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Categoria: Il Chieti a casa di
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ISERNIA

Coordinate GPS: 41°35′49″N 14°14′07″E
Altitudine:  423 metri s.l.m.
Popolazione: 21.900 abitanti

                                                            (vista dall’alto di Isernia)

Isernia è il terzo centro del Molise per numero di abitanti dopo Campobasso e Termoli. Circondata dai monti del Matese a sud e delle Mainarde a nord,  sorge sul fianco di una collina che divide due corsi d'acqua di modeste dimensioni, il Gianocanense e il Gioviale (oggi volgarmente chiamati Carpino e Sordo) che confluiscono nel fiume Cavaliere, affluente del fiume Vandra a sua volta affluente del Volturno.
Isernia vanta origini antichissime: le prime tracce risalgono a un insediamento paleolitico, circa 700.000 anni fa. La radice del suo nome deriva dal termine aeser che vuol dire acqua, elemento fondamentale per il primo insediamento urbano.
Nel 263 a.C., Roma, fondò a Isernia una colonia latina. Con la caduta dell’impero romano Isernia venne distrutta nel 456 dai barbari e, nel IX secolo, subì le incursioni saracene. Successivamente fu dominata dai normanni e dagli svevi. Nel secolo XIII ad Isernia nacquero personaggi che svolsero un ruolo di primo piano sulla scena italiana ed europea, quali papa Celestino V e il giureconsulto Andrea D’Isernia.
La città passò dalle mani di numerose famiglie nobili quali gli Angiò, i Durazzo e gli Aragonesi fino a Diego D’Avalos il quale, nel 1698, vendette la città alla famiglia Costanzo.
Nel 1710 Cesare Michelangelo D’Avalos riscattò il feudo. Dal 1743 fino all’epoca della eversione della feudalità, Isernia fu città regia. Calamità naturali e guerre, nel corso dei secoli, hanno più volte sconvolto la città. Più che per ogni altro tragico evento, Isernia ha subito vittime a causa dei bombardamenti del settembre del 1943; gli anglo-americani rasero al suolo quasi un terzo dell’abitato e provocarono la morte d’un altissimo numero di persone. La tragedia valse alla cittadina la Medaglia d’oro al valor civile perchè “Sopportava con stoico coraggio numerosi e spaventosi bombardamenti aerei che distruggevano la maggior parte del centro abitato e uccidevano un terzo dei suoi abitanti, mai deflettendo dal suo eroico e dignitoso contegno verso lo straniero e dalla sua fede nella risurrezione della Patria.»
Nel 1957, dopo la divisione dell'Abruzzi e Molise, cominciò a prendere piede l'ipotesi dell'istituzione della provincia di Isernia. In realtà, questo non era il primo tentativo in tal senso: l'istituzione della provincia era stata promossa già nel 1810 da Gioacchino Murat, ma senza successo. Il Parlamento, però, rinviò qualsiasi decisione al riguardo. Il nuovo fallimento del processo di istituzione della provincia scatenò una protesta nella città, caratterizzata da cortei di operai e studenti; la protesta, poi, sfociò in una serie di rivolte cittadine, culminate con blocchi stradali e violenti scontri con le forze dell'ordine, con feriti ed arresti. Il 1957 e 1958 furono gli anni ricordati a Isernia come quelli 'della violenza sociale'.
Il 16 febbraio del 1970 il Parlamento sancì l'istituzione della nuova provincia che divenne operativa il 3 marzo 1970.


                                  COSA VEDERE IN CITTA’:
-la cattedrale: dedicata a San Pietro, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i cittadini di Isernia. Le sue origini sono antichissime; pare infatti sia stata innalzata sulle basi di un tempio pagano del III secolo a.c. di cui si conservano testimonianze quali il podio di età italica (ancora intatto), i sotterranei in cui venivano conservati gli ex voto pagani e il pavimento composto di grosse lastre di pietra. L'entrata del primo tempio era diametralmente opposta a quella attuale, sicché il foro romano non coincideva con l'odierna piazza Andrea d'Isernia, ma era sistemato nella parte opposta.
L'attuale aspetto interno della cattedrale è il risultato dei restauri ordinati dal vescovo Gennaro Saladino e dai suoi successori in seguito al terremoto del 26 luglio 1805 a partire dall'anno 1851. Lo spazio interno appare suddiviso in tre navate con quattro campate ciascuna da pilastri decorati.
La cupola, invece, mantiene ancora la sua originaria decorazione ad affresco, che ne copre interamente la calotta interna, realizzata nel 1927-1928 da Amedeo Trivisonno


-arco di S.Pietro: addossata alla fiancata sinistra della chiesa, sopra Corso Marcelli, vi è l'antica torre campanara, comunemente chiamata Arco di San Pietro per via del grande arco ogivale attraverso il quale passa il corso. L'attuale campanile, che sorge dove quattro secoli prima venne costruito il precedente, deve il suo aspetto ai restauri del 1456, voluti dal vescovo Giacomo Montaquila. Sulla sommità del campanile, l'unica parte della torre danneggiata durante il terremoto del 1805, vi sono le due campanelle che suonano le ore.
-la fontana Fraterna: detta anche fontana della Concezione, fontana delle Sette Cannelle o semplicemente Fraterna è un'elegante fonte pubblica, nonché simbolo, della città di Isernia.
Annoverata fra le più belle d'Italia, con sei getti d'acqua, dalle inusuali forme di un loggiato, realizzata con blocchi di pietra calcarea compatta, è una delle opere più significative e più importanti della città di Isernia.
Anticamente sorgeva in piazza Fraterna, di fronte alla chiesa della Concezione, ma dopo il bombardamento alleato del 1943 è situata in piazza Celestino V (ex largo Concezione), nel cuore del centro storico della città.
Curiosità: alla base della fontana sono presenti dei lastroni di pietra di incerta provenienza. Alcune di esse fanno dedurre che provengano da costruzioni di epoca romana di cui era ricca la città di Isernia, come la lastra in cui sono incise le lettere AE PONT che si dice appartenesse al monumento sepolcrale di Ponzio Pilato. Lo stesso, una volta tornato dalla Galilea, pare avesse avuto dimora fra l'Abruzzo e il Molise.
-l’acquedotto romano: è sito nel sottosuolo di Isernia ed è una delle opere di origine romana che meglio si conserva nella città; è infatti in funzione senza interruzione da oltre due millenni.

Nei dintorni segnaliamo:
-l’Eremo dei Santi Cosma e Damiano: sorge su una collina poco distante dall'abitato ed è intitolato ai due fratelli medici che subirono il martirio sotto Diocleziano. La Chiesa fu costruita sui ruderi di un tempio pagano molto antico, ma si hanno notizie della costruzione soltanto dal 1130. Questo tempio era dedicato al culto di Priapo, dio protettore della virilità. Con l'avvento del Cristianesimo, tale culto è continuato e non a caso furono scelti i due santi medici come titolari della nuova Chiesa.
Fino a qualche secolo fa facevano bella mostra o addirittura venivano portati in processione molti simboli fallici; la lanterna, di forma molto allungata, posta al di sopra del torrione, non è altro che un simbolo fallico. L'attuale struttura architettonica, con l'ampia scalinata d'accesso ed il porticato, risale al Cinquecento. Il tempio ha il soffitto a cassettoni, molti affreschi che illustrano la vita ed i miracoli dei due santi medici ed una raccolta di ex voto. Ci sono infine delle leggende sul culto dei due santi tramandati oralmente nella cultura isernina.

-il castello di Macchia d'Isernia sorge su una prima fortezza difensiva di epoca normanna. Fu residenza di Clementina, figlia di Ruggero II il Normanno re di Sicilia (1130-1154). L'edificio sorge nel cuore del centro storico di Macchia ( a circa 10 km da Isernia) dominando l'intera piazza principale. L'ingresso principale conserva ancora oggi l'innesto del ponte levatoio con sostegni lignei nella parte interna. Sul lato ovest si trova una torre quadrangolare decorata nella parte superiore da un rosone in laterizio. Secondo alcuni studiosi potrebbe trattarsi di un inserto di epoca rinascimentale. A seguito dei danni riportati dal sisma del 1984 il castello è stato interessato da lavori di consolidamento delle strutture murarie e rifacimento delle coperture. Attualmente l'edificio è di proprietà privata e si presenta in buono stato di conservazione.

Per qualsiasi approfondimento vi rimandiamo ai seguenti link:
http://www.iserniaturismo.it
http://www.moliseturismo.eu

                    

                               LA SQUADRA DI CALCIO:

Anno di fondazione: 1928
Campo di gioco: stadio Mario Lancellotta
colori sociali: bianco e celeste

Le origini del calcio isernino risalgono al 1928 con la prima partecipazione ufficiale al campionato di Terza Divisione Abruzzo - Molise 1927/1928, con il nome di S.S. Samnium Isernia.
Ben presto la denominazione verrà cambiata in Isernia. Nella stagione 1955/56 l'Isernia conquista la promozione al massimo campionato regionale, la Promozione Campania – Molise nella quale militerà per alcune stagioni prima di retrocedere nuovamente. Nel 1965/66 l'Isernia cambia denominazione in SS. Aesernia.
Nella stagione 1971/1972 l'Aesernia vince il campionato di I Categoria Campana e viene promossa nel campionato di Promozione Campana nella quale militerà fino alla stagione 1980/1981, al termine della quale viene ripescata nel Campionato Interregionale per completamento organici.
L'Aesernia milita nel Campionato Interregionale nelle successive 3 stagioni. Al termine della stagione 1983/1984 ottiene la prima storica promozione in Serie C2, dopo un avvincente testa a testa con il Cisterna, durato sino all'ultima giornata.
Dopo la salvezza ottenuta con un 13º posto, nella stagione seguente l'Aesernia retrocede in Interregionale.
Al termine della stagione 1986/87 viene decretato il fallimento dell'S.S. Aesernia. Contemporaneamente viene fondata una nuova società con la denominazione di Isernia '86. Con l'autonomia calcistica regionale del 1991/92 l'Isernia partecipa al primo campionato di Promozione Molisana. Al termine della stagione 1991/92 ottiene la promozione alla nuova Eccellenza Molisana. Nello stesso anno assume la denominazione di Polisportiva Isernia, con cui partecipa al campionato di Eccellenza Molisana per sei stagioni. Al termine della stagione 1997/1998 ottiene la promozione in Serie D.
L'allora Polisportiva Isernia venne fusa con l'Isernia Calcio Sport, altra associazione calcistica della città, militante in Eccellenza. La nuova società prese la denominazione di Isernia Football Club.
Dopo aver disputato 5 campionati di serie D nel girone H, l'Isernia approda nuovamente in serie C2, grazie alla vittoria del campionato nella stagione 2002-2003. Nello stesso anno partecipa alla poule scudetto insieme alle altre 8 squadre vincenti nei vari gironi della Serie D, perdendo in finale con la Cavese.
Nella stagione 2003/2004, nel girone B di serie C2, la squadra si salva sul campo piazzandosi 14º; tuttavia la società di proprietà di Antonino Pane fallisce, facendo svanire la possibilità di continuare l'avventura tra i professionisti. Nella stagione 2004/2005 Isernia rimane senza calcio: bisognerà infatti aspettare un anno, prima di rivedere una squadra nel capoluogo pentro.
Nel 2005 nasce l'ASD Isernia Pentra Sport che arriva seconda nel campionato di I categoria. Viene ripescata in Promozione dopo gli spareggi con le seconde classificate. Nella stagione 2006/2007 l'Isernia Pentra Sport si piazza quinta nel campionato di Promozione Regionale, perde i playoff in finale con la Frentana Larino, ma viene promossa comunque in Eccellenza grazie ad un ripescaggio.Nel 2009 retrocede in promozione regionale.
L'Isernia Pentra Sport chiuderà definitivamente la sua avventura al termine della stagione 2009/2010 piazzandosi 14° nel campionato di Promozione e retrocedendo in I categoria dopo la sconfitta nei playout contro la Domenico De Sisto.
Nel frattempo nel 2009 si costituisce l'ASD Real Isernia che partecipa al campionato di eccellenza e al termine della stagione 2010/11, dopo una lotta a tre con Turris S.Croce e Montenero, conquista il primo posto nell'ultima giornata di campionato e il ritorno in serie D a sette anni di distanza dalla sciagurata gestione di Antonino Pane.
Il 31 maggio 2011 viene lanciato il progetto di Azionariato Popolare "'Sernia Mea" per l’Isernia Calcio, fortemente voluto dal presidente Gianni Monfreda.
Il progetto era quello di fondare una nuova società a responsabilità limitata dilettantistica denominata "Isernia Football Club" da fondere con l’ASD Real Isernia per una migliore gestione amministrativa e la reale suddivisione in quote del capitale sociale.
Così nell’estate 2011 l'ASD Real Isernia cambia denominazione in ASD Isernia Football Club. Nella stagione 2011/2012 l'Isernia Footbal Club si piazza quinta nel girone F di serie D e partecipa ai play off, perdendo in semifinale con la Sambenedettese.  Dopo ulteriori cambi societari nel 2014 retrocede nuovamente in eccellenza, per tornare prontamente in serie D la stagione successiva vincendo anche la Coppa Italia di eccellenza molisana.

 

 

 

                                          LO STADIO
Lo stadio, inaugurato nel 1998, è ubicato nella zona nord della città e sostituisce il vecchio e storico impianto situato in centro e abbattuto per fare posto all'auditorium di Isernia. Il 15 novembre del 2008 è stato intitolato a Mario Lancellotta, già sindaco di Isernia distintosi oltre che come politico anche per una lunga e proficua attività dirigenziale nel mondo dello sport. 
E’ costituito da una tribuna coperta e da una gradinata “distinti” scoperta (una parte della quale destinata alla tifoseria ospite), non ci sono curve. Può contenere un massimo di 5.000 spettatori

(foto della tribuna)

Lo stadio si trova in contrada Le Piane e dista circa due ore di auto dall’antica e nobile. E’ raggiungibile tramite la A14 uscendo a Vasto Sud e proseguendo sulla SS.650 in direzione Trivento oppure uscendo a Val di Sangro e procedendo in direzione Roccascalegna-Borrello. Altra opzione (più corta ma senza autostrada) è salire da Sulmona-Roccaraso-Castel di Sangro.


(foto ingresso settore ospiti)

PRECEDENTI:

Sarà una prima assoluta in partite di campionato tra Isernia e Chieti; non abbiamo infatti dati a disposizione che ci testimoniano di incontri precedenti a quello di domenica prossima, a parte una amichevole precampionato disputata nell’estate del 2001 che vide i neroverdi imporsi 2-0 con reti di Porro e Pignotti.
Per ora il ruolino di marcia del Chieti lontano dal Guido Angelini parla di un’unica vittoria ottenuta proprio in terra molisana (4-0 a Campobasso); non possiamo che sperare in un responso simile!

 

                                               TIFOSI

Il gruppo principale è quello degli Cherokee, costituitosi nel 1994 e ancora oggi costituiscono lo zoccolo duro della tifoseria biancoazzurra insieme al gruppo Squilibrati.
I molisani vantano amicizie con le tifoserie di Manfredonia e Terracina e fortissime rivalità con Campobasso, Cassino, Pro Vasto, Termoli e Venafro.
I colori e il nome non possono certamente generare simpatia nella tifoseria neroverde.