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veduta del centro storico

 

Rotolando verso sud domenica si torna in trasferta, e ci verrebbe da dire finalmente visto il rendimento interno insoddisfacente che i neroverdi hanno sciorinato all’Angelini in queste prima uscite stagionali. Avversario di turno la Vastese del presidente Franco Bolami reduce dalla prima vittoria stagionale conseguita domenica scorsa.
Ma andiamo con ordine e diamo uno sguardo a 360° ai nostri prossimi avversari.

Con i suoi circa 40.000 abitanti la città del Vasto è il secondo agglomerato urbano della provincia teatina. Il nome è mutato nei secoli passando dal romano Histōnium alla denominazione attuale che deriva dal termine longobardo "gasto" o "guasto" (ovvero città).
La città medievale sorse infatti grazie alle gesta di Aimone di Dordona (un nobil uomo vicino al Re Pipino il Breve) che fondò il "Guasto d'Aimone".

Figura chiave per la storia e lo sviluppo economico del centro vastese fu la famiglia d’Avalos alla quale Federico d’Aragona, re di Napoli, concesse la gestione nel corso del secolo XV.

Nei primi dell’Ottocento venne alla ribalta in città la figura del poeta Gabriele Rossetti. Durante i moti carbonari del 1820-21 Gabriele scrisse alcuni componimenti con l’obiettivo di spronare il popolo ad insorgere contro il regime assolutista del Regno delle due Sicilie e partecipò lui stesso alle azioni. Questa sua “esposizione pubblica” lo costrinse all'esilio a Londra. Nella capitale britannica Rossetti diede al mondo quattro figli: Maria Francesca (critica letteraria ed educatrice), William Michael (poeta e critico letterario), Christina (poetessa e scrittrice) e Dante Gabriel, uno dei fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti. Per chi volesse apprezzare dal vivo le opere mozzafiato di Dante Gabriel consigliamo una visita alla Tate Gallery di Londra che conserva un numero cospicuo di quadri e disegni a matita dell’artista di origini abruzzesi.

Gabriele Rossetti e sotto suo figlio Dante Gabriel

 

Vasto ha intitolato a Gabriele Rossetti la piazza principale della città e eretto nel 1926, al centro della stessa, un monumento in suo onore.
Ma Vasto non è solo piazza Rossetti: dal mosaico di Nettuno visitabile presso l’ex convento di S.Antonio al castello Caldoresco, dal palazzo d’Avalos al castello di Miramare la città offre testimonianze architettoniche molto interessanti. E come rinunciare ad una passeggiata lungo il belvedere dal quale si possono ammirare i romantici tramonti che illuminano il golfo.


Palazzo D’Avalos

La squadra di calcio nasce invece nel lontano 1902 ad opera di alcuni studenti della Regia Scuola Tecnica "Gabriele Rossetti". Nel corso della storia la Vastese, dopo aver militato per alcuni anni in serie C tra la fine degli anni 60 e le metà dei 70, ha conosciuto l’onta del fallimento al termine della stagione 1980-81. Ripartiti con il nome di Vasto 82 gli aragonesi non sono stati più in grado di raggiungere la terza serie nazionale e hanno dovuto fare i conti con altri due fallimenti, nel 1995 e nel 2010. Dopo l’ultima esclusione la squadra rimase inattiva per due anni prima di ripartire dal campionato di promozione e raggiungere la serie D (senza più lasciarla) nella stagione 2015-16.

Da Vasto sono passati tanti ex allenatori e calciatori neroverdi, non ultimo Jonathan Alessandro che dal gennaio 2012 all’estate 2013 vestì la maglia neroverde (50 presenze e 10 reti per lui) e che oggi indossa la casacca biancorossa.
La rivalità sportiva tra Vasto e l’antica Teate è sempre molto marcata anche se negli ultimi anni le leggi repressive e il disamore fisiologico per il calcio moderno hanno un po' edulcorato le atmosfere infuocate dei derby degli anni 80 e 90.
L’ultimo scontro in terra vastese tra le due compagini risale al 01.09.2019, giornata di apertura del campionato poi sospeso per covid.
Al link seguente trovate le immagini del match: VASTESE-CHIETI 2-2

 

Lo stadio Aragona ospiterà domenica la sfida (inizio alle 14.30) che non vedrà presenti i tifosi neroverdi ai quali è stata vietata la trasferta per motivi di ordine pubblico. In questi giorni stiamo assistendo ad un tam tam della tifoseria locale sui social alfine di spronare la popolazione vastese ad andare allo stadio per quella che per loro è la partita della vita. Credo sia superfluo ricordare che i simpatizzanti biancorossi sono amici del delfino e quanto questa amicizia possa essere vista “di buon occhio” dai tifosi teatini.


Lo stadio Aragona

 

Il Chieti arriva al match non di certo nelle migliori condizioni psicofisiche. Dopo la sconfitta secca di domenica scorsa contro il Castelfidardo resta però dalla sua l’imbattibilità in trasferta dove ha totalizzato 7 degli 8 punti attuali.
La Vastese ha invece avuto un inizio di stagione claudicante ma domenica la squadra di Fulvio D’Adderio, che a Giulianova ricordano con molto affetto, ha sbancato il ”Savini” di Notaresco rimontando negli ultimi cinque minuti di gioco lo svantaggio maturato ad inizio ripresa.
Troveremo quindi una squadra ricompattata e un ambiente che non vede l’ora di rendere infuocato il pomeriggio dei neroverdi. Ai ragazzi il compito di rispondere sul campo in maniera efficace e vincente.

FORZA CHIETI!

 

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