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Categoria: Le interviste
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In vista della sfida di domenica al Guido Angelini contro l’Alba Adriatica abbiamo avuto il piacere di sentire il parere di Massimo Valà, attuale Direttore Generale dei teramani.
Per i tifosi neroverdi che hanno superato gli “anta” Valà rievoca tantissimi ricordi: da giocatore Massimo vestì la maglia neroverde dal 1985 al 1988, un triennio dolce amaro che vide prima la sconfitta nello spareggio di Latina, l’anno seguente la vittoria del campionato di Interregionale e per ultimo un ottimo quinto posto in serie C2.
Valà era il centro mediano metodista (così si chiamava all’epoca) di quella squadra: numero 4 sulla schiena (nell’ultima stagione in C2 Giammarinaro lo schierava a n.8), fisico possente, buona visione di gioco, ottimo piede e grande feeling con il goal. Nella stagione 1985-86 ne realizzò addirittura 14, per un centrocampista roba da fantacalcio: prima dell’avvento di Carmelo Genovasi le punizioni e i calci di rigore erano materia sua.

 

Massimo, apriamo l’album dei ricordi e torniamo per qualche istante ad oltre 30 anni fa. Qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando al triennio passato in neroverde?
Sono stati tre anni spettacolari, bellissimi, ricchi di soddisfazioni personali e di squadra: ricordo con tantissimo affetto la città ed i tifosi ed ogni volta che sono invitato in qualche trasmissione televisiva torno sempre con molto piacere. Il primo anno segnai tantissimo, non undici come i tabellini di un tempo indicano erroneamente, ma quattordici reti in campionato.


Sarà una forte emozione rimettere piede all’Angelini…
Assolutamente, sono tornato anche l’anno scorso ma sarà di nuovo un’emozione forte, e poi mi fa piacere rivedere tanta gente che conosco da anni.

 

Domenica, da avversario, ritroverai un certo Stefano Sgherri. Ci sono compagni di quel Chieti con i quali hai ancora modo di intrattenere rapporti?
Devo essere sincero, purtroppo non tanti: le cose della vita, la famiglia, i figli ti allontanano.
Con Stefano mi sono sentito diverse volte l’anno scorso e nel frangente in cui è stato allenatore a San Salvo ho avuto anche il piacere di ritrovarlo da avversario. Un altro con il quale ho ancora buoni rapporti è Beppe De Amicis che è di Torano: attualmente è diventato un cuoco specializzato e ha aperto un ristorante molto “in” a Torano nuovo.

L’abbraccio tra Valà e Sgherri prima del match Alba Adriatica – San Salvo del 01.01.2017

 

Si narrano di alcuni tuoi scherzi leggendari nello spogliatoio di quei tempi, ti veniva naturale
tenere su il morale della truppa. Ti va di raccontarne qualcuno?
(…ride) Ne avrei a centinaia! Te ne racconto uno: un giorno Domenico Marangi si presentò all’allenamento con l’auto nuova presa a rate, una Fiat Croma fiammante che all’epoca era una signora auto, e la parcheggiò all’interno del recinto dello stadio. Durante l’allenamento chiesi al mister di andare un attimo in bagno e, senza dire nulla a nessuno, andai negli spogliatoi a rubare le chiavi della macchina di Mimmo e la nascosi dentro un magazzino che c’era all’epoca sul lato ovest del recinto.
A fine allenamento chiamai Assetta e Canzanese e ci sistemammo sopra i gradoni della tribuna a goderci la scena: quando si accorse che non c’era più la macchina Mimmo fu talmente preso dal panico che svenne! Diciamo che lo scherzo era andato un po’ oltre…Quando rinvenne cercai di fargli capire che l’auto non era stata rubata ma forse qualcuno glie l’aveva nascosta e con l’aiuto degli altri miei compagni, ignari dell’accaduto, con enorme sospiro di sollievo la trovò. Quell’anno mister Orazi ci permetteva tanto come gruppo ed era più facile fare delle burle.

 

Chi ti parla è particolamente legato alla tua persona, fosti tu il primo giocatore del Chieti che vide andare in gol con i propri occhi il 3 novembre 1985 in Chieti-Vasto 82.
Vincemmo 1-0, segnai io su rigore, rigore che mi ero procurato io stesso: ricordo un lancio millimetrico del povero Corrado Roma, stoppai la palla e appena entrato in area di rigore dal vertice alto di destra fui messo a terra da un difensore avversario.
Rigore potente e preciso alla destra del portiere, 1-0!

 

Chiudiamo l’album dei ricordi e veniamo alla sfida di domenica: l’Alba negli ultimi anni sta facendo molto bene grazie alla tua presenza e a quella di una dirigenza molto valida.
Sono diversi anni che lavoro come Direttore Generale per i rossoverdi, è una società seria che non fa voli pindarici e, non avendo enormi disponibilità economiche, è conscia di dover lavorare bene con i giovani. Due anni fa abbiamo perso la finale playoff contro il Francavilla, l’anno scorso conseguito una tranquilla salvezza e quest’anno per ora le cose vanno molto bene. Ad aprile scorso ci siamo laureati campioni regionali a livello Juniores ed insieme alla società abbiamo pensato che questa stagione, per dare merito ai ragazzi che hanno portato a termine l’impresa, avremmo inserito gran parte di loro in prima squadra. Escludendo infatti Sacchetti, Miani ed il portiere che è un classe 1997, abbiamo una squadra composta quasi esclusivamente da fuoriquota nati nel 1998-1999-2000 e 2001. I ragazzi giocano alla grande e grazie soprattutto alle qualità di mister Domenico Izzotti, tecnico preparatissimo e specializzatosi nei settori giovanili, si è creata la giusta alchimia. Conosco Domenico da una vita, giocavamo insieme a 14 anni nelle giovanili del Teramo, lo ritengo l’uomo giusto al posto giusto: ma gestire una squadra molto giovane, si sa, non è mai facile, bisogna che la società gli stia molto vicino soprattutto nei momenti di difficoltà semmai ce ne saranno.

 

Rispetto alle aspettative di inizio campionato dove si trova oggi l’Alba Adriatica?
Non ci poniamo limiti, sappiamo che in una squadra giovane l’entusiasmo genera entusiasmo ma basta poco per cambiare la rotta. Siamo in una buona posizione di classifica e, a dirla tutta, dovremmo essere anche più in alto: ripensando alle gare con Flacco Porto e Sambuceto e ad alcune decisioni arbitrali dubbie il rammarico aumenta.

 

La difesa del Chieti si troverà di fronte lo “spauracchio” Simone Miani che da avversario spesso e volentieri ha realizzato il gol dell’ex. Valà quale calciatore toglierebbe al Chieti?
Tutta la squadra! I neroverdi hanno una struttura molto solida condita da individualità di spicco: a me piace molto Miccichè, poi c’è Eugenio (Calvarese ndr) che conosco molto bene visto che era da noi, ma tutta la rosa ha qualità eccelse. Non riesco ancora a spiegarmi le difficoltà di inizio stagione, ora con il nuovo mister sembra che le cose siano tornate a posto.

 

L’anno scorso alla prima giornata l’Alba passeggiò sulle ceneri di un Chieti mai sorto vincendo 3-0 all’Angelini. Domenica che tipo di partita ti aspetti?
Ce la giocheremo a viso aperto con le nostre armi, d’altronde non potremmo fare diversamente: con una squadra così giovane non è possibile pensare di amministrare o fare calcoli. Pensa che contro la Flacco eravamo avanti 2-0 ed il mister si sgolava per tenere bassa la squadra in quanto i ragazzi continuavano ad attaccare in sei o sette, rischiando di subire in contropiede. Il Chieti ovviamente sulla carta è favorito, ora c’è entusiasmo dopo la doppia vittoria di settimana scorsa, ma noi ci metteremo il cuore e il fiato e proveremo a giocare a modo nostro.



D’altronde è il bello del calcio, risultati scontati almeno in queste categorie non ce ne sono.
Esatto, sarà dura ma proveremo a ribaltare il pronostico.

 

Fino ad ora il campionato ha espresso i valori corretti? Quali sono le tue candidate alla vittoria finale?
In primis il Chieti, e lo dico non perché sto parlando con voi, ma è certamente la squadra più attrezzata: vedere una piazza con una tradizione, una città ed una tifoseria come quelle del Chieti giocare in Eccellenza, fa male.
Le altre sono le solite di cui si parla: Sambuceto, Torrese e Paterno, io ci metto dentro anche lo Spoltore di cui apprezzo molto il modo di giocare.

 

Grazie mille Massimo per la chiacchierata ed in bocca al lupo per il prosieguo di stagione.
Grazie a voi per avermi contattato e fatto rivivere episodi del passato, se organizzate qualche cena tra ex calciatori neroverdi contate pure su di me, non mancherò di certo!
Un abbraccio a tutti voi.