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Dopo l’ennesima prestazione casalinga incolore il Chieti riprende a macinare chilometri e si trasferisce domenica in quel di Montegiorgio per la dodicesima giornata di campionato.
I rossoblù di casa non vincono dal 7 novembre (2-1 contro il Fano) e nelle ultime tre gare hanno messo insieme soltanto un punto, il pareggio a reti bianche di sette giorni fa a Vasto.

I ragazzi di mister Eddy Mengo cercheranno di sfruttare l’occasione per tornare al successo e sorpassare in classifica i neroverdi, dal canto suo il Chieti ha l’obbligo morale di prolungare la striscia positiva in trasferta (dove per inciso non ha quasi mai deluso) e portare a casa l’intera posta in palio che manca addirittura dal 3 ottobre.

Vi lasciamo ad alcune note sulla cittadina che ci ospiterà.

Montegiorgio conta circa 6.500 abitanti e sorge su un colle al centro della valle del fiume Tenna. Dista 20 km da Fermo, 35 km da Macerata e 140 km dal nostro capoluogo.
Durante il medioevo fu un centro fiorente. Intorno all'anno mille vi si stabilirono i monaci farfensi e il borgo fu fortificato con le mura di cinta, alla metà del Duecento vi si insediarono i francescani e gli eremitani di sant'Agostino. Nel 1357 Montegiorgio venne citato nel documento Costitutiones aegidianae (raccolta di leggi promulgate dallo stato della Chiesa) e ritenuto centro di importanza pari a Pesaro e Macerata.
Il comune partecipò alle lotte tra i Visconti ed il Papato e visse alterne fortune strettamente legate alla vicina Fermo. Nel 1860 Montegiorgio abbandonò l’egemonia ecclesiastica e fu annessa al Regno d’Italia.

Meritano una visita i resti della Chiesa di San Salvatore della quale si può ammirare il portale in travertino ed un affresco della prima metà del Quattrocento raffigurante la Madonna degli Angeli.
Percorrendo la centralissima Via Roma a pochi passi dal palazzo comunale si incontra Il Teatro Alaleona che prende il nome dall’organista e compositore Domenico Alaleona, nato in paese alla fine dell’ottocento. Egli fu un precursore nello studio degli aspetti tecnici della musica, introducendo termini come la dodecafonia ancora oggi in uso. Il teatro è il gioiello del territorio e ogni anno ospita un’appassionante stagione teatrale.


L'interno del teatro Alaleona

 

Il Montegiorgio calcio fu fondato nel 1954 e si è affacciato al massimo campionato dilettantistico italiano per la prima volta nel 2018, dopo aver vinto il campionato di Eccellenza bruciando il Porto d’Ascoli. L’unico incrocio tra i neroverdi e i rossoblù in terra marchigiana risale alla settima giornata del campionato 2019-20, il match si chiuse con un salomonico 1-1.

Il Montegiorgio disputa le sue partite casalinghe al “Tamburrini”, struttura che ospita circa 600 spettatori divisi in due piccole tribune l’una di fronte l’altra.


Foto dal terreno di gioco

 

Concludiamo con una poesia dello scrittore Felice Rampini Boncori che agli inizi del 900 definiva così Montegiorgio:

Montejorgio è ‘n paese caru e béllu, ma pe’ ‘rrià ce ‘ò l’ale de ‘n uccellu;
e ce se gode ‘n aria cuscì fina, che ‘n te fa sintì mai la panza pina.
S’ede lu mare, s’ede la montagna… ma all’immerno lo friddo te se magna.
Edè lu colle che je lea lu sòle, sennò lu Paradisu ‘n ce la pole.
Quanno che ve’ la jente forestera, po’ caminà pe’ na jornata intera su pe’ le coste,
jù pe’ le discese, se’ ò vede tuttu quantu lu Paese.

 

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