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Categoria: Ritratto d'autore
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Il Chieti 1968-69. In piedi da sinistra: l’allenatore Collesi, Ridolfi, Bianchini, Giovanardi, Caposciutti, Giugno, Campagnola, il presidente Angelini. In basso: Lancioni, Pazienza, De Pedri, Crippa, Gramoglia 

 

(di Franco Zappacosta)

Tutto torna. Se “Vestini”, l’antico popolo che abitò il territorio di Penne, è un nome formato da due voci che significano “paese delle acque” in quanto ricco di fiumi e sorgenti, era inevitabile che l’argomento della tesi di laurea in Farmacia discussa dal dottor Giancarlo Bianchini all’Università di Camerino avesse come argomento l’acqua.

Ecco uno che dopo il calcio ha fatto grandi cose anche nella vita. Taglio netto con un mondo che fu suo (ad importanti livelli) per un solo decennio e realizzazione completa di un progetto professionale (e di vita) che ha ottenuto risultati eccellenti almeno quanto quelli che hanno caratterizzato la carriera calcistica. Perché Bianchini, nato a Penne il 16 agosto 1946, ha giocato in serie C con squadre di prima fascia e vanta un buon numero di gettoni anche in serie B  (con Arezzo, Ascoli e Samb). Tra l’altro – dato da mettere nel giusto rilievo – ha sempre segnato molto. In totale in C ha collezionato 158 presenze e 30 reti, tra i cadetti ha disputato 34 gare con un gol.

E’ stato un centrocampista con spiccate attitudini offensive, oggi lo definiremmo una mezza punta, una mezzala da lanciare tra le linee per la stoccata decisiva. Chiuso il percorso da giocatore, Bianchini non ha voluto avere più nessun impegno diretto con l’ambiente del pallone e indossato il camice bianco con il distintivo dell’Ordine all’occhiello si è messo dietro il bancone della sua farmacia nel centro di Penne. Dove lavora tuttora perché fermo, in fondo, non sa stare. Come accadeva in campo con il suo perenne movimento: palloni da recuperare dietro o da raccogliere a metà campo per il successivo “dai e vai” con qualche compagno sveglio di pensiero e di esecuzione. A Chieti nel 1968-69 ne ebbe un paio e il non trascurabile dettaglio spiega il consistente numero di gol che mise a segno: 6 su 27 presenze. Tra queste sei reti spicca (ovviamente) quella pesante realizzata contro il Pescara il 2 marzo 1969 alla Civitella: derby vinto 1-0. Giancarlo pose la firma anche in calce ad un’altra sentita supersfida: ancora 1-0 contro L’Aquila (20 ottobre 1968). Insomma una sola stagione ma molto ricca: per il Chieti e per la sua ascesa visto che in maglia neroverde fu protagonista di un eccellente rilancio personale.


Civitella 2 marzo 1969 Chieti-Pescara 1-0. Bianchini di testa batte Lamia Caputo 


Tutto torna. Il cerchio inizia a San Benedetto del Tronto e si chiude là dove tutto è cominciato. Dopo i primi passi a Penne, Giancarlo nel 1965 passa ai rossoblù della Sambenedettese e vi resta per tre campionati in serie C fino al ’68. Terzo posto nel ’65 (con Alberto Eliani in panchina e un certo Franco Causio tra i compagni di squadra), nono l’anno dopo (Spinozzi l’allenatore) e quarto nell’ultimo campionato in rossoblù (di nuovo con Eliani). In totale 49 presenze e 6 reti. Non male per un debuttante giunto sulla sponda marchigiana del Tronto quasi diciannovenne. Nell’estate del ’68 un po’ a sorpresa il rientro in Abruzzo con trasferimento al Chieti.

Cosa accadde? <Avevo avuto qualche problema fisico, noie a un ginocchio, e Chieti rappresentò l’occasione per un’opportuna rivincita. Volevo rimettermi in gioco, perciò Chieti fu uno snodo cruciale in quel periodo della mia carriera. Credevo molto nella possibilità di ripropormi e i fatti finirono col darmi ragione perché grazie al buon campionato disputato club importanti tornarono ad interessarsi al sottoscritto>.

Quasi sempre hai segnato un numero consistente di gol, tanti per un centrocampista. <Avevo una spiccata vocazione offensiva, valorizzata dalla capacità di leggere bene l’azione, di intuirne gli sviluppi. Ero bravo nell’inserirmi in area a raccogliere gli assist dei compagni. E ne avevo di bravi quell’anno a Chieti, gente in grado di offrirmi assist invitanti. Inoltre il sistema di gioco di Collesi esaltava le mie caratteristiche. Era anche una persona perbene, non invadeva il tuo spazio, attento al rapporto umano con i giocatori. In tempi in cui l’allenatore era spesso un rigido controllore, Collesi faceva eccezione>.


Un’altra formazione neroverde 1968-69. In piedi da sinistra: Rama, Gramoglia, Badiani, Masiello, Bianchini, Giovanardi. In basso Campagnola, Sanseverino, Lancioni, De Pedri, Giugno 


Frequenti i tuoi colpi di testa letali per gli avversari: <Staccavo bene, sì ne ho fatti diversi così>.

Quindi un campionato positivo anche sul piano strettamente individuale. <Certamente. Al Chieti ritrovai coraggio e fiducia. Ricordo tutti i compagni, bravissimi in campo e fuori, eravamo un gruppo compatto di amici. Zengarini, Crippa, Campagnola, Giardino. Te li elenco uno ad uno, non ho dimenticato, non dimentico nessuno. Mesi molto belli>. Anche perché trovasti in Giustino Angeloni uno che riuscì a migliorarti molto in matematica, specie in analitica con limiti, derivate e studio di funzioni. Eri studente del Liceo Scientifico e all’esame di maturità furono utili quelle “ripetizioni teatine” da parte di un insegnante-tifoso. <E’ vero, giocavo e studiavo. Era l’ambiente giusto, in ogni senso, per far bene in entrambe le cose>.

Giancarlo Bianchini lo consideriamo un portafortuna. Nel senso che quando segnò lui, il Chieti non venne mai sconfitto. E In particolare nei quattro derby contro Pescara e L’Aquila la squadra neroverde ottenne un eccezionale bottino: due vittorie e due pareggi.

Ecco il dettaglio dei sei gol realizzati con il Chieti dal centrocampista pennese.

29 settembre 1968 Chieti-Taranto 1-0 (Bianchini)

6 ottobre 1968 Chieti-Lecce 3-0 (Bianchini, Pazienza, autorete Melideo)

20 ottobre 1968 Chieti-L’Aquila 1-0 (Bianchini)

1 dicembre 1968 Chieti-Internapoli 2-2 (Balestrieri doppietta, Bianchini, Pazienza)

2 marzo 1969 Chieti-Pescara 1-0 (Bianchini)

11 maggio 1969 Chieti-Potenza 3-1 (Sanseverino, Bianchini, Giugno, De Paoli su rigore)

Noi chietini, ovviamente, privilegiamo il gol firmato nel derby contro il Pescara. Te lo ricordi? <Certo. Ci fu un cross dalla destra e di testa riuscii ad anticipare l’intervento di Simeoni e dello stesso Cantarelli che tentava di aiutare il compagno. La porta non era quella posta di fronte al seminario, ma l’altra, sul lato che affaccia verso la pianura di Chieti Scalo>. Tutto perfetto, memoria prodigiosa.

Rileggiamo i nomi dei protagonisti delle quattro partitissime abruzzesi della stagione 1968-69 che videro imbattuta la formazione di Aroldo Collesi.

13 ottobre 1968 Pescara-Chieti 0-0

Pescara: Ventura; De  Marchi, Palanca; Venditti, Simeoni, Cantarelli; Cremaschi, Prosperi, Cavallito, Boccolini, Oddo. All. Seghedoni

Chieti: Ridolfi; De Pedri, Lancioni; Giovanardi, Campagnola, Crippa; Gramoglia, Bianchini, Caposciutti, Pazienza, Giugno. All. Collesi

Arbitro: Bravi di Roma



Ricchissima presentazione del derby Pescara-Chieti domenica 13 ottobre 1968 (Il Messaggero)  


 


Il Messaggero di lunedì 14 ottobre 1968 con il racconto del derby Pescara-Chieti 0-0 

 

20 ottobre 1968 Chieti-L’Aquila 1-0

Chieti: Ridolfi; De Pedri, Lancioni; Giovanardi, Campagnola, Crippa; Gramoglia, Bianchini, Caposciutti, Sanseverino, Giugno. All. Collesi

L’Aquila: Giglioli (1’ st Petrilli); Grigoletti, Fracassi; Bettini, De Falco, Gola; Busetta, Tobia, Scarano, Gadda, Dolcetto. All. Furiassi

Arbitro: Magnani di Firenze

Rete: st 5’ Bianchini


Domenica 20 ottobre 1968. Il Messaggero presenta il derby dedicandogli un'intera pagina 

 


Sotto la formazione aquilana, ecco il Chieti. Da sinistra: De Pedri, Giugno, Gramoglia, Bianchini, Campagnola, Ridolfi, Giovanardi, Caposciutti, Pazienza, Crippa, Lancioni 

 


Il Messaggero del 21 ottobre 1968 (non) celebra il successo neroverde sui cugini rossoblù 

 

 

2 marzo 1969 Chieti-Pescara 1-0

Chieti: Rama; Lancioni, De Pedri; Masiello, Campagnola, Giovanardi; Berardi, Bianchini, Giugno, Badiani, Gramoglia. All. Collesi

Pescara: Lamia Caputo; De Marchi, Cressoni; Cantarelli, Simeoni, Boccolini; Maschietto, Ceccardi, Morganelli, Prosperi, Cicogna. All. Tontodonati

Arbitro: Porcelli di Lodi

Rete: pt 9’ Bianchini.

Piero Di Biagio, inviato del Il Messaggero a Chieti, indicò nelle note la presenza di 7.000 spettatori alla Civitella.


La presentazione del derby Chieti-Pescara 

 


La straordinaria impresa del Chieti. Battuto 1-0 il Pescara. Qui Lamia Caputo neutralizza il tentativo di Bianchini, poi...  

 


Il presidente Angelini non sbaglia pronostico 

 

 

9 marzo 1969 L’Aquila-Chieti 0-0

L’Aquila: Giglioli; Grigoletti, Fracassi; Bettini, De Falco, Gola; Sparacca, Tobia, Dolcetto, Gaddi, Regalia. All. Attardi

Chieti: Rama; De Pedri, Lancioni; Masiello, Campagnola, Giovanardi; Gramoglia, Bianchini, Giardino, Badiani, Giugno. All. Collesi

Arbitro: Marino di Taranto


La presentazione di L'Aquila-Chieti su Il Messaggero 



Finisce 0-0 il ritorno tra L'Aquila e Chieti il 9 marzo 1969 

 

 

Dopo il Chieti, un biennio con la Salernitana. Dicono che tra le varie squadre che hai avuto in carriera la Salernitana sia quella alla quale sei rimasto maggiormente legato.

<Può darsi ma non ne sono del tutto convinto. Forse dipende dal fatto che vado più spesso a Salerno dove vive ancora mia sorella Bianca che lì ha sposato il giornalista Onorato Valzone>. Grande narratore di storie calcistiche granata (Salerno non ha dato soltanto il nome alla sua celebre scuola di medicina, è stata anche una importante palestra di giornalismo sportivo). Nel secondo anno in Campania l’allenatore fu Tom Rosati, altro suo grande estimatore.

A Chieti invece sei sempre tornato raramente. <Ci sono capitato spesso in passato, conservo ancora diversi amici, come Pinuccio (Lazzari n.d.a.) o compagni come Lancioni. Poi sai come vanno le cose, i rapporti inevitabilmente si allentano un po’. Ma il pensiero per l’amico rimane sempre, anche se non ci si vede. E ti resta nel cuore il ricordo dolcissimo di una città e di una squadra dove hai trascorso una bella stagione della tua vita e della tua carriera di calciatore>.

Tutto torna. Mai sconfitto, come a Chieti, nelle date che hanno scandito i passaggi-chiave del suo cammino. L’esordio in serie B, traguardo tanto atteso, con la maglia dell’Arezzo nel 1971-72 il:

26 settembre 1971 Catania-Arezzo 1-1

Catania: Rado; Strucchi, Bernardis; Biondi, Spano, Montanari; Francesconi, Fogli, Baisi, Pereni, Bonfanti. All. Calvarese/Valsecchi

Arezzo: Grandini; Beatrice, Vergani; Camozzi, Tonani, Bianchini; Galuppi, Pupo, Benvenuto, Farina, Incerti. All. Ballacci

Arbitro: Porcelli di Lodi

Reti: Incerti, Bonfanti

“Primo gol cadetto” il:

23 gennaio 1972 Arezzo-Monza 3-0

Arezzo: Moriggi; Beatrice, Vergani; Camozzi, Tonani, Parolini; Bianchini, Barlassina, Graziani, Farina, Incerti. All. Ballacci

Monza: Cazzaniga; Viganò, Lievore; Fontana, Trebbi, Caremi; Bertogna, Pepe, Perego, Dehò, Sanseverino. All. Viviani

Arbitro: Lattanzi di Roma

Reti: Graziani, Barlassina, Bianchini

Da Arezzo, ritorno nelle Marche, ad Ascoli sotto la guida di Carletto Mazzone. Poi rientro alla base: quella San Benedetto che aveva assistito ai suoi primi passi di calciatore.

L’ultima presenza in serie B con la maglia della Sambenedettese, nel 1975, anno della chiusura della carriera.

25 maggio 1975 Samb-Genoa 2-1

Sambenedettese: Martina; Romani, Catto; Daleno, Anzuini, Berta; Ripa, Bianchini (st 21’ Marini), Chimenti, Simonato, Basilico. All. Bergamasco

Genoa: Girardi; Mutti, Rossetti; Arcoleo, Rossi, Mendoza; Rizzo, Bittolo, Pruzzo, Bergamaschi (83’ Perotti), Chiappara. All. Simoni

Arbitro: Bergamo di Livorno

Reti: Basilico, Chimenti, Pruzzo

Può apparire incredibile che uno lasci a soli 29 anni, nel pieno della maturità psicofisica e tecnica. Perché? <C’è una ragione molto semplice. Mi trascinavo grandissimi problemi ai legamenti e il responso del professor Perugia in occasione dell’ennesima visita mi spaventò: “Se continui a giocare, quando sarai avanti con l’età, zoppicherai…”. Perciò decisi di chiudere con il calcio e pensai la mia nuova vita in una farmacia, non più su un campo>.

Come nasce l’idea di prendere quella facoltà universitaria? <E’ stato un suggerimento di mia sorella Bianca. A Salerno ne aveva sentito parlare come di un corso di studi che offriva buone possibilità una volta conseguita la laurea. Mi disse di provare e seguii il consiglio. Dopo la maturità scientifica al liceo di Penne mi iscrissi a Farmacia all’Università di Firenze perché allora giocavo nell’Arezzo. Dopo il trasferimento ad Ascoli, diventò più comodo frequentare i corsi a Camerino dove infatti mi sono laureato>.

Sei sempre riuscito a conciliare studio e calcio? <Sì e no a seconda degli allenatori che ho avuto. Ad Ascoli Mazzone, per esempio, ci controllava molto e non gradiva il giocatore impegnato sui libri. Bergamasco a San Benedetto lo consentiva, era tollerante, anzi si informava. Caratteri e modi diversi di gestire il rapporto>.

Giancarlo Bianchini, abbiamo già sottolineato, lavora ancora nella sua farmacia a Penne. Basta calcio? <Sì basta. Frequento gli amici che se ne occupano qui a Penne ma nulla di più, niente impegni né coinvolgimenti>.

Tutto torna. Nessuna distrazione sentimentale (o puramente estetica) nel suo girovagare di calciatore. Ha sposato la ragazza conosciuta in gioventù. <Si chiama Giuseppina, è qui di Penne>. Giancarlo è una persona che sa di aver realizzato ogni suo progetto nella vita: in campo e nella successiva scelta professionale. Risultati mai facili da ottenere.



1969 Giornalisti teatini e giocatori neroverdi posano per la foto ricordo in occasione di una simpatica ”amichevole” di pallacanestro sul campetto della Villa Comunale. In piedi da sinistra: Palma, Crippa, Di Tizio, Bianchini, Zappacosta, Carlucci, Perrotti. In basso: Angelini (fotoreporter), Badiani, Masiello, Giardino, De Liberato 

 

<Mi fai un favore?>. <Prego >. <Voglio mandare un grandissimo saluto ai tifosi del Chieti. Auguro loro, adesso che la squadra è tornata in una categoria più adeguata al suo blasone, le più belle soddisfazioni>.

 


Un bel primo piano di Giancarlo Bianchini in maglia neroverde