10 Dic Curva Volpi: tifiamo per la maglia e non per voi
Si è tenuto oggi presso l’Hotel Iacone l’incontro tra gli ottantanove mai domi e la tifoseria neroverde. Oltre centocinquanta i tifosi presenti per analizzare l’assurda situazione societaria che il Chieti sta vivendo e per fare il punto sul presente e sul futuro.
L’incontro, organizzato dagli 89 mai domi, è iniziato con la lettura di un comunicato duro ma assolutamente condivisibile che ha ripercorso le tappe di una gestione umiliante per Chieti e per tutta la tifoseria. Frank Salvatore, leader degli 89, ha tenuto a specificare come la tifoseria sia stata prima illusa, poi derisa e in ultimo mortificata.
I passaggi sono tanti e tutti di grande importanza. L’inizio della gestione Altair e di come il tifoso sia stato travolto dal sogno dopo anni di delusioni. Di come a Chieti basti poco per riempire uno stadio e dell’errore anche di non aver capito fin da subito che fosse tutto un bluff. “Veniamo da un anno e mezzo di promesse e di prese per il culo. Siamo stati messi nel ridicolo da spettacolini con gente che veniva sotto la curva a fare spettacoli indecorosi (Urtis e Marini) e non abbiamo mai detto nulla per il bene del popolo ma adesso la misura è colma perché dopo tutto questo, e dopo che tutti ci hanno preso per il culo, siamo arrivati alle promesse non mantenute. La società ci sta umiliando. In passato abbiamo contestato per molto meno e soprattutto ci sta umiliando gente di Chieti. Possiamo capire chi viene da fuori a lucrare ma da gente di Chieti non lo possiamo accettare”.
Il leader degli 89 è poi tornato su come questa città sia un fuoco che si accende con un minimo di entusiasmo e lo dimostrano i soldi out e il clima che si respirava in città. Proprio questo è il punto che fa più male, quello di constatare come la città sia ancora viva e di quanta voglia ha di tornare a splendere.
Parole importanti anche sul settore giovanile che va assolutamente preservato come la prima squadra perché fonte non solo di talenti ma di futuri tifosi del Chieti. L’importanza di vedere bambini che a fine allenamento cantano “Forza Chieti” e l’importanza di non perdere ulteriori nuove generazioni.
L’invito è quello di restare uniti e compatti e soprattutto quello, da domenica, di sostenere la maglia e la città. Non ci saranno striscioni e stendardi neroverdi in curva perché questa società non li rappresenta.
Altro invito è per la trasferta di Ascoli che potrà vedere i tifosi della Volpi tornare dopo tre mesi in trasferta. La presenza in massa per dimostrare che Chieti c’è ed è viva nonostante tutto.
L’incontro si chiude con le domande del pubblico che trattano temi passati, presenti e futuri. C’è chi chiede se con la società ci sono stati più contatti a chi vuole ripartire dalla terza categoria con una società pulita. A chi chiede della situazione debitoria o ancora dell’interesse politico.
Tante domande, tante ansie, tanta paura ma soprattutto tanta rabbia mista a delusione. Ma la cosa più importante è che, nonostante tutto, la Chieti calcistica è viva e la curva Volpi il suo vanto!