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                                                      RECANATI

Coordinate GPS: Latitudine: 45.465454 - Longitudine: 9.1865159
Altitudine:  296 metri s.l.m.
Popolazione: 21.500 abitanti


veduta di Recanati
                               (veduta di Recanati)

                                               
    

Recanati sorge sulla cima di un colle tra le valli dei fiumi Potenza e Musone, in provincia di Macerata. Il mare Adriatico è ad una decina di chilometri ad Est della città mentre in direzione nord è visibile il monte Conero. Recanati potrebbe essere definita una "città balcone" per l'ampio panorama che vi si scorge.
Dell'origine del primo centro abitato di Recanati non si hanno notizie certe. Sicuramente i territori circostanti furono abitati già in epoca preistorica dalla popolazione dei Piceni, diffusi nella regione. In epoca romana, lungo la valle del fiume Potenza, allora navigabile, sorsero due importanti città: Potentia in corrispondenza della foce ed Helvia Recina, detta anche Ricina, verso l'interno.
A causa dell'invasione dei Goti intorno al 406 d.C., che misero a ferro e a fuoco la zona, la popolazione cercò rifugio sulle colline. Il nome Recanati, in latino "Recinetum" e "Ricinetum", indica appunto la derivazione della città da Ricina.
Nel XII secolo la città diventò un Libero Comune e fu amministrata dai consoli fino al 1203, poi adottò il sistema dei Podestà.
Nel 1228 Federico II di Svevia, favorito dai ghibellini, fece guerra al Papa. Recanati, in genere fedele al Papato, scelse di stare con Federico II. Per questo nel 1229 Recanati ottenne dall'imperatore la proprietà di tutto il litorale, dal fiume Potenza all'Aspio, con la facoltà di edificare un porto (oggi Porto Recanati). Ben presto però i recanatesi tornarono dalla parte del papato. Nel 1240papa Gregorio IX tolse ad Osimo il titolo di Città e sede vescovile, riducendolo a condizione di villa e contemporaneamente dichiarò città il castello di Recanati.

Intorno al 1300 la lotta tra le fazioni guelfe e ghibelline in città si fece sempre più accesa. Alcuni nobili ghibellini recanatesi, sostenuti dal podestà, dai magistrati e da molti consiglieri, assalirono le proprietà del Vescovo saccheggiandole. Dopo vari tumulti la città fu scomunicata dal papa e solo nel 1354 tornerà ad essere sede vescovile.
Nel 1393 Bonifacio IX concesse alla Città la facoltà di battere moneta in rame, argento ed oro, da ritenersi valida in tutto lo Stato.
Nell’ottobre 1417 Papa Gregorio XII fu sepolto nella cattedrale recanatese di San Flaviano, in cui riposano tuttora le sue ceneri. Fu l'ultimo papa a non essere sepolto a Roma.
Diversi secoli di egemonia papale sulla città ci portano al 1798 quando Recanati subì l'occupazione francese da parte delle truppe napoleoniche.
Nel 1860, l'annessione dello Stato della Chiesa al Regno d'Italia, in seguito alla Battaglia di Castelfidardo, integrò la storia del Comune di Recanati alla storia dell'Italia di oggi, mentre nel 1893 un tratto di litorale viene scorporato dal territorio comunale per costituire il nuovo comune di Porto Recanati.
Dal punto di vista artistico segnaliamo la nascita nel 1990 del Premio Città di Recanati, che qualche anno dopo prenderà il nome di Musicultura. Il Festival si impone come una delle più importanti manifestazioni nazionali di musica d'autore. La città è universalmente conosciuta per aver dato i natali a Giacomo Leopardi.

                                              COSA VEDERE IN CITTA’:

-chiesa di San Flaviano; è il duomo di Recanati e concattedrale della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. La primitiva cattedrale fu costruita prima dell’anno mille e ne restano pochissime tracce nell’attuale cripta. Tradizionalmente dedicata a San Flaviano è attribuita al Patriarca di Costantinopoli, di cui nella cattedrale si conserva una reliquia arrivata dal porto di Giulianova, ma attualmente gli storici propendono per una primitiva dedica a San Flaviano di Ricina. Questi fu il primo vescovo della distrutta città romana di Helvia Recina, dalle cui ceneri è nata la stessa Recanati.
Agli inizi del XIII secolo fu edificata una nuova chiesa, ricostruita poi dal cardinale Angelo da Bevagna tra il 1389 ed il 1412. Questa struttura fu più volte rimaneggiata ed abbellita: di particolare pregio è il soffitto a cassettoni, messo in opera nel 1620. Adiacente alla basilica è il vecchio palazzo episcopale, che, dopo decenni di abbandono, è, dal 1957, sede del museo diocesano.

-chiesa di Santa Maria di Castelnuovo:, è la chiesa più antica di Recanati  (XII secolo) ed è appartenuta ai benedettini di Fonte Avellana. Nella lunetta del portale bizantineggiante vi è un bel bassorilievo del Mastro Nicola Anconetano firmato e datato 1253, raffigurante la Madonna in trono con San Michele e San Gabriele. L'affresco raffigurante la Madonna con Bambino che si trova all'interno è attribuito a Pietro di Domenico da Montepulciano
-chiesa e chiostro di Sant'Agostino; fu costruita assieme al convento degli Eremitani di San'Agostino nel 1270 e rifatta un secolo dopo assieme alla cattedrale. Il portale in pietra d'Istria (1485) è di Giuliano da Maiano, mentre l'interno fu rifatto alla fine del XVII secolo su disegno del Ferdinando Galli da Bibbiena, con pale realizzate da PomarancioPier Simone FanelliFelice Damiani e residui di affreschi di Giacomo da Recanati. Vi sono inoltre opere di Antonio Calcagni che qui è sepolto.

-chiesa di San Vito: l'attuale edificio fu costruito su un'antica chiesa romanico-bizantina e trasformata nelle forme attuali nella metà del Seicento. Nel 1741 il terremoto danneggiò la facciata che fu rifatta su disegno del Luigi Vanvitelli, in cotto e con le colonne a spirale bicromate. Della primitiva costruzione tre-quattrocentesca all'esterno conserva l'impianto absidale ed una torre campanaria incompiuta. Nella cappella adiacente (inizio navata a destra) c'è l'oratorio con la tela del Pomarancio raffigurante la Presentazione al Tempio, due tele piccole di Pier Simone Fanelli, e l'Assunta del Latre. Di notevole valore anche le tele di Felice Damiano da Gubbio (1582), di Giuseppe Valeriani (1550) e Paolo de Matteis (1727).

 Discorso a parte meritano i luoghi leopardiani della città:
-Palazzo Leopardi: è la casa natale del poeta. Tuttora il palazzo è abitato dai discendenti e aperto al pubblico. Fu ristrutturato nelle forme attuali dall'architetto Carlo Orazio Leopardi verso la metà del XVIII secolo. L'ambiente più suggestivo è senza dubbio la biblioteca, che custodisce oltre 20.000 volumi, tra cui incunaboli ed antichi volumi, raccolti dal padre del poeta, Monaldo Leopardi.

-Piazzetta (o Piazzuola) del Sabato del Villaggio: sulla quale si affaccia Palazzo Leopardi. Qui si trova la casa di Silvia e la chiesa di Santa Maria in Montemorello (XVI secolo), nel cui fonte battesimale fu battezzato Giacomo Leopardi nel 1798.

-Colle dell'Infinito: è la sommità del Monte Tabor da cui si domina un panorama vastissimo verso le montagne e che ispirò l'omonima poesia composta dal poeta a soli 21 anni. All'interno del parco si trova il "Centro Mondiale della Poesia e della Cultura", sede di convegni, seminari, conferenze e manifestazioni culturali.

-Palazzo Antici-Mattei: casa della madre di Leopardi, Adelaide Antici Mattei, edificio dalle linee semplici ed eleganti con iscrizioni in latino.

-Torre del Passero Solitario: nel cortile del chiostro di Sant'Agostino è visibile la torre, decapitata da un fulmine e resa celebre dalla poesia "Il passero solitario".

-Chiesa di San Leopardo (XIX secolo): venne fatta edificare dalla famiglia Leopardi insieme e nei pressi della villa affidando la progettazione all'architetto Gaetano Koch. La cripta, a cui si accede esternamente, è la tomba gentilizia della famiglia Leopardi.

-Chiesa di Santa Maria di Varano (XV secolo): costruita nel 1450 per i Minori Osservanti insieme al Convento annesso, dal 1873, cacciati i frati e abbattuti due lati del convento, l´orto divenne quello che ancora è il civico cimitero di Recanati. Vi si conserva ancora il pozzo di S. Giacomo della Marca ed affreschi nelle lunette del portico. All'interno è la tomba di famiglia dei Leopardi ove sono sepolti Monaldo e Paolina.

Nei dintorni segnaliamo inoltre il castello di Montefiore, costruito nel Basso Medioevo. Si trova al confine con Montefano e la sua architettura appare a pianta poligonale con quattro corpi in muratura sovrastati da un'alta torre quadrilatera con merlature.

Per ulteriori approfondimenti vi consigliamo di visitare le seguenti pagine web:

http://www.giacomoleopardi.it
http://www.recanatiturismo.it
http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-montefiore-recanati-mc

                                           

                                            LA SQUADRA DI CALCIO:

                      

Anno di fondazione: 1923
Campo di gioco: stadio comunale Nicola Tubaldi
colori sociali: giallo e rosso

Fondata nel 1923, l’Unione Sportiva Recanatese ottenne l’unica promozione in Serie C della sua storia al termine della stagione 1946-47 ma il dodicesimo posto nel girone B di Lega Centro nella stagione successiva non bastò alla Recanatese per salvarsi.
Da quel momento i giallorossi militarono ininterrottamente nei campionati dilettantistici fino alla vittoriosa stagione 1989-1990, quando ottennero la promozione in serie D. Seguono buoni campionati di metà classifica fino alla stagione 1996-97 quando la Recanatese retrocede in Eccellenza e, dopo aver mancato la promozione alla prima occasione, i leopardiani disputano diversi campionati deludenti fino a retrocedere in Promozione nella stagione 2003-2004.
Da qui parte la risalita della compagine giallorossa che dopo aver perso a Falconara la finale play-off 2004-2005 contro la Fermignanese , ottiene una doppia promozione che sfocia nel 2006-2007 con la promozione in Serie D. La prima stagione in D si chiude con un ottimo sesto posto appena sotto la zona play-off e la stagione successiva vede ancora la Recanatese disputare un buon campionato, chiuso con 45 punti in classifica ed una onorevole 10ª posizione.
Seguono altri buone partecipazioni fino alla stagione 2012-2013 che si rivela problematica sin dall'inizio. Dopo le incoraggianti prestazioni in Coppa Italia (vittoria per 2-1 all'Helvia Recina contro la Maceratese ed eliminazione dal dischetto dopo uno 0-0 al Del Conero contro l'Ancona), la squadra ad ottobre incappa in una lunga serie di risultati negativi, ed entra in crisi. Solo nel finale di campionato la Recanatese si porta nella zona playout, dopo un lungo periodo di stasi tra l'ultima e la terzultima posizione. Tuttavia l'obiettivo minimo dei play-out svanisce col gol del 1-2 subito all'ultimo minuto dell'ultima gara di campionato giocata contro la Sambenedettese, che condanna sul campo il club giallorosso alla retrocessione. La salvezza però arriverà lo stesso il 7 agosto; infatti la LND ripesca la squadra leopardiana, riconoscendone la buona gestione finanziaria.
È il preludio alla stagione 2013-14 che vede la Recanatese ottenere il miglior piazzamento della sua storia nel massimo campionato dilettantistico (quinto posto), a seguito di una grande rimonta, condita da una sola sconfitta nell'arco di tutto il girone di ritorno.
Con la salvezza conquistata nella stagione 2014-15, la Recanatese è tra le squadre che possono vantare la più lunga permanenza consecutiva nel campionato di serie D.

 

                                                       LO STADIO:

Lo stadio comunale di Recanati è stato realizzato alla fine degli anni 80 ed è intitolato dal 1992 a Nicola Tubaldi, bandiera dell’Atletica Recanati tragicamente scomparsa. L’impianto presenta una tribuna coperta che può ospitare 1000 spettatori ed è dotato di una pista di atletica a sei corsie, teatro di gare regionali e nazionali. Il terreno di gioco misura mt. 105x68 e nell’estate del 2012 il manto erboso naturale è stato sostituito con un innovativo manto in erba sintetica.

               

                                                     (foto dall’alto)

 

 Lo stadio dista un’ora e quaranta minuti di auto (circa 155 km) dall’antica e nobile ed è raggiungibile tramite A14 uscendo a Loreto-Porto Recanati e seguendo la provinciale 77 in direzione Recanati centro. Generalmente ai tifosi ospiti è riservata la parte sinistra (guardando il terreno di gioco) dell’unica tribuna presente. L’ingresso è in via Vuoli.

                                                  PRECEDENTI:
Due soli precedenti con i neroverdi. Il primo risale all'8 marzo 2009, che vide i leopardiani vittoriosi per 1-0, il secondo alla scorsa stagione: scialbo 0-0 nella gara valevole per la 12° di andata giocata il 23.11.2014.

                                                       TIFOSI:

I primi segni di tifo organizzato si intravedono già alla fine degli anni '70. Tra gli anni '80 e gli anni '90 si susseguono molti gruppi in curva tra i quali: Marsumaglia giallorossa, Ultras, Onda d'urto e usrUltras. Nel 2004 nascono gli Irriducibili che danno nuova linfa al movimento ultras leopardiano, seguiti nel 2010 dalla nascita dei Commandos. Al momento sono questi due i principali gruppi Ultras al seguito della compagine leopardiana. I tifosi giallorossi vantano amicizie con Termoli e Vadese.

        

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