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Categoria: Ritratto d'autore
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Una formazione del Chieti 1969-70. In piedi da sinistra: Ciravegna, Tarquini, Gramoglia, Giovanardi, Campagnola, Rama. Accosciati da sinistra: Paradiso, De Pedri, Scarpa, Lancioni, Cassin

(di Franco Zappacosta)

Nel 2014 ho pubblicato il libro “Tom e un miracolo neroverde”, la narrazione del campionato di serie C 1963-64. A cinquanta anni esatti da quella stagione conclusasi con il secondo posto alle spalle del Trani promosso in serie B ritenni utile far conoscere ai giovani tifosi il romanzo di un’avventura lunga nove mesi, piena di momenti epici e drammatici e farla rivivere agli sportivi che ne furono spettatori. Con il passare del tempo questo emozionante capitolo di storia neroverde ha assunto l’aura del mito e forse per tale ragione se ne parla ancora come se si raccontasse un sogno.

Negli scorsi giorni sul sito ho notato una fioritura di commenti e considerazioni sulle vicende del Chieti 1963-64 allenato da Tom Rosati, contenenti (purtroppo) non poche inesattezze. Il mio libro aiuterebbe a rettificare le imprecisioni perché contiene, oltre a bellissime foto d’epoca, i tabellini di tutte le partite di ciascuna giornata delle 34 in calendario; i commenti dei giocatori neroverdi Feliciano Orazi, William Martegiani, Costantino Paradiso, Franco Rosati, Giovanni Dondi, Enrico Alberti, Vittorio Di Luzio, Lino Ghirardello; di due rossoblù aquilani: Claudio Carboncini e Luciano Bonfada, entrambi in campo nell’infausta domenica del 12 aprile 1964 (Carboncini era stato ceduto in prestito, del Chieti in seguito fu anche capitano, mentre Bonfada mise a segno il gol del successo aquilano). Non mancano anche le interviste a giocatori del Trani: il portiere Domenico Lamia Caputo, il difensore Giuseppe Pappalettera, il centrocampista Giovanni Guardavaccaro, il terzino Alberto Crivellenti, il mediano Alberto Bazzarini, “cervello” della formazione biancazzurra allenata da Gigi Marsico, ex tecnico neroverde di fine Anni 60. E inoltre: le “rose” di tutte le 18 squadre, le amichevoli pre-campionato, dati statistici. Credo di aver fatto un lavoro completo.

Mi restano pochissime copie del libro. Chi è interessato può prendere contatto con il sottoscritto per averne una (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Ricordando che nel frattempo ci hanno lasciati anche Enrico Alberti e Lino Ghirardello (dopo Otello Milan e Alfio Riti, Luigi Catini e Giannino Trapella, Roberto Palma, Aldo Fontana e Giancarlo Rodolfi), sul sito uno dei nomi più gettonati, nel dibattito dipanatosi sul 1963-64, è stato quello di Costantino Paradiso.


In piedi da sinistra: Trapella, Alberti, Riti, Orazi, Ghirardello, Palma, Di Luzio, Franco Rosati, Tom Rosati. Accosciati da sin: Rodolfi, Martegiani, Dondi, Milan, Paradiso, il massaggiatore Apolloni

 

Costantino il 24 febbraio ha compiuto 75 anni, vive a Ostia, sta bene, di solito trascorre le giornate così: <Vado al supermercato a fare la spesa con mia moglie Anna e nel pomeriggio passo un paio d’ore ai giardini con il mio cagnolino>. La sera <soprattutto partite in tv>.

Quando tornò a Chieti il 5 dicembre 2014 in occasione della presentazione del libro il pubblico presente nella sala dell’Amministrazione Provinciale lo accolse con un lungo scrosciante applauso. Nessuno a Chieti l’ha dimenticato. <Mi fa piacere che i tifosi mi ricordino, il Chieti è l’unica squadra che ho nel cuore>.

Paradiso si presentò agli sportivi teatini il pomeriggio di domenica 1 settembre 1963 in occasione dell’amichevole Chieti-Mezzanotte Pescara (8-1). Il piccolo attaccante, calzettoni arrotolati appena sopra la caviglia, scuro, capace d’irridere l’avversario con i suoi guizzi imprendibili, fatti di finte e ricami, colpì tutti gli spettatori. Noi tra questi, seduti nella bella gradinata della Civitella inondata dal sole.

Quell’anno Costantino collezionò 30 presenze segnando 7 gol. Il primo contro la Salernitana (1-1) il 24 novembre 1963 (decima giornata).

Chieti: Milan; Rosati II, Rodolfi; Riti, Ghirardello, Alberti; Paradiso,Trapella, Orazi, Palma, Di Luzio.

Salernitana: Rossi; Fermi, Vergassola; Voltolina, Scarnicci, Rodaro; Adduci, Nastri, Visentin, Mastroianni, Nedi

Arbitro: Cantalupo di San Donà di Piave

Reti: st 12’ Paradiso, 33’ Nastri


Una formazione neroverde. In piedi da sin: Martegiani, Riti, Orazi, Trapella, Ghirardello, Franco Rosati. Accosciati: il massaggiatore Apolloni, Paradiso, Fontana, Dondi, Milan, Angeloni

 

Nella nostra mente restano però impresse le reti messe a segno alla Civitella contro la Del Duca Ascoli e la Sambenedettese, furono autentici capolavori.

15 dicembre 1963 Chieti-Del Duca Ascoli 1-0

Chieti: Milan; Rosati II, Dondi; Riti, Ghirardello, Alberti; Paradiso, Martegiani, Orazi, Trapella, Di Luzio

Del Duca Ascoli: Colombo; Rossetti, Capelli; Mazzone, Bigoni, Tomassoni; Nichele, Beccaccioli, Ghelli, Pinna, Cavazzoni

Arbitro: Gandiolo di Alessandria

Rete: st 17’ Paradiso


Così il Messaggero il 17 dicembre 1963 celebrò la grande vittoria sulla Del Duca Ascoli firmata da Paradiso

 

5 aprile 1964 Chieti-Sambenedettese 1-0

Chieti: Milan; Rosati II, Dondi; Riti, Ghirardello, Alberti; Paradiso, Palma, Orazi, Martegiani, Trapella

Sambenedettese: Bandini; Beni, Nicchi; Pagani, Napoleoni, Jannarilli; Merlo, Vicino, Olivieri, Buratti, Minto

Arbitro: Motta di Monza

Rete: st 8’ Paradiso Note: st 37’ espulso Palma

Ricordi? <E come no! Contro l’Ascoli pioveva, ho scartato anche il portiere e ho segnato a porta vuota>. Sull’altro gol le cronache raccontarono: <Tre difensori sambenedettesi inseguono vanamente il pallone che sta per entrare in rete. Il realizzatore Paradiso esegue capriole in segno di giubilo>.

Queste le altre sue “firme”:

Maceratese-Chieti 0-1 23 febbraio 1964

Salernitana-Chieti 0-2 29 marzo 1964 (campo neutro di Foggia). L’altra rete di Palma

Tevere Roma-Chieti 4-1 17 aprile 1964

Trani-Chieti 1-1 24 maggio 1964

In seguito tornò ad indossare la maglia neroverde in due circostanze ma nulla fu come prima. <Angelini mi diede all’Internapoli e si trattò di un’esperienza del tutto negativa. Squadra composta da giocatori vecchi, finiti, sistemazione pessima, venivo trattato come uno scaricatore di porto. Un anno allucinante. Per fortuna rientrai al Chieti però la situazione era cambiata: via Tom e tutti i compagni di allora, i risultati non furono gli stessi. Storia identica nel ’69, altro ritorno a Chieti dopo essere stato in giro ad Avellino, dove mi aveva rivoluto Rosati, e Jesi>.


26 ottobre 1969 Chieti-Pescara 2-0. Nella foto in piedi da sinistra: l’allenatore Aroldo Collesi, Palma, Rama, Campagnola, Bacchi, Giovanardi, Gramoglia, il presidente Guido Angelini Accosciati da sinistra: Cassin, Zini, Lancioni, De Pedri, Paradiso

L’annata 1963-64 resta dunque quella dell’abbondanza e della qualità.

<Avevo 19 anni, volevo spaccare il mondo. Venivo da un’infanzia molto povera, il pensiero quotidiano a casa mia era quello di mettere a tavola qualcosa almeno una volta al giorno. Ragazzo di borgata, ero cresciuto in un campo profughi mica ai Parioli. Spesso si andava a rubare qualcosa ai contadini in via Casilina, nella zona di Centocelle. Grazie al cielo mi notò un osservatore della Roma e venni tesserato per il settore giovanile. Quando finii in prestito al Chieti, il presidente Angelini mi fece firmare un contratto da trentamila lire al mese, più vitto e alloggio. Mi sembrò di essere diventato ricco. Il giorno in cui presi il primo stipendio e vidi quelle diecimila lire, che erano allora quei fogli grandi, larghi, provai una felicità immensa. Il presidente, anche se fece un affare con l’Internapoli contro i miei interessi, l’ho sempre considerato un padre, come Tom era un fratello maggiore. Perciò in quella stagione diedi tutto, si sfiorò la promozione. Segnai anche a Trani, all’ultima giornata, ma loro pareggiarono sugli sviluppi di un calcio d’angolo che non c’era. A fine campionato i giornalisti mi votarono come il miglior giovane della serie C>.

A Chieti la gente ti vuole ancora bene. <La città mi dimostrò subito tanto affetto, perciò in campo davo la vita. Era disposto a morire pur di ricambiare il calore e l’attaccamento dei tifosi. Le altre mie esperienze non mi hanno mai dato la gioia conosciuta giocando nel Chieti>.

Adesso siamo nel campionato regionale di Eccellenza. <Perciò il lunedì non trovo mai notizie sulla partita del Chieti, l’unico amore della mia vita di calciatore>.

Ci sarebbe Internet. <Figurati, io non uso nemmeno il cellulare. Il mio lo tiene mia moglie che mi passa le chiamate. Adesso come va la squadra?>.

E’ prima, ha un vantaggio di sette punti sulla seconda a tre partite dalla fine. <Il margine è ampio, ma quando vedi il traguardo davanti, ormai a portata di mano, ti prende l’ansia e bisogna stare attenti. Quindi massima attenzione e non abbassare il livello della concentrazione. Chi indossa la maglia neroverde deve avere una maturità e una professionalità superiore a quella degli altri, oltre alle qualità tecniche, s’intende>.

La speranza è di essere promossi in serie D. <Almeno quella… Avessi soldi farei io il presidente per riportare in alto la squadra >.

Un messaggio ai fan del Chieti. <Li saluto con tutto il cuore, sarò sempre un grande tifoso neroverde. E se l’obiettivo sarà centrato, chissà, alla partita della festa verrò anch’io>.