Chieti FC 1922 – Recanatese 2-1, tre punti d’oro nel segno del sacrificio

Tanta voglia, un pizzico di qualità in più, ma soprattutto la mentalità di chi deve salvarsi. Sono queste le armi che hanno riportato il Chieti alla vittoria contro la Recanatese di Giovanni Pagliari, salutato per l’occasione dalla Curva Volpi con un coro che l’ex attaccante neroverde ha gradito sbracciandosi dalla sua panchina un’oretta e mezza prima di rientrare negli spogliatoi anzitempo, molto probabilmente a causa di qualche parola di troppo arrivata alle orecchie dell’arbitro.
Una vittoria che torna, non a caso, con il rientro di Margiotta – autore oggi del secondo gol – e che è frutto di un atteggiamento che, abbandonando i mantra e i vezzi della costruzione dal basso e della palla a terra, ha permesso ai ragazzi di Del Zotti di sbrogliare situazioni che altre volte si erano rivelate fatali o avevano portato a sprecare inutilmente punti che oggi ci avrebbero fatto vivere un finale di stagione più sereno e che il Chieti, dopo la giornata di oggi, può giocarsi con maggiore fiducia nei propri mezzi anche in virtù di una condizione fisica che appare in crescita.
Il Chieti ha comunque meritato, grazie in particolare ad un primo tempo nel quale ha premuto e costruito palle gol osando anche il tiro da fuori riuscendo a bloccare tutte le trame dei leopardiani e creando così le condizioni per portarsi sul doppio vantaggio prima del duplice fischio. Belle e quasi speculari entrambe le segnature nate da palloni provenienti dalla sinistra e messi al centro dal fondo: la prima è toccata ad Ela Mangue (in foto) che di testa al 28’ l’ha messa dentro a due passi dalla porta e la seconda al già citato Margiotta che, quasi dalla stessa posizione, al 42’ ha sparato la palla in porta gonfiando per la seconda volta la rete di fronte alla Curva Volpi.
Una vittoria che Mercorelli ha custodito per tre volte con interventi da applausi e che stava per essere buttata al vento all’inizio del secondo tempo quando il Chieti sembrava tornato quello di sempre, ovvero inetto ed impaurito. Ed è proprio in quel frangente che la Recanatese ha premuto al massimo l’acceleratore accorciando le distanze su un colpo di testa da calcio d’angolo. I neroverdi potevano ricadere nel solito buco mentale ed invece si sono scossi giocando palla dopo palla con il coltello tra i denti e attingendo ad inedite (per loro) astuzie volte a spezzare il gioco altrui.
A questo proposito, va segnalata la buona prova della terna arbitrale che ha impostato la conduzione della gara in modo equilibrato e costante, con fermezza e senza mai scadere nel protagonismo. Un plauso anche a Mbaye che, insieme a suoi compagni di reparto, ha fatto una partita di grande sacrificio accorciando e recuperando palloni. Peccato che lui e Ela Mangue si siano mangiati almeno 3 gol che avrebbero permesso di chiudere la partita quando si era riaperta. Ma va bene così. Ora c’è da affrontare l’Ostiamare nel turno infrasettimanale di giovedì santo 2 aprile.
Sulla carta, quella contro la corazzata degli ex Ceccarelli e Donsah sembra una partita segnata, ma nel calcio non è mai detta l’ultima parola, anche perché i laziali, dotati di una rosa e bocche di fuoco di pregio, da qualche domenica faticano a segnare e potrebbero rimanere impantanati contro un Chieti che ha poco da perdere. A 5 giornate dalla fine la salvezza diretta, al netto dell’attesa penalizzazione, è a 6 punti e noi siamo il Chieti, il nostro dovere è non mollare mai!

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