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Due anni in neroverde, con una vittoria in Promozione, un secondo posto in Eccellenza e una finale di coppa Italia. Questa è la storia del Chieti più recente ed è anche il curriculum degli ultimi due anni di Elvis Felli che oggi gioca con l’Amiternina, avversaria di turno per la settima giornata del campionato.

Elvis Felli, ritorno all’Angelini. Quali saranno le sensazioni?

«Tornare all’Angelini è una grandissima emozione. Giocare in un grande stadio, con un pubblico e una tifoseria come quelli del Chieti è sempre emozionante e stimolante. Le sensazioni saranno quelle che ho provato proprio lì negli ultimi anni, anche se stavolta le vivrò dalla parte opposta»

Siete reduci dalla prima vittoria in campionato. Qual è il vostro obiettivo e con quali speranze venite a Chieti?

«Sì. Siamo reduci dalla prima vittoria stagionale, fortemente voluta e ottenuta con grinta, volontà e sacrificio. Il nostro obiettivo per questa sera sarà sicuramente giocarci la partita. L’abbiamo preparata al meglio e vogliamo giocarcela fino in fondo. Sappiamo che il Chieti sta attraversando un momento di difficoltà e siamo coscienti della potenzialità, sia individuali sia del collettivo, quindi ci giocheremo la partita sfruttando anche quelle che sono le nostre certezze e potenzialità».

Tatticamente sei un jolly che fa la spola tra le linee della difesa e del centrocampo, con la licenza di andare sul fondo per crossare o tirare dal limite. Anche quest’anno è così o il tuo ruolo in campo è più definito?

«Sì, soprattutto negli ultimi 3 anni ho fatto un po’ tutti i ruoli… tatticamente sono abbastanza duttile, ma soprattutto credo che quando c’è voglia e passione, è possibile fare qualsiasi ruolo. Per quanto riguarda quest’anno, come in quelli precedenti, sto facendo un po’ la spoletta, ma non mi pesa affatto, anzi: sono felice e contento di dare il meglio in ogni posizione e per i mei compagni di squadra».

Il Chieti è cambiato completamente. Della squadra dell’anno scorso è rimasto solo Ricci. Quali sono i giocatori che ti piacciono di più del Chieti attuale?

«Sì, il Chieti è cambiato molto quest’anno. Beh, Ricci è un mio grandissimo amico, è teatino doc e sa già bene cosa penso di lui. Per quanto riguarda gli altri, a me piace molto Delgado, oltre ai vari Micciché, Farindolini, Leccese e Carmine Salvatore. Tutti giocatori di spessore ed esperienza».

E quale di loro temi di più?

«Sicuramente Delgado. È un giocatore imprevedibile, si muove molto su tutta la linea d’attacco ed è dotato di colpi importanti… Può decidere una partita da solo. Per quanto visto finora è sicuramente di un’altra categoria».

Il Sambuceto di Lalli è in fuga. Pensi che siano i viola i favoriti per il campionato?

«È vero, il Sambuceto del grandissimo Lalli è in fuga e hanno spiazzato un po’ tutti. Si sapeva che fosse, chiamiamola così, la squadra anti-Chieti, ma hanno avuto un inizio di campionato veramente scoppiettante che li ha portati a stare lì su in classifica».

Tu conosci bene il nuovo allenatore, Alessandro Lucarelli, vero?

«Assolutamente sì! Con lui abbiamo vinto il campionato di Eccellenza ad Avezzano e raggiunto una salvezza importantissima in Serie D. Mi ha allenato per 2 anni e sono stati per me gli anni di maggiore crescita personale e calcistica. A lui devo molto perché ha creduto in me appena arrivato ad Avezzano».

Dunque credi che sia la persona giusta per tirare fuori da questa rosa tutta la forza che ha sulla carta?

«Sì! Quando arrivò ad Avezzano eravamo più o meno nella stessa situazione. Viaggiavamo a 6-8 punti dalla prima in classifica, il Paterno, ma grazie alla sua professionalità e preparazione sappiamo tutti come è andata a finire: vittoria all’ultima partita in casa della Vastese e del campionato con un punto sulla seconda».

Grazie Elvis, in bocca al lupo! Possibilmente però, da domenica prossima…

(Ride) «Grazie mille e in bocca al lupo! Vorrei cogliere l’occasione per salutare tutti i tifosi della Curva Volpi e tutti i miei amici che ho a Chieti».

Grazie, è stato un piacere vederti vestire la maglia neroverde!

«Questo mi rende estremamente orgoglioso!»