09 Nov Chieti-Castelfidardo 1-2 tra fischi e contestazioni
La stagione del Chieti era iniziata sotto una pioggia battente e finisce allo stesso modo. Piove sul guido Angelini e piovono fischi e contestazioni per tutti. Per una squadra senza attributi capace di perdere in casa contro l’ultima in classifica e per una società fantasma, contestata, incapace di mantenere fede anche alla più semplice delle promesse.
Ma proprio da qui vogliamo partire. Da una società che nonostante le tante dichiarazioni di serietà rilasciate su social e stampa stenta a mantenere fede a quanto dichiara. Una società che non si sa di chi sia, capace solo di gettare la croce addosso a mister Del Zotti (che paga per tutti) e su un DS, bandiera del Chieti, ridicolizzato pubblicamente per nascondere la vera natura dei problemi: l’assenza di basi solide per garantire un futuro.
La squadra? Senza palle e senza motivazione alcuna che ha dimostrato che la maglia, la professionalità e il rispetto per un pubblico come quello teatino vale zero.
Finisce con la curva vuota, tifosi imbufaliti e con zero certezze su un futuro sempre più cupo.
In campo vincono gli ospiti e lo fanno con pieno merito per grinta e per averci creduto fino alla fine. Chieti nel primo tempo che si divora di tutto compreso un rigore fallito da Vuthaj e con Ceccarelli, uscito tra i fischi, che sbaglia l’impossibile.
La cronaca ci dice di un Chieti che passa in vantaggio con De Luca e ospiti che pareggiano dopo una manciata di minuti.
Il secondo tempo vede un Chieti spento e confusionario e ospiti che trovano la rete a pochi minuti dal termine per poi difendere con merito e orgoglio la prima vittoria stagionale.
Sotto la pioggia estiva, qualcuno urlava al microfono “vinceremo il campionato” e quel qualcuno oggi, insieme ad altri, si prenderà gli insulti di una piazza che è stata tradita, mortificata e umiliata in tutto e per tutto.
Chieti merita rispetto. Quel rispetto che ha avuto nei confronti di chi sbandierava la rinascita del calcio teatino e anche della città e che oggi deve avere il coraggio, l’umiltà e le palle per prendersi i sacrosanti e meritati fischi.
CHIETI SIAMO NOI OGGI PIÙ CHE MAI!