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Categoria: Le interviste
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Ha arruolato ben 5 ex neroverdi, ma solo due potranno essere in campo. Se infatti Davide Comparelli è infortunato e Andrea Iommetti ha da poco appeso gli scarpini al chiodo, tra le fila della Flacco Porto, prossimo avversario del Chieti, ci sono anche Salvatore Falso e Giacomo Calderaro senza contare Pierfrancesco D’Incecco, in neroverde nella stagione 2015-2016. Della partita sarà anche Andrea Giannini, arrivato nel nuovo Chieti di Trevisan fin dalla prima ora e finito nella diaspora che ha coinvolto la rosa dello scorso anno nella sua quasi totalità. Centrale difensivo classe 1997 nativo di San Benedetto del Tronto, Giannini mantiene comunque un legame con la nostra Città dove frequenta i corsi per diventare fisioterapista, con l’obiettivo di rimanere nel mondo dello sport anche quando smetterà di fare a sportellate con gli avversari di turno.

Sei stato due anni a Chieti, che ricordi hai?

«Ho dei bellissimi ricordi. Grazie a quest'esperienza, ho conosciuto persone fantastiche, sia compagni di squadra ma anche persone facenti parte del corpo staff e tifoseria».

Come sei arrivato a Chieti?

«Tramite il mister Gabriele Aielli. Lui 3 anni fa allenava la rappresentativa juniores d'Abruzzo e mi ha conosciuto in quell'occasione».

Qual è stato il giorno più bello di quelli trascorsi in neroverde?

«Sicuramente la vittoria del campionato di Promozione che è stata una gioia indescrivibile».

E quelli peggiori?

«Non si può parlare di giorni peggiori perché anche quello che è successo l'anno scorso fa parte del gioco e bisogna prenderla come un'ulteriore esperienza per crescere».

Sei arrivato alla Flacco insieme ad altri ex Chieti come Iommetti, Comparelli e Calderaro. La vostra è stata una decisione presa insieme o avete seguito percorsi indipendenti?

«Sono state scelte indipendenti. Una piacevole coincidenza».

Vi ritrovate a parlare spesso di quella esperienza?

«Si, ogni tanto fa piacere rispolverare "vecchi" ricordi e aneddoti».

Qual è la cosa che ti rimane di più personalmente di quella esperienza, della Città e della tifoseria?

«La cosa che non potrò mai dimenticare sono i tifosi che, nonostante le difficoltà, ci hanno sempre sostenuto. Ogni volta che uscivamo dagli spogliatoi, c’era sempre qualcuno ad aspettare per incoraggiarti e darti una pacca sulla spalla».

Anche se della precedente stagione non sono rimasti che pochissimi, chi ricordi di più e con chi sei rimasto in contatto?

«Ricordo in particolare Ricci, uno che in campo, oltre alla sua bravura, mette l’orgoglio per la propria maglia».

Ora come ti trovi alla Flacco Porto?

«Mi trovo molto bene. Mi sono trovato subito a mio agio nel nuovo ambiente soprattutto, grazie all'aiuto dei compagni, dello staff tecnico ma anche della società che non mi ha mai fatto mancare nulla».

Pensi che la vostra attuale posizione di classifica rispecchi il vostro valore o pensi che vi manchi qualche punto?

«Penso che se abbiamo questi punti vuol dire che li meritiamo. Sappiamo che abbiamo margini di miglioramento essendo la maggior parte giovanissimi, ma per lo stesso motivo sappiamo che possiamo andare incontro a difficoltà. L'importante è non mollare e sono sicuro che a fine anno ci toglieremo qualche bella soddisfazione».

Come giudichi questo campionato di Eccellenza rispetto a quello precedente?

«Penso che quest'anno il livello si sia uniformato. Non esiste una squadra ammazza-campionato perché, come si è visto in queste prime 13 partite, qualsiasi squadra può vincere o perdere ovunque».

Quale è la squadra che ti ha sorpreso e quella che ti ha invece deluso e perché?

«Ovviamente il Chieti, ha formato un organico di tutto rispetto e sarà dura per chiunque dargli filo da torcere. Un'altra squadra che mi ha colpito è il Nereto, anche se non si sta esprimendo al massimo delle sue potenzialità. Invece mi ha deluso il Martinsicuro perché, conoscendo chi ne fa parte, non mi aspettavo questa posizione in classifica».

Come arrivate alla gara con il Chieti? Che idea ti sei fatto sulla tua ex squadra?

«Arriviamo determinati e carichi alla sfida con una delle squadre più forti contro cui abbia mai giocato personalmente, sapendo che sarà molto difficile, ma non impossibile metterlo in difficoltà, se riusciamo a mantenere la voglia e lo spirito delle ultime gare».

Quali sono i giocatori che conosci e temi di più?

«Come già detto. il Chieti ha formato un organico importante perciò è dura dire quali giocatori sono più pericolosi rispetto ad altri: sono tutti pericolosi».

La classifica è corta soprattutto in vetta. Quale squadra credi che si giocherò la vittoria del campionato fino all’ultimo?

«Come già detto, oltre al Chieti (per forza e qualità dell'organico) e Nereto, un'altra squadra che può ambire alla vetta è lo Spoltore».

Quali saranno le tue sensazioni quando ti ritroverai di fronte le maglie neroverdi?

«Non saprei, queste cose non si programmano. Solo a fine gara saprò rispondere a questa domanda».

Grazie Andrea, per la tua disponibilità e un in bocca al lupo, non solo per la tua carriera da calciatore!

«Grazie a te! In bocca al lupo anche a voi: spero riusciate nel vostro obiettivo di riportare il Chieti dove merita!»