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Categoria: Il Chieti a casa di
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PESARO

Coordinate GPS: 43°54′36.54″N - 12°54′47.88″E
Altitudine:  11 metri s.l.m.
Popolazione: 94.600 abitanti


(un suggestivo scorcio della Rocca Costanza)

La città di Pesaro,capoluogo con Urbino della nuova provincia di Pesaro e Urbino, è il secondo comune per popolazione delle Marche dopo Ancona.
Affacciata sul mare e attraversata dal fiume Foglia, Pesaro è un centro balneare e industriale situato tra due colline costiere: il San Bartolo e l'Ardizio.Il suo centro storico è ricco di monumenti, specie del periodo rinascimentale.
Secondo alcuni studiosi il nome della città, in latino Pisaurum, deriverebbe dal vecchio nome del fiume Foglia (Pisaurus); secondo un’altra tesi più “tradizionale” invece si pensa che il nome della città sia derivato dal fatto che, in epoca romana, nella città, Furio Camillo, vinti i Galli, abbia pesato l'oro (e da qui Pesaro) che gli stessi avevano trafugato da Roma.
Certo è che nel territorio circostante, si trovasse uno dei più importanti ed antichi insediamenti piceni delle Marche: il villaggio di Novilara. Questo insediamento era tra i pochi posti, insieme a Numana ed Ancona, nei pressi del mare e quindi di grande importanza strategica.
Pesaro subì l’egemonia romana, longobarda e della Chiesa; nel Rinascimento la città vide una successione di signorie: i Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512) il cui dominio fu interrotto da Cesare Borgia dal 1500 al 1503 ed in seguito consegnata da papa Giulio II ai Della Rovere (1513-1631) con i quali era imparentato. Il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio dei Della Rovere, che avevano scelto Pesaro come sede centrale del loro Ducato. Nei primi anni del loro governo in città fu iniziata la costruzione di nuovi palazzi pubblici e privati e di una nuova e più sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini attacchi provenienti dal mare.
Alla morte di Francesco Maria II Della Rovere nel 1631, il Ducato tornò sotto dominio papale che fece Pesaro sede cardinalizia. L'11 settembre 1860 fu occupata dal generale Enrico Cialdini e fu annessa allo Stato italiano.
Pesaro può vantare la medaglia d’argento al merito civile “per il coraggio e lo spirito di solidarietà dimostrati dai propri cittadini nella ricostruzione, successiva ai violentissimi bombardamenti subiti durante le seconda guerra mondiale”.
Pesaro è inoltre la città natale del compositore Gioacchino Rossini, di cui è visitabile la casa-museo ed al quale sono intitolati un frequentatissimo conservatorio e l'omonimo teatro; dal 1980 vi si svolge tutte le estati il Rossini Opera Festival che richiama appassionati della lirica da tutto il mondo.


 

                                  COSA VEDERE IN CITTA’:

-Rocca Costanza, sita in piazza Matteotti; costituisce la più importante opera di fortificazione della città. Il progetto fu iniziato dall’ingegnere Giorgio Marchesi da Settignano nel 1479 per volere dei Borgia e concluso nel 1503. E’ aperta e visitabile soltanto in occasione di particolari aventi culturali (si possono richiedere info sui periodi di apertura visita al seguente indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
-Casa Rossini è il museo dedicato al grande compositore, situato al numero 34 di via Rossini nella palazzina dove l'artista nacque nel 1792. All'interno del museo si può apprezzare una discreta quantità di materiale,  tra cui stampe e cimeli legati alla vita e alle opere del compositore, frutto di varie donazioni. Dal febbraio 1904 è stato dichiarato monumento nazionale.
-Palazzo Ducale (a pochi metri da casa Rossini), oggi sede della Prefettura, fu fatto erigere da Alessandro Sforza nella seconda metà del XV secolo. La facciata è costituita da un portico di sei arcate rette da pesanti pilastri a bozze e di un piano superiore con cinque finestre coronate di stemmi, festoni e putti. Il fianco destro (l'unico fianco visibile), ha l'arco terminale del portico gotico e, al piano superiore, due grandi finestre, simili a quelle frontali ma prive di coronamento.
-Piazza del Popolo: costituisce il centro della città, sulla quale si affacciano diversi palazzi, fra cui il Palazzo Ducale. Al centro della piazza è presente una suggestiva fontana ottagonale ornata di cavalli marini e di tritoni.
Pesaro è una città affascinante e ricca di spunti artistici di cui abbiamo riportato solo un brevissimo vademecum: consigliamo di dedicare alla trasferta un bel weekend in famiglia e di spendere alcune ore nella visita della bellissima Urbino (che dista circa 45 minuti dalla città costiera) il cui centro storico, dal 1988, è stato proclamato patrimonio mondiale dell’Unesco.
Di seguito alcuni link che vi saranno utili per approfondire le notizie testé riportate:                     
http://www.pesarocultura.it
http://www.turismo.pesarourbino.it
http://www.pesarourbino.com

                          LA SQUADRA DI CALCIO:

Anno di fondazione: 1898
Campo di gioco: stadio Tonino Benelli
colori sociali: bianco e rosso

Nata come polisportiva che si occupava degli sport più vari come il pallone col bracciale, il nuoto e l'atletica, la Vis Sauro Pesaro mutò il suo nome in Vis Pesaro nel 1906, grazie al sempre maggior successo riscosso dal calcio.
Il primo campionato calcistico fu disputato nel 1912 a livello regionale e la prima partita fu giocata contro l'Alma Juventus Fano e segnò la nascita della rivalità tra le due squadre, rivalità mai sopita e tutt’ora sentitissima.
Negli anni seguenti la Vis Pesaro militò in Serie D e Serie C alternando promozioni e retrocessioni tra le due serie.
Nella stagione 1968-1969 sfiorò la promozione in serie B, perdendo per 1-0 il derby decisivo contro la capolista Sambenedettese, che la precedeva di un punto in classifica. Di lì a poco arrivò un periodo di declino, che portò i biancorossi nei primi anni settanta alla retrocessione in serie D.
Nel 1984 la Vis perse lo spareggio con la Monturanese per la promozione in Interregionale: la partita si giocò al Dorico di Ancona e venne vinta dai biancoazzurri per 6-5 ai rigori.
Dopo anni bui il pubblico e l'interesse intorno ai biancorossi cominciò a crescere negli anni tra il 1986 ed il 1989, quando a Pesaro arrivò l'allenatore Walter Nicoletti che dalla serie D portò i biancorossi in C1, vincendo due campionati di fila.
Nelle file biancorosse giocavano giocatori del calibro di Marco NappiAndrea Tentoni e Renato Olive. Di nuovo retrocessione in C2 e nuova promozione nella stagione 1991-92 con al timone mister Guido Attardi.
Nel 1993 arriva il primo fallimento: nonostante la salvezza raggiunta in C1, la società venne esclusa dal campionato per inadempienze economiche e dovette ripartire dalla serie D.
Da quelle macerie rinacque la Vis Pesaro 1898 S.r.l. che nella stagione 1993-94 tornò in Serie C2 in maniera rocambolesca. Al Benelli di Pesaro arrivò la Fermana capolista per uno spareggio-promozione segnato da un giallo finale. Al 95' sullo 0-0 Montingelli, attaccante della Vis, con un colpo di mano alla Maradona non visto né dall'arbitro, né dal guardalinee  (ma rilevato bene poi da tutte le immagini TV) siglò il gol vittoria.. Questo risultato consentì alla Vis di salire a -1 dalla capolista Fermana e di superarla in classifica nell’ultima giornata di campionato.
Alla sesta stagione di C2, nel 2000, arrivò una nuova promozione in C1, con lo spareggio play-off disputato ad Arezzo contro il Rimini e con gol decisivo di Armando Ortoli, che ricordiamo bene in maglia neroverde.
Nel 2005 la Vis venne esclusa dal campionato per non aver presentato  documentazione relativa ai pagamenti, catapultando la società in promozione.
Nel 2005-2006 l'annata più buia che il calcio pesarese abbia mai conosciuto con la retrocessione in Prima Categoria; l'amministrazione comunale negò persino il campo di gioco alla società per i mancati pagamenti.
Seguirono estenuanti trattative per una fusione tra le macerie della Vis Pesaro e il Villa 95 oppure con il Real Montecchio (dolci ricordi!!!), ma queste ipotesi non andarono a buon fine. Venne così fondata una nuova società, attraverso l'acquisizione dei diritti di partecipazione al Campionato di Promozione dalla società dell'Usi Urbinelli.
Nell'estate del 2008, la Vis Pesaro si unisce al Villa Pesaro, squadra del quartiere di Villa Ceccolini , dando vita all’attuale nuova società: l'A.S.D. Vis Pesaro 1898. Nel 2011 il ritorno in serie D, nella quale milita per il quinto anno consecutivo dopo la retrocessione della passata stagione e il ripescaggio di un mesetto fa.

 

 

                                          LO STADIO
Lo stadio Tonino Benelli è entrato in funzione nel 1927, anno in cui la Vis Pesaro spostò il proprio campo da gioco dal precedente terreno di Baia Flaminia. Inizialmente lo stadio era anche concepito come velodromo, grazie alla presenza della pista che circonda tuttora il campo da gioco.
Le tribune sono dislocate su due lati. La “tribuna prato” è il settore destinato al tifo organizzato locale. Sul lato opposto sorge una tribuna, in parte scoperta, in parte coperta nella parte centrale, e in parte nuovamente scoperta ed assegnata ai tifosi ospiti. Non sono presenti settori dietro le porte ai lati corti del campo.
Nel marzo 2014 vengono effettuati i lavori di ristrutturazione nel settore tribuna prato che hanno comportato la rimozione delle reti tra campo e spalti, rendendo quindi il settore "senza barriere", secondo caso in Italia per la serie D dopo il campo sportivo comunale "Civitelle" di Agnone.
L’impianto è intitolato ad Antonio Benelli detto “Tonino”, il più piccolo dei 6 fratelli Benelli, motociclista più volte campione italiano scomparso a causa di un incidente stradale.
Può contenere un massimo di 4.000 spettatori ed il rettangolo di gioco misura metri 110x61.


(foto del settore ospiti)

Lo stadio dista due ore e trenta minuti di auto (circa 240 km) dall’antica e nobile ed è raggiungibile tramite A14 uscendo a Pesaro-Urbino e seguendo le indicazioni per Pesaro centro. L’ingresso del settore ospiti è situato in via Ferdinando Martini.

 

 

                                          

                                                  PRECEDENTI:
Il Chieti torna al Tonino Benelli dopo la scoppiettante vittoria dello scorso campionato; 4-3 il risultato finale con doppietta di Esposito e gol di Orlando e Brosio che regalò la vittoria ai neroverdi.
Escludendo lo scorso campionato, l’ultimo incrocio tra Vis Pesaro e Chieti in terra marchigiana è datato 21 novembre 2004 con vittoria dei biancorossi per 3-1. Al termine di quella stagione entrambe le squadre retrocessero; il Chieti fu subito ripescato in C1 ma la Vis non si iscrisse al campionato di serie D ripartendo dalla Promozione.
Nella stagione precedente (2003-2004) invece la Vis Pesaro fermò la rincorsa del Chieti verso i playoff. I neroverdi, reduci da sette vittorie su otto gare e dal roboante 5-0 casalingo all’Acireale, fecero visita ai cussini al Benelli il 18 aprile 2004 seguiti da circa 800 sostenitori.
I neroverdi cercarono in tutte le maniere di vincere quella partita ma furono inchiodati dai padroni di casa sull’1-1, pareggio che significò l’uscita virtuale del Chieti dalla lotta playoff.

 

 

 

                                               TIFOSI
In ambito ultras, il gruppo più longevo e più importante è quello degli Ultras Vis Boys ’79, il quale segue le partite delle maglie biancorosse dalla gradinata Prato.
Lo striscione casalingo ha come simbolo un teschio con basco rosso che tiene un pugnale tra i denti. Gli UVB espongono, in casa come in trasferta, uno striscione con scritto “Filippone nel cuore”, in memoria di uno storico tifoso vissino prematuramente scomparso (e non del mitico quartiere teatino!)
Gli Ultras sono affiancati da i ragazzi del Fronte del Porto, dall’Antico Baluardo e dal Next, una sigla che rappresenta un sottogruppo degli UVB.

I tifosi biancorossi vantano amicizie con Matera e Pistoiese; la rivalità più accesa è senza dubbio contro il Fano (visti i soli tredici chilometri che separano i due centri) ma i rapporti con tutte le squadre marchigiane, ad eccezione dell’Ascoli con cui c’è una forte amicizia, non sono idilliaci.
Nel novero delle rivalità accese citiamo anche il Rimini ed il Chieti.