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Categoria: Storie neroverdi
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(F.Z.) La sua figura è stata dominante nella storia neroverde della seconda metà degli Anni 50 come giocatore e capitano del Chieti, poi agli inizi dei 60 in panchina da allenatore della squadra che nel campionato 1963/64 stupì tutti gli osservatori (e gli stessi tifosi chietini) imponendosi come la vera rivelazione della stagione. Tom Rosati nasceva a San Benedetto del Tronto il 31 marzo 1929, oggi sono 92 anni. Forte, carismatico, di grande personalità e temperamento: qualità caratteriali che Tom dimostrò sia in campo sia fuori da gestore di uomini. A Chieti arrivò nel 1957 ceduto dalla Samb e disputò in maglia neroverde cinque campionati fino al 1961/62. Ci piace ricordare il suo debutto.
29/12/57 CHIETI-PRO PALAZZOLO 2-1
Chieti: Di Tommaso Bisi D'Alessandro Frati Melideo Rosati Olivieri Peruzzi Marchetti Mascherpa Merlo
Pro Palazzolo: Campiani Martinelli Marini Amoruso Foresti Rovani Donadoni Mancini Conca Rampinelli Bettoni
Arbitro: Di Mitri di Brindisi
Reti: pt 20' Donadoni su rigore 30' Rosati; st 35' Peruzzi
La Gazzetta dello Sport scrisse: "Proprio alla vigilia della partita è giunta a buon fine la trattativa per l'ingaggio del sambenedettese Rosati, autore del pareggio con un colpo di testa".
Una lunga esperienza dal '57 al '62. Fu così che Tom finì col fermarsi definitivamente a Chieti, mettendovi su famiglia e diventando teatino di adozione una volta conclusa la carriera di calciatore per avviare quella di allenatore. Un impegno verso il quale avvertiva una sorta di vocazione. Ci fu ancora un momento "ibrido", giocatore-allenatore a Teramo. Seguì la prima importante prova da tecnico alla guida del Chieti 1963/64, preso grazie a una felice intuizione di Guido Di Cosmo, allora direttore sportivo. Un investimento, ma anche un salto nel buio. Nella stagione del debutto "vero" su una panchina, Tom dimostrò doti che lo imposero all'attenzione generale. Il secondo posto conquistato con un organico allestito con modeste risorse, dopo aver sfiorato una storica promozione in serie B, gli aprì le porte dei più importanti club di serie C e in seguito anche di quelli più in alto. Ricco il medagliere con le promozioni ottenute a Salerno, Caserta, Pescara e Palermo. Al tramonto della carriera (e non lontano dalla notte della vita) Tom tornò alla guida del Chieti nel 1981. Fu un impasto di sentimenti, e non mancava certo l'amore per la città, a spingerlo verso una missione impossibile: salvare la squadra e conservare la C2. Era una società uscita a pezzi dalla breve avventura della SpA,  c'erano solo macerie, Tom si rimise in gioco ignorando i rischi e con un gruppo improvvisato ci provò, l'esito non fu fortunato (il Chieti retrocesse con L'Aquila e il Venezia). Purtroppo di lì a poco il male lo aggredì riuscendo a spezzare la sua forte fibra. Tom si spense il 26 agosto 1985. Aveva 56 anni.  La notizia ci raggiunse la sera tardi, eravamo nella tipografia de "Il Tempo", a Roma, al piano terra di palazzo Wedekind sede della Redazione, in piazza Colonna, da dove si vedono gli ingressi di Montecitorio e Palazzo Chigi. Buttammo subito giù in pochi minuti (si era in prossimità dell'ora di chiusura del giornale) un lungo pezzo con uno stato d'animo in cui si mescolavano emozione e dolore. Fu il nostro addio a Tom.
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