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L'avvocato Mattia Grassani (foto internet)

 

Il caso fa rumore. Da una parte ci sono tre ex tesserati (Traini, Brugaletta e Sarritzu) che accusano il Chieti di aver esibito, per l'iscrizione al campionato, quietanze liberatorie recanti firme false. Dall'altra la società neroverde replica: "Abbiamo rispettato la vigente normativa sportiva e fiscale, gli emolumenti sono stati sempre corrisposti tramite bonifici bancari, è tutto tracciato". Il Chieti precisa che le posizioni sono state regolate fino alla data di sospensione del campionato causa Covid (marzo 2020). Successivamente, però, è intervenuta una precisazione normativa che prevedeva pagamenti ai tesserati fino alla canonica conclusione della stagione. Da questa controversa disposizione è scaturito - forse - l'antipatico contenzioso fra i tre calciatori (in forza nella stagione scorsa 2019/2020) e la società neroverde. Sul caso abbiamo sentito il parere dell'avvocato Mattia Grassani che è il massimo esperto nell'ambito del diritto sportivo. Ecco quanto ha dichiarato l'avvocato bolognese.

"Non conosco in dettaglio la situazione ma se è stata mossa nei confronti del Chieti una accusa di questo tipo mi sembra difficile l'ipotesi di un proscioglimento nella fase istruttoria. Più verosimilmente il procedimento sarà istruito e completato da parte della Procura federale. In sede dibattimentale, poi, si vedrà se la violazione verrà accertata e quindi se la società ha tratto un indebito vantaggio per la partecipazione al campionato oppure se l'accusa risulterà destituita di ogni fondamento per cui il club ne uscirà indenne. Questo il nodo da sciogliere". Quali tempi sono prevedibili per la conclusione della vicenda? "Trattandosi di un campionato regionale di vertice ritengo che i tempi saranno molto compressi, entro fine giugno si saprà tutto".

 

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