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(per gentile concessione di Gino Di Tizio, Foto
tratta da “Chieti Calcio” di Rocco Di Tizio,
Editore M. Solfanelli, 1987
La
formazione del CHIETI chiamata “Milan del Sud” Da
sinistra in piedi: Tormene, Di Pietro, Salvatore,
Leonzio, Dotti, Frati. In ginocchio: Casisa, Manetti,
Griffith, Turbolente, Buonpensiero.

Il nome Boyenai si legge Basciani I°.
“La formazione del Chieti prima della partita con il
Perugia, campionato 1945-46, Stadio “Santa
Giuliana”. In piedi: Basciani I°, l’allenatore
Moretti, Di Luzio Guido, Lupo, Malinverni,
Pietrangeli.In ginocchio: Rota, Mastrangelo, Di
Luzio Mario II°, Tiriticco, Rizzitelli, Pollastri”.
(si ringrazia il sig. Vincenzo Pollastri per la
gentile concessione della foto).

L’allenatore Antonio Giammarinaro
(si ringrazia Gino Di Tizio per la
concessione
dal suo archivio privato)

SGHERRI STEFANO (14-2-66,Roma),
ala-C, (1986-87, Interr/H)
(1987-88-89,1990-91 Serie
C2/C)(1991-92-93, SrC1/B)
(1998-99, SrC2/C)
(per gentile concessione di Gino Di
Tizio-Chieti dal suo archivio)

PRESICCI
COSIMO, C, (12-2-65,Taranto) (1988-89, Serie C2/C)
(1989-90,
Serie C2/B)
(90-91, Serie C2/C) (1991-92, Sr.
C1/B)
(per gentile concessione di Gino Di
Tizio-Chieti dal suo archivio)
FOTO II^Guerra Mondiale 1940-45.Chieti
e il calcio (1^parte)
FORMAZIONE CHIETI CALCIO 1939-40.
CAMPO SPORTIVO “CIVITELLA”.
Nel calcio alcuni giocatori furono
richiamati per il servizio militare, anche con
queste assenze il Chieti vinse a Giulianova per 2-1
ma perse il derby con il Lanciano(Andata).
FOTO II^Guerra Mondiale 1940-45.Chieti
e il calcio (1^parte)

FORMAZIONE CHIETI 1940-41.

(per gentile concessione della Panini Spa)
Rocco Melideo,terzino(20-5-38, Chieti),
(1957-58, IV^Serie D’Eccellenza/B;
(1959-59-60, Serie C/C)

(per gentile concessione di Gino Di Tizio, Foto
tratta da “Chieti Calcio” di Rocco Di Tizio,
Editore M. Solfanelli, 1987
La
squadra neroverde e alcuni dirigenti a Napoli per
l’incontro Cral Cirio-CHIETI-Campionato
1958-59,Serie C/C- finita con la vittoria per 2-1
del CHIETI
Da sinistra: De Thomasis(dirigente), Menozzi
(subentrato come allenatore), Bigoni, Pizzolito,
Rizzotto(P), Spinosi, Melideo, l’autista, seduti :
Merlo, Apolloni, Olivieri, Orazi L., Frati, Giannini,
Vascotto, Mascherpa.

(per gentile concessione di Gino Di Tizio, Foto
tratto da “Chieti Calcio” di Rocco Di Tizio,
Editore M. Solfanelli, 1987)
Di
Giusto, l’allenatore Dal Pont e Del Bianco.
La maglia indossata, con lo stemma di Chieti con le
quattro chiavi.
Gli stemmi
teatini
Da una breve indagine in campo Nazionale ho notato
che quasi tutte le squadre hanno sul loro simbolo
una figura di animale, di costruzione o altro che
vuole significare le caratteristiche della città o
della squadra, oltre ai colori sociali.
Faccio alcuni esempi : Avellino (testa del lupo),
Bari (galletto), Cagliari (quattro mori bendati),
Foggia (diavolo con tridente), Genoa(grifone),
Lazio(l’aquila), Mantova(castello ducale),
Monza(corona di ferro), Napoli (ciuccio).
Venezia(leone alato).
Queste figure simboliche sono ricorrenti sui simboli
nelle varie documentazioni sportive, ma cambiano di
posto nell’emblema o addirittura spariscono. A
queste consuetudini non sfuggono nemmeno le grandi
Juve, Milan, Inter e Napoli anche se con frequenza
minore, lasciando inalterato il colore sociale. Poi
ci sono simboli simili che si confondono come Juve,
Massese e Siena.Altre che presentano le stesse
figure: esempio Cagliari e Olbia con i quattro mori
bendati. Insomma per me individuare una squadra
consiste nel vedere i colori sociali come i nostri
nero-verdi.
I nostri colori sociali li troviamo nei campionati
nazionali in: Venezia (adesso ha aggiunto
l’arancione), Aglianese(AT), Brera(MI), Pordenone,
Sangimignano(SI), Sottomarina(VE) (ora si è unita a
Clodia cambiando emblema), poi abbiamo i colori
Verde-nero per Sciacca(AG) e Sestrese(GE).
Per il Chieti ho fatto qualche ricerca e, come potrà
osservare dalle foto, gli stemmi o emblemi si
presentano con le quattro chiavi della città.
Possono essere queste le ragioni per rendere
finalmente il tutto stabile e duraturo? Temo proprio
di no perché sono troppi anni che le variazioni ci
sono e mi sembrerà molto strano che si decide solo
adesso di renderlo unico e stabile. Voglio essere
ottimista però per una soluzione duratura. Ci sono
delle regole federali?
Però il discorso dovrebbe essere generale. Per me un
formato unico e non variabile e proprietà della
città faciliterebbe la individuazione ma
probabilmente questo discorso sfugge. Insomma un
po’ di confusione c’è anche se la maggioranza delle
squadre presenta negli stemmi le sue caratteristiche
peculiari, che dovrebbero essere imprescindibili.
La domanda è: sono le Case editrici che si divertono
a variare gli emblemi o sono le stesse Società di
calcio?
Non vorrei sbagliare ma l’unico stemma che non è mai
cambiato è quello delle nazionali italiane:scudetto
con strisce verticali tricolori!
Grazie dell’attenzione.

1967-68
1969-70

1971-72

1968-69

1970-71


1977-78
2003-04
1975-76
(tratti da almanacchi Panini, che si ringrazia)
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