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La formazione della Pippo Masangioli, edizione 1925-26

 

(di Franco Zappacosta)

Siamo tutti scossi dall’improvviso blackout della squadra. Una flessione imprevedibile e tanto più preoccupante se pensiamo che le inseguitrici procedono ad una velocità tale che un autovelox le multerebbe. Come dimostra l’erosione di 5 punti ottenuta nel breve spazio di due partite. Eppure il vantaggio residuo (+6) non è esiguo a cinque giornate dal termine a patto di saperlo gestire con la forza dei nervi distesi. Se il Chieti è composto da un gruppo di uomini veri si vedrà in questo tratto conclusivo del campionato.

Intanto per recuperare un po’ di fiducia torniamo a sfogliare alcune belle pagine del passato (è un esercizio che fa bene allo spirito quando il morale è basso). Vi leggiamo fatti di quasi 100 anni fa, il che aiuta anche a conoscere meglio le nostre radici.

Nei primi anni del secolo scorso a Chieti venivano pubblicati diversi periodici, a dimostrazione dell’effervescenza che animava la vita politica, culturale e sociale della nostra città. La molteplicità delle testate rappresentava quasi un primato non soltanto in ambito regionale.

Nel 1925 era edito (“Stabilimento Arti Grafiche”, poi la stampa passò alle “Officine Grafiche V. Bonanni” in via Sant’Agostino 55) “L’Abruzzo Sportivo” quindicinale di cronaca e di critica (spiegava il sottotitolo), direttori Giuseppe Melocchi e Nicola Orsini, redattore capo responsabile Giuseppe Manzitti, direzione e amministrazione erano in via Arniense al civico 154.

Nel numero del 6 aprile 1925 il giornale dava ampio risalto all’inizio del primo campionato regionale di calcio. Manifestazione varata il 15 gennaio nel corso del 1° Congresso Calcistico abruzzese svoltosi a Sulmona. Il torneo era articolato in due gironi, in quello A che definiremo “montano” erano schierati: Calciatori Erranti di Pratola Peligna (denominazione che poco dopo venne opportunamente modificata in “Calciatori Pratolani”), Aurora Sulmona, Pro Carseolis (di Carsoli), Audace Tagliacozzo, Aterno Raiano. Il girone B (collinare-marino) comprendeva: Pippo Massangioli Chieti, Ursus di Castellammare Adriatico, Virtus Lanciano e Aternum Pescara. La formula prevedeva, per l’assegnazione del titolo finale, un “play off” con gare di andata e ritorno tra le vincitrici dei due raggruppamenti.

Da sottolineare che la Pippo Massangioli era nata da poco tempo in seguito alla trasformazione della Unione Sportiva Chieti ancora attiva nel 1923-24 come conferma la pagina presa da un altro periodico chietino “La Risata Sportiva” (attualità, cronaca, umorismo). Il ritaglio ci informa, con una bella veste grafica (per l’epoca), sul ruolino di marcia dei neroverdi nel periodo indicato.

La Risata Sportiva" pubblica il ruolino di marcia della Unione Sportiva Chieti dalla quale nascerà la Pippo Massangioli

 

Sempre a proposito della U.S. Chieti, “La Gazzetta degli Abruzzi” (Direzione e Amministrazione in Chieti, direttore responsabile Virgilio Mangiacasale, stampato dalla teatina “Tipografia del Popolo”) nel numero del 26 ottobre 1924 dava notizia della vittoria ottenuta dalla Unione Sportiva Chieti in trasferta contro l’Ursus di Castellammare Adriatico per 2-1. <Gli atleti della U.S. Chieti hanno combattuto una meravigliosa battaglia e si sono imposti sugli avversari per tecnica e affiatamento. Tutti sono stati primi, dal Capitano della squadra Sig. Ventura, a Cesarino Malandra il Rossignoli del calcio Teatino. Bravi, ottimi giovani forti e pronti a sempre maggiore vittoria>.


La Gazzetta degli Abruzzi: la U nione Sportiva Chieti batte in trasferta L'Ursus di Castellammare Adriatico 

 

Ma torniamo al primo campionato abruzzese di calcio che si svolse dall’aprile all’agosto del 1925.

I neroverdi nel match di esordio sconfissero per 2-0 la Virtus di Lanciano. La squadra si schierò con: D’Urbano, Colalongo, Di Bernardo; Roccioletti, Fabris, Di Gregorio; Spinelli, Ottolini, Pampana, Rizzoli (capitano), Palumbo. Risolse la gara una doppietta di Pampana: prima rete su passaggio di Palumbo, raddoppio grazie all’assist di Rizzoli. Questi i risultati della prima giornata: Calciatori Erranti-Pro Carseolis 4-0, Aurora-Audace 1-0, riposa Aterno. Pippo Massangioli-Virtus 2-0, Ursus-Vastese 4-0, riposa Aternum.

Il cronista, cui non facevano difetto spirito di osservazione e qualità di scrittura, annotò: <Malgrado il tempo minaccioso un discreto pubblico ha assistito al match che si è svolto su un terreno pesantissimo; alle condizioni pietose del campo aggiungasi la negligente organizzazione della locale società. Figurarsi che le linee laterali di fallo erano segnate con dei fossi scavati nel terreno e rappresentate da una debole corda addossati alla quale stavano gli spettatori che spingendola invadevano il campo per circa tre metri>.

Il campo era già il rettangolo della Civitella allora sorta di piazza d’armi al servizio dei vari reparti militari di stanza in città.

S’imposero nei rispettivi gironi i Calciatori Pratolani e la Pippo Massangioli che nel mese di agosto diedero vita alle due sfide della finalissima, in palio il titolo di campione d’Abruzzo.

Nel primo round, a Pratola Peligna, i neroverdi sconfissero 3-1 i rivali, vittoria in rimonta firmata dal solito Pampana, da Fabris su rigore e da Rizzoli (giornale del 3 agosto). Fu un’autentica impresa.

La gara di ritorno, con il via alle 18, si chiuse in parità (1-1), la Pippo Massangioli seppe ben gestire il vantaggio acquisito nell’andata e si laureò squadra leader della regione.

Le formazioni:

Pippo Massangioli: D’Urbano; Colalongo, Di Bernardo; Roccioletti, Fabris, Di Gregorio; Spinelli, Tognolini, Pampana, Rizzoli, Palumbo

Calciatori Pratolani: Ciampaglione; Massimi, Tremarelli; Santacroce, De Santis, Garneri; Iaconelli, Pupillo, Mazuga, Gemma, De Dominicis.

Arbitro: Paoloni

Reti: Rizzoli, Iaconelli.

Prima della finalissima ci fu un prologo con l’amichevole Audace Tagliacozzo-Rappresentativa 18° Reggimento Artiglieria finita 1-0.

Tutte queste notizie sono tratte da L’Abruzzo Sportivo, edizione del 10 agosto 1925. Il periodico dedicò sempre l’intera prima pagina ai confronti disputati dai neroverdi; la seconda e la terza erano dedicate ad altre partite di formazioni abruzzesi e a sport vari, l’ultima di solito occupata da inserzioni pubblicitarie (in particolare sartorie e negozi di abbigliamento abbondavano nel centro storico, soprattutto lungo Corso Marrucino. Era l’immagine di una vivacità commerciale purtroppo oggi sfiorita).

L'Abruzzo Sportivo, agosto 1925, le due prime pagine dedicate alle finali tra Pippo Massangioli e Calciatori Pratolani. La squadra neroverde si laurea Campione d'Abruzzo

 

 

Nel 1926 il giornale tracciò un bilancio dei primi anni di vita della Pippo Massangioli (comprendendovi anche dati relativi a incontri dalla preesistente Unione Sportiva Chieti). Si legge:

<La prima squadra calcistica della U.S. Pippo Massangioli, vincitrice del primo campionato abruzzese, ha disputato fino a tutto novembre 1926 n. 57 matches (amichevoli e di campionato) così distinti: 1923 9 partite; 1924 6; 1925 19; 1926 23. In totale 57. Di queste 57 gare 37 si sono disputate sul campo della Civitella e 20 nei vari campi sportivi e precisamente a Pescara, Torre de’ Passeri, Lanciano, Castellammare Adriatico, Pratola Peligna, Macerata, Foggia, San Benedetto del Tronto e Sulmona. In complesso 37 vinte, 12 perse e 8 pareggiate. 192 gol fatti e 83 subiti. Delle 20 partite disputate su campi avversi 12 vinte, 3 pareggiate e 5 perse. Le squadre battute sono: Anconitana, Maceratese, Ursus, Calciatori Pratolani, Stamura Ancona, Romana, Ternana, Rosburghese (Rosburgo pochi anni dopo diventerà Roseto degli Abruzzi n.d.a.) Fermana, Sambenedettese, Pro Italia, Sangiorgese, Aternum, Virtus Lanciano, Vastese, Aurora, La Folgore, Audace di Ascoli Piceno, Sagittario, Torrese e 14° Fanteria. Da notare che talune di queste squadre sono state battute varie volte. Le squadre vincitrici della Massangioli sono: Maceratese, Ursus, Calciatori Pratolani, Sambenedettese, Tivoli, Foggia, Divisione Militare e Vastese.

Chi ha un così florido bilancio?>.

Orgoglio e compiacimento legittimi se pensiamo che per un certo periodo nessuna società volle affrontare la Pippo Massangioli per amichevoli che si sarebbero sicuramente risolte con larghi punteggi favorevoli ai giocatori teatini. Infatti la “Vedetta d’Abruzzo” in un suo commento titolato “Considerazioni sportive” spiegava: <La squadra che più delle altre scese nei campi delle dispute riuscendo a dominare le consorelle per foga e tecnica di gioco fu quella dell’allora U.S. Chieti, oggi U.S. Pippo Massangioli…>. Avvenne così che <non avendo (nessuna squadra) voluto farsi battere… gli inviti di gare amichevoli non hanno risposte o ad essi tutt’al più si risponde molto elasticamente o con appuntamenti evasivi e di facile schivata. L’undici più forte d’Abruzzo è stato insomma tagliato fuori dal movimento sportivo della regione. E questo non è bello! Così stanchi di rodere il freno di una ingiusta inoperosità, generosamente non badando ai gravi inconvenienti finanziari, s’avventurano in un ciclo di match con squadre d’oltre regione, specialmente con le fortissime squadra marchigiane>.

La Pippo Massangioli è troppo forte: nessuna squadra in Abruzzo accetta amichevoli

 

E infatti per evitare la forzata inattività la Pippo Massangioli tra fine gennaio e febbraio del 1925 affrontò due amichevoli contro la Maceratese allenata addirittura da una coppia di tecnici ungheresi (da “La Vedetta d’Abruzzo”). La prima alla Civitella fu vinta dagli ospiti biancorossi. L’articolo è significativo perché reca un’intervista ad uno degli allenatori magiari che è molto generoso negli elogi verso i neroverdi. Al termine rinfresco in Comune alla presenza del sindaco “Comm. Avv. Barone Tabassi”. Anche la gara di ritorno (domenica 8 febbraio) si chiuse con il successo della Maceratese ma <i valorosi giocatori teatini si sono comportati encomiabilmente destando ammirazione nel numeroso pubblico presente e negli stessi competitori… Di poi nel Palazzo Comunale di Macerata è stato offerto un rinfresco cordialissimo alle due squadre e agli sportivi chietini>. Altri tempi!

La Vedetta d'Abruzzo: il commento all'amichevole Maceratese-Chieti dell'8 febbraio 1925

 

Alla Civitella la Maceratese batte la Pippo Massangioli. Alla fine in Comune rinfresco per tutti alla presenza del Sindaco!

 

Una curiosità. Già quasi cent’anni fa aveva attecchito una forte rivalità tra Chieti e Pescara. Il “campanilismo” come si vede è un fenomeno che ha origini remote.

In quegli anni nella zona della Civitella venne fondata una società giovanile cui fu dato il nome “Juventus” che nulla aveva a che vedere con i bianconeri torinesi tant’è che per colori sociali erano stati scelti il rosso e il nero. Il neonato club disputò una prima amichevole il 19 ottobre 1925 contro i Calciatori Pratolani persa 4-0. La Juve teatina schierò: Di Gregorio; Rossi, Manzitti; Sorrentino, Ritelli, D’Attilio; Testa, Ortensi, Bonanni, Fiore-Donati, Zuccarini. L’Abruzzo Sportivo sottolineò: <Questa società sorta da poco tempo ha saputo in breve farsi strada tra le consorelle>.

Bene. La Juventus progettò un’altra amichevole, senonché ecco cosa accadde (dalle pagine de L’Abruzzo Sportivo):

<I dirigenti della Juventus avevano invitato, a mezzo nostro, l’Aternum Pescara a venire a Chieti per un incontro amichevole. I dirigenti dell’Aternum però pur  dichiarandosi lieti (e figurarsi se non erano lieti…) dell’incontro, domandarono con una incomparabile faccia tosta lire 250 come rimborso delle spese di viaggio di cui L. 125 da inviarsi anticipatamente e il resto da consegnarsi alla fine del primo tempo. Egregi signori dell’Aternum così coltivate lo sport? Additiamo a tutti gli sportivi d’Abruzzo questo gesto antipatico di scorrettezza e speculazione sportiva>.

Cari neroverdi di oggi vi rendete conto del valore della maglia che indossate, della storia che quei colori rappresentano? Riteniamo di sì perché questa consapevolezza voi l’avete espressa in molte dichiarazioni lungo l’arco della stagione. Essa però, soprattutto ora nella fase cruciale del campionato, non deve essere un freno né un peso, ma rappresentare la spinta decisiva per il conseguimento della promozione nella quale i tifosi chietini continuano a credere fermamente.

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