorare il cinquantenario della battaglia del 18 settembre 1860.
Per realizzarlo Vito Pardo impiegò circa 150 quintali di bronzo e quasi seimila  quintali di travertino d'Ascoli. Occorsero quasi due anni per fusione, trasporto e messa in opera dei vari pezzi che compongono il monumento.

 

Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a visitare le seguenti pagine
http://www.turismocastelfidardo.it      
http://www.conero.it/it/conero/castelfidardo 
http://www.comune.castelfidardo.an.it 

 

 

LA SQUADRA DI CALCIO

La società calcistica nacque nel 1946 sotto il nome di "Unione Sportiva Castelfidardo". La stagione d’oro del calcio fidardense fu quella del 1952-53 quando i biancoverdi riuscirono ad arrivare primi nel loro girone di quarta serie precedendo squadre blasonate come Ascoli ed Ancona.

Di quell’annata va ricordata la sconfitta per 3-0 che i castellani inflissero all’Ancona. La promozione in serie C sfumò però agli spareggi e da qui partì l’oblio della società marchigiana che militò per il resto della sua storia nei campionati regionali di Promozione e Prima Categoria.

Soltanto con l’avvento del presidente Costantino Sarnani e di mister Roberto Mobili nella stagione 2012-13 il Castelfidardo ottiene la prima storica promozione in Eccellenza. Nella stagione successiva i biancoverdi chiusero il campionato al secondo posto dietro la Samb e vinsero i play off centrando così la storica promozione in Serie D. Dopo cinque stagioni di permanenza nel massimo campionato dilettantistico nazionale nel 2019 i biancoverdi tornarono in Eccellenza ma l’anno successivo guadagnarono nuovamente la D.
Alla guida di quella squadra c’era Maurizio Lauro eroe neroverde della stagione 2000-01. Il bomber di quel Castelfidardo vincente era invece Guido Galli, altro ragazzo che ci fa venire gli occhi lucidi.

 

LO STADIO

Il Castelfidardo disputa le partite al campo sportivo “Galileo Mancini”: capienza di 1.000 posti, terreno di gioco in erba naturale con misure di mt.110x65. É presente un’unica tribuna coperta alla quale ne sono state affiancate due in ferro, una delle quali è destinata alla tifoseria ospite. L’ingresso del settore è situato in Via dello Sport.

 

I PRECEDENTI

Considerando gli ultimi cinquant’anni gli unici due precedenti in terra fidardense tra teatini e marchigiani risalgono alle stagioni 2014-15 e 2015-16. Il Chieti uscì sconfitto dal Mancini per 1-0 alla sua prima visita e portò a casa un pareggio per 1-1 nella stagione successiva. La storia ci racconta anche di alcuni incroci a cavallo degli anni cinquanta che vi elenchiamo:

Castelfidardo-CHIETI 1-1 stagione 1949/50 Promozione girone L

Castelfidardo-CHIETI 0-0 stagione 1950/51 Promozione girone L

Castelfidardo-CHIETI  3-1 stagione 1953/54 4° Serie girone F

Castelfidardo-CHIETI  3-1 stagione 1955/56 4° Serie girone G

Inutile dire che sarebbe proprio il caso di invertire la rotta….
Ricordiamo che i tifosi neroverdi potranno acquistare il loro tagliando d’ingresso direttamente domenica ai botteghini dello stadio.

 

 

Oggi per tutti noi teatini innamorati di calcio è un giorno particolare, ricorre infatti il 29° anniversario della scomparsa di Ezio Volpi. La sua pacatezza, l’eleganza nei modi e nei pensieri e soprattutto la passione che metteva nel suo lavoro sono insegnamenti che noi tifosi un po' attempati conserviamo gelosamente.
Chi ha avuto la fortuna di vedere il Chieti giocare con le maglie di lana o con le prime casacche in raso lucente ha un pezzettino del suo sorriso in fondo al cuore. E magari anche lui da lassù sorride ogni domenica guardando quella bandiera che sventola dalla sua curva, o meglio dalla sua casa, per ricordare anche a chi non lo ha conosciuto che lui è sempre con noi.

 

 

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