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Luigi Narcisi tecnico della Torrese

 

In vista della partita di domenica 28 ottobre (ore 14.30) in programma al comunale di Castelnuovo Vomano contro la Torrese abbiamo ascoltato il parere del giovane allenatore dei giallorossi di casa, mister Luigi Narcisi.

 

Buongiorno mister e grazie per la tua disponibilità. Comincio col chiederti che emozione è stata nel luglio 2017 fare il salto dalla Juniores alla guida della prima squadra.
È stata sicuramente un’emozione forte, una grande soddisfazione personale partire dalla seconda categoria e conquistare l’eccellenza. Diciamo che una volta che questo passaggio è avvenuto l’emozione ha lasciato il posto all’ambizione e alla voglia di dimostrare: credo sia questo il segreto del nostro lavoro, non sentirsi mai appagati. 

 

L’anno scorso un ottimo sesto posto in classifica per la Torrese, con i playoff sfiorati di un niente: quest’anno le cose proseguono sulla falsa riga dello scorso, sei soddisfatto per ora?
L’anno scorso a mio avviso abbiamo fatto un campionato fantastico. Abbiamo dovuto affrontare tante problematiche e con un po’ di convinzione nei momenti chiave avremmo anche potuto centrare i playoff: risultato che il gruppo, per abnegazione e sacrificio, avrebbe meritato.
Quest’anno le considerazioni da fare sono diverse: siamo partiti dalla base dello scorso anno e abbiamo migliorato la rosa sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Dopo qualche problematica riscontrata nelle prime giornate credo che ora siamo nella direzione giusta. Avevamo bisogno di conoscerci, di amalgamarci e di capire come sfruttare al massimo le nostre qualità individuali.

 

Domenica arriva il Chieti, forse una delle partite più facili da preparare dal punto di vista psicologico: gli stimoli e la tensione giusta non mancheranno di certo ai tuoi ragazzi.
Non nascondo che appena sono usciti i calendari ho chiesto subito quando avremmo affrontato il Chieti. Dobbiamo essere intelligenti: la partita si gioca domenica e noi dovremmo arrivare mentalmente al top per quella giornata. Giocare contro il Chieti può portare il problema inverso rispetto alle partite “normali” e cioè quello di sentire troppo la partita e, di conseguenza, sprecare troppe energie mentali nella preparazione settimanale della gara. Questo dobbiamo evitarlo in quanto il presupposto per uscire da questa partita con un risultato positivo è essere al top mentalmente e psicologicamente.

 

Dopo una partenza ad handicap i neroverdi stanno risalendo la china: che idea ti sei fatto delle difficoltà iniziali della squadra teatina?
Vista dall’esterno credo che le difficoltà iniziali siano state dovute alla poca tranquillità dei giocatori. Giocare a Chieti è già di per sé complesso: è un ambiente esigente, ci sono tante aspettative, si indossa una maglia storica. I giocatori, soprattutto i dilettanti, sentono questa condizione. Credo che il segreto di Lucarelli sia stato quello di aver tolto un po’ di pressione ai calciatori, facendoli esprimere con più leggerezza e di conseguenza sono uscite le qualità e la personalità dei tanti giocatori forti che il Chieti ha a disposizione. Provo a spiegarmi: a mio avviso un calciatore per esprimersi al meglio deve sentirsi al limite, ne’ combattere con troppe tensioni e ne’ sentirsi scarico. 

 

Dal punto di vista tecnico-tattico sarà una partita equilibrata ed insidiosa, ne siamo certi, per entrambe le squadre. Lucarelli si presenterà col suo collaudato 4-3-3, dal tuo canto stai studiando delle contromosse particolari o credi che snaturarsi in questi casi sia la scelta sbagliata?
Abbiamo tanto rispetto per il Chieti ma giocheremo con il 3-5-2 come siamo abituati a fare, snaturarsi sarebbe lanciare un messaggio negativo ai ragazzi. Certo, sicuramente faremo degli accorgimenti per cercare di limitare qualche giocatore chiave del Chieti. 

 

Delgado, Micchichè, Rodia da una parte, Maio, Torbidone e Puglia dall’altra (solo per citarne alcuni): dobbiamo aspettarci una gara con tante occasioni da entrambe le parti?
Il potenziale offensivo delle due squadre non è in discussione ma, almeno all’inizio, mi aspetto una partita equilibrata dovuta al rispetto reciproco della forza dell’avversario. Ma con le individualità che saranno presenti in campo, in qualsiasi momento, la partita potrà incendiarsi.

 

Molti addetti ai lavori reputano la tua squadra una delle candidate alla vittoria finale. Cosa ne pensi in merito? Quali sono le formazioni che possono ambire alla griglia playoff?
Penso che la mia squadra abbia le potenzialità per fare un campionato di vertice così come il Chieti, il Nereto, il Sambuceto, lo Spoltore e le due marsicane.

 

Chiudo con una domanda di carattere personale: come si vede Luigi Narcisi tra dieci anni? Magari su qualche panchina di serie C…
Credo sia il sogno di ogni allenatore. Bisogna essere ambiziosi e fortunati, ma oltre questo, spero che il calcio mi continui ad affascinare e ad emozionare come in questo momento.

 

Grazie mister per il tempo dedicatoci, in bocca al lupo per la stagione della Torrese e per le tue esperienze professionali.
Grazie a voi per l’interesse dimostrato e un augurio affinché possiate tornare nelle categorie che la vostra città merita.