12 Ago Parte 2°: Perché un settore giovanile di proprietà?
L’investimento tra costi e ricavi.
Ci siamo lasciati la scorsa settimana con un punto fermo, una certezza: ripartire dai bambini e dalla spinta passionale che possono dare al movimento calcio a Chieti.
Questa volta invece ci occuperemo di quelli che sono i costi di investimento e i possibili ricavi, analizzando tutti i parametri di cui bisogna tener conto quando si decide di intraprendere una simile avventura.
Sottolineo che, trattandosi di un qualcosa che per adesso non abbiamo ancora (Scuola calcio e Settore giovanile di proprietà), i dati riportati sono frutto di una media tra le società di calcio già presenti in città, così da renderli quanto più possibile realistici e calati nella nostra realtà.
Così così come spiegato nel precedente articolo, dobbiamo assolutamente differenziare nella gestione economica tra Scuola Calcio e Settore Giovanile.
Prima di intraprendere qualsiasi tipo di discorso è doveroso puntualizzare una cosa: ho deciso di lasciar fuori da questo discorso le spese provenienti dalla gestione dell’impianto sportivo in cui ci si allena. Sarebbero troppe le variabili da considerare (grandezza, posizione, numero di campi, Comunale o Privato). È altrettanto evidente che a Chieti i campi mancano e di conseguenza il vero primo investimento dovrebbe essere quello su un centro sportivo (ma i Fondi Europei non mancano…).
1-La Scuola Calcio (4-12 anni)
Mediamente l’iscrizione ad una Scuola Calcio a Chieti costa 300 Euro l’anno. Considerato il nome ed il prestigio, senza allargarci troppo, possiamo fissare a 350 Euro quella della nostra “Chieti Calcio”.
Per ogni bambino le spese sono le seguenti:
-80 Euro circa di Kit (borsone, tuta rappresentanza, divisa allenamento lunga e corta, k-way, giubbino);
-20 Euro circa di costo per tesseramento ed assicurazione.
Ci rimangono 250 Euro per bambino. Per semplicità di calcolo ipotizziamo di avere 100 bambini iscritti (numero realisticamente buono, ma si può benissimo arrivare a 130/150).
Cento bambini, 250 Euro per ognuno, ci ritroviamo in mano 25.000 Euro.
Mediamente si necessita di un istruttore ogni 15 bambini (per istruttori intendiamo quelli “stipendiati” e lasciamo fuori quelli che daranno una mano gratuitamente, perché magari alla prima esperienza), per cui necessiteremo di circa 6 allenatori. Un rimborso spese mediamente realistico per la gestione di 15 bambini è di 150 Euro al mese, ma siccome la nostra “Chieti Calcio” deve essere di qualità, alziamo la posta in palio a 200 mensili. Il tutto va spalmato su 8 mensilità (c’è chi ne da nove).
Quindi… 200 Euro x 6 allenatori ogni mese sono 1200 Euro, moltiplicato per le 8 mensilità sono 9.600 Euro.
Aggiungiamo il compenso per il Responsabile Generale e arrotondiamo la nostra spesa a 13.000 Euro.
Eravamo partiti da un utile di 25.000 a cui ora dobbiamo sottrarne 13.000; presto fatto abbiamo ancora 12.000 Euro in mano e, ricapitolando, abbiamo già pagato i Kit, i tesseramenti ed i rimborsi a tutto lo staff tecnico.
Ci rimane da spendere 300 Euro per l’iscrizione a tutti i mini campionati dei bambini e siccome la qualità è fondamentale, arriviamo a 1000 spendendo 700 Euro in palloni, casacche, coni, ostacoli, cinesini, tappetini, porticine piccole, pedane propriocettive e materiale di alto livello.
Ci rimangono 11.000 Euro e siccome l’imprevisto è dietro l’angolo, facciamo 10.000 Euro e sto.
Bene amici miei, abbiamo fatto tutto. Con le dovute proporzioni e considerando le variabili del caso, tralasciando sponsor e rimanendo su prezzi “competitivi”, assicurando materiale e staff di qualità, abbiamo avuto un utile di Dieci Mila Euro.
Ogni società potrebbe poi farne un uso diverso: se li intasca, li reinveste, li tiene da parte per spese impreviste che tal volta vengono fuori (e aggiungo, ci basterebbero a coprire anche l’affitto di un impianto sportivo).
Naturalmente la precisione con la quale avviene tutto ciò dipende da un solo fattore: la serietà e capacità organizzativa dei Responsabili della Scuola Calcio. È lo stesso motivo per cui in città ce ne sono alcune che arrivano alla grande a chiudere l’anno, ed altre che fanno fatica intaccando i fornitori.
Tiriamo le prime somme: è davvero così impensabile aprire una Scuola Calcio che porti il nome della nostra città? Sembrerebbe di no!
2-Settore Giovanile (13-18 anni)
Il discorso si fa più duro quando si inizia a parlare di Settore Giovanile. Qui non ci sono entrate da iscrizioni, ci sono solo spese. L’unico modo (utilizzatissimo) per recuperare fondi è quello delle sponsorizzazioni. Siamo in Italia e non starò qui a spiegarvi io come funzionano queste cose…
Purtroppo reperire informazioni o ipotizzare eventuali spese qui è un po’ più difficile perché:
-i rimborsi degli allenatori (uno per i “Giovanissimi”, uno per gli “Allievi”, uno per la “Juniores”, un preparatore atletico comune ed un preparatore dei portieri) variano sensibilmente in base all’esperienza, prestigio, nome. Potremmo approssimarli a 300/400 Euro mensili l’uno;
-il costo dell’iscrizione ai campionati dipende dal fatto se questi siano quelli Nazionali (per le sole squadre Professionistiche) o Regionali (per le squadre da LND in giù);
-allo stesso modo campionati Nazionali vuol dire fare trasferte più lunghe, Regionali più corte;
-a dirigere le operazioni organizzative e tecniche spesso ci sono Responsabili i cui compensi economici sono molto elevati (sicuramente a tre zeri) ma difficilmente dichiarati.
Ma una cosa è sicura (e fondata): con l’aiuto degli utili della Scuola Calcio e con l’aiuto di qualche sponsor non c’è bisogno di svenarsi. E poi… se mai ci fosse qualche spesa in più rispetto al ricavo, stiamo parlando o no di un investimento? Stiamo parlando o meno di qualcosa su cui spendere adesso per ottenere un domani?
Rispetto ai soldi spesi nelle prime squadre (ma ribadiamolo, un Settore Giovanile costa molto meno) abbiamo un vantaggio: il tempo. Non abbiamo fretta di vincere, non abbiamo fretta di tirar fuori campioni. Occorre tempo e lavoro, senza pressioni.
L’unico modo per ottenere risultati però è quello della ricerca della qualità. Sulla qualità non si bada a spese, non servono allenatori che si pagano da soli i rimborsi perché sponsorizzati, non servono “extra regionali” che arrivano perché ci sono famiglie dietro che pagano.
La qualità si fa con programmazione, con stile di gioco e metodi di allenamento comuni a tutto il movimento, si fa con gente preparata e soprattutto, si fa senza guardare in faccia a nessuno.
Alla prossima, Campanilista Teatino!