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Giovanni Zanotti con la fascia di capitano. L’ha portata per tre campionati dal 1973 al 1976

(di Franco Zappacosta)

E’ uno dei superman del Chieti Anni 70. Inossidabili che saltavano molto raramente una partita, che talvolta collezionavano la totalità delle presenze in campionato, atleti veri prima che calciatori. Esempi di rigorosa serietà professionale e di assoluta dedizione ai colori neroverdi. Parliamo di Giovanni Zanotti, romagnolo di San Mauro Pascoli dov’è nato il 3 settembre 1950. La stessa località ha dato i natali a parecchi calciatori: Gino Stacchini, Antonio Gridelli, grande e bravo portiere nel Chieti del 1966-67, scomparso nel 2006, Mirko Paganelli e altri.

Giovanni Zanotti è stato tra i più longevi quanto a permanenza nel Chieti dove ha giocato per sei stagioni dal 1970 al 1976. Vanta 210 presenze e 21 gol, bel bilancio per un centrocampista di lotta e di governo. E’ il quinto di sempre nella speciale classifica compilata da Licio Esposito. In dettaglio il suo stato di servizio in neroverde: 1970-71 28 presenze, nessun gol (allenatore Eliani); 1971-72: 35 e 1 gol (Castignani); 1972-73: 37 e 3 (Angelillo fino a maggio, poi Pinti); 1973-74: 38 e 8 (Malavasi e Zavatti); 1974-75: 35 e 8 (Zavatti e Capelli); 1975-76: 37 e 1 (Capelli e Tognon). Negli ultimi tre campionati è stato il capitano della squadra.

Fu trasferito in prestito dal Milan (che lo aveva preso dall’Imolese).

<Ma i tifosi neroverdi mi conoscevano già perché sul campo della vecchia Civitella, nel ’69, avevo vinto con il Barletta ed ero stato io a segnare il gol decisivo> ricorda Giovannj. Eccola quella partita.

20 aprile 1969 Chieti-Barletta 0-1

Chieti: Ridolfi; Lancioni, De Pedri; Masiello, Campagnola, Giovanardi; Zengarini, Bianchini, Sanseverino, Crippa, Giardino. 12. Rama. All. Collesi

Barletta: De Fidio; Milillo, Baldan; Brugnerotto, Scandola, Scarpa; Stellone, Zanotti, Filippini, Amici,  Serina. 12. Piacentini. All. Kaffenigg

Arbitro: Turaino di Reggio Calabria

Rete: st 23’ Zanotti

Il Corriere dello Sport titolò: <Zanotti infila un Chieti abulico>. E in cronaca venne sottolineato un dato statistico molto interessante: <Il Chieti dopo 14 partite ha perduto la sua imbattibilità casalinga>. I biancorossi della città della Disfida conquistarono la roccaforte teatina.

Nell’estate dell’anno seguente Angelini se ne rammentò e fece di tutto per portare il centrocampista a Chieti. L’annuncio venne dato sulla Gazzetta dello Sport di lunedì 13 luglio 1970: <Guido Angelini, commissario straordinario del Chieti, e i suoi collaboratori sono tornati da Milano dove hanno concluso alcune trattative per la campagna acquisti e cessioni. Questi i movimenti in entrata: Pasquale Cavicchia (1942) centravanti dall’Anconitana; Angelo Calisti (1948) ala dall’Udinese; Giovanni Zanotti (1950) centrocampista dal Milan, nella scorsa stagione ha giocato nel Barletta; Vanni Peressin (1946) ala dal Savoia di Torre Annunziata; Angelo Giugno (1945) ala, rientrato dal Rimini. Cessioni: Piero Zini (1947), centrocampista all’Imolese; Gianni Zengarini (1947) interno al Rimini; Ernesto D’Adda (1947) mediano all’Anconitana; Giorgio Bacchi (1946) difensore al Montevarchi; Livio Marcello (1949) ala in comproprietà al Savoia; Giuliano Ciravegna (1945) mediano al Savoia>.

<Al Barletta ero rimasto due stagioni, dal ’68 al ’70 quando Il Milan mi diede nuovamente in prestito, stavolta al Chieti. Angelini mi riscattò dai rossoneri nel 1971 e così dopo tre anni di prestiti divenni a tutti gli effetti un giocatore di proprietà del Chieti. Il fatto che il Milan mi avesse ceduto definitivamente, dopo essere stato tre volte a Milanello per alcuni provini, non provocò nessuna delusione e ancora oggi non ho rimpianti. Avrei ottenuto di più in carriera se fossi rimasto nell’orbita rossonera? Nessuno può dirlo, mi ritengo comunque soddisfatto di quanto sono riuscito a fare>.

L’estate del 1970 era carica di aspettative. La squadra si trasferiva nel nuovo stadio di Santa Filomena (o Marrucino) inaugurato a maggio, i rinforzi apparivano adeguati ad alimentare nuove velleità (sarebbero anche arrivati altri calciatori di buon livello come Flaborea, Marongiu e Scicolone).

Era un tempo talmente felice da poter organizzare un’amichevole col Pescara senza che vi fossero incidenti o schieramento di forze dell’ordine in assetto di guerra. Accadde la domenica:

23 agosto 1970 amichevole Pescara-Chieti 3-1

Pescara: Lamia Caputo (46’ Ventura); De Marchi, Palanca; Simeoni, Tancredi, Carrano; Cicogna (46’ Miscia), Giagnoni, Davì (46’ Bonaldi), Prosperi (46’ Magno), Di Francesco.

Chieti: Bedendo; Lancioni (46’ Pierleoni), De Pedri; Giovanardi, Campagnola, Zanotti; Cassin, Cavicchia, Scicolone, Tarquini (65’ Giardino), Peressin.

Arbitro: De Juliis di Teramo

Reti; 11’ Davì, 12’ Cavicchia, 53’ Carrano, 55’ Giagnoni.

Gli ulteriori collaudi diedero esito positivo rinvigorendo le speranze dei tifosi neroverdi.

Il 30 agosto il Chieti infatti sconfisse la Lazio B 3-1 sotto una pioggia torrenziale con le reti di Cavicchia, Scicolone e Cassin (gol laziale di Marchetti) e sette giorni dopo ci fu la vittoria contro l’Udinese.

6 settembre 1970 Chieti-Udinese 1-0

Chieti: Bedendo; Lancioni, De Pedri; Giovanardi, Campagnola, Zanotti; Tarquini (46’ Scarpa), Cavicchia, Scicolone, Cassin, Peressin. 12. Pacini. All. Eliani

Udinese: Miniussi; Moruzzi, Bonora; Fogolin, Nicoloso, Caporale; Bagatti, Giacomini, Sperotto, Tuttino, Berzaghi. 12. Zana, 13. Ramusani. All. Tabanelli

Arbitro: Papponetti di L’Aquila

Rete: 46’ Scarpa

Il campionato 1970-71 iniziò la domenica successiva e per effetto di una curiosa combinazione il Chieti incontrò proprio il Barletta dove fino a pochi mesi prima aveva giocato Zanotti (ma sul fronte opposto c’era un altro terribile ex…). Tra l’altro entrambe le squadre avevano il campo squalificato per una giornata, circostanza che avrebbe fatto slittare il debutto dei neroverdi al “Santa Filomena”.

Il Chieti 1970-71. In piedi da sinistra: Campagnola, Giovanardi, Calisti, Bedendo, Cavicchia 
Accosciati: De Pedri, Zanotti, Flaborea, Lancioni, Scicolone, Cassin



13 settembre 1970 Barletta-Chieti 1-0 (campo neutro di Cerignola)

Barletta: Corti; Rossetto, Milillo; Scandola, Bonassin, Cattani; Paradiso, Iosche, De Angelis, Amici, Rossi (66’ Gambino). 12. Bertolo. All. Cosmano

Chieti: Bedendo; Lancioni, De Pedri; Giovanardi, Campagnola, Zanotti; Tarquini, Cavicchia, Scicolone, Cassin, Scarpa. 12. Pacini, 13. Lippo. All. Eliani

Arbitro: Pesciarelli di Roma

Rete: 76’ Paradiso

Sulla Gazzetta dello Sport di lunedì ecco il commento: <Sul neutro di Cerignola letteralmente invaso da oltre duemila tifosi barlettani si è imposta ancora una volta la dura e spietata legge dell’ex. A farne le spese è stato il Chieti sconfitto a poco meno di un quarto d’ora dalla fine da una rete di Paradiso ceduto questa estate alla società pugliese>. E ancora: <Tra i centrocampisti teatini ha primeggiato in regia l’ex Zanotti>.

Per la “prima” in casa il Chieti scontò il turno di squalifica.

20 settembre 1970 Chieti-Matera 2-0 (campo neutro di San Benedetto del Tronto)

Chieti: Bedendo; Lancioni, De Pedri; Giovanardi, Campagnola, Zanotti; Calisti (46’ Flaborea), Cavicchia, Scicolone, Cassin, Peressin. 12. Pacini. All. Eliani

Matera: Bertonelli; Vecchi, Gambi; Giannattasio, Loprieno, Mayer; Carella, Galati (72’ Cantagalli), D’Addosio, Buccione, Gottardo. 12. Antezza. All. Chiricallo

Arbitro: Toso di Grado

Reti: 26’ e 72’ Scicolone

Dopo la sconfitta all’Adriatico il 27 settembre (Pescara-Chieti 2-0 con reti del teatino Di Francesco all’8’ e di Giagnoni al 74’ su rigore, fatto ripetere…), arrivò finalmente il debutto nel nuovo stadio.

4 ottobre 1970 Chieti-Pro Vasto 2-1

Chieti: Bedendo; Lancioni (65’ Peressin), De Pedri; Giovanardi, Campagnola, Zanotti; Calisti, Cavicchia, Scicolone, Cassin, Flaborea. 12. Pacini. All. Eliani

Pro Vasto: Milone; Parlanti, Trozzi, Majo, Taverna, Cioncolini; Fanani (46’ Mileno), Romoli, Lo Vecchio, Fera, Di Paolo. 12. Di Mascio. All. Mariani

Arbitro: Marti di Napoli

Reti: 31’ Cavicchia, 47’ Di Paolo, 70’ Cavicchia

Note: espulsi al 40’ Majo, all’89’Parlanti.

Contro una Pro Vasto a lungo in dieci (e nel finale in nove) Alberto Eliani vinse la partita schierando a metà ripresa 5 attaccanti: Peressin, Calisti, Cavicchia, Scicolone e Cassin. La Pro Vasto protestò per la direzione arbitrale con il tecnico Amos Mariani (1931-2007) e con il vicepresidente avvocato Federico De Mutiis (1933-2014), espulso anch’egli dalla panchina nel corso della gara. L’esordio nella “nuova casa “  tuttavia fu salutato dalla vittoria in un derby allora molto sentito.

Abbiamo già sottolineato che il centrocampista Giovanni Zanotti ha firmato un consistente numero di gol con la maglia neroverde.

Ne ricordi qualcuno?

<Certamente le due doppiette realizzate contro la Turris e il Siracusa. In particolare la prima, perché eravamo sotto 0-2, in casa, e finimmo col vincere 3-2. Poi, naturalmente, il gol segnato nel 7-1 al Potenza con Angelillo, esonerato pochi giorni prima, spettatore in tribuna>.

12 maggio 1974 Chieti-Turris 3-2

Chieti: Cantagallo; De Pedri, Mircoli; Fellet, Grezzani, Fossa; Sena, Zanotti, Ciceri, Anelli, Berardi. 12. Rulli, 13. Della Bianca, 14. Vastini. All. Zavatti

Turris: Cenci (87’ Grisendi); Mavelli, La Rocca; Neri, Modica, Porri; Orabona (58’ Tremaglia), Arbitrio, Paglialunga, Gardini, Bruno. 12. Pinto. All. Improta

Arbitro: Selicorni di Novara

Reti: 2’ Paglialunga, 24’ Arbitrio, 25’ Berardi, 52’ e 85’ Zanotti

Dal Corriere dello Sport di lunedì 13 maggio ’74: <Spettacolare il gol decisivo di Zanotti: una magistrale punizione a 5 minuti alla fine>.

L’altra doppietta ricordata da Giovanni risale al 12 novembre 1972: Chieti-Siracusa 3-0 con i gol di Zanotti al 5’ e al 10’ e di Vriz al 55’.


Il Chieti 1972-73. In piedi da sinistra: Calisti, Monico, Rulli, Bacchi, Anelli, Rossetto, l’allenatore Pinti.  
Accosciati: Zanotti, Fellet, Fontana, De Pedri, Sena, Azzoni



La tua Chieti dei primi Anni 70.

<La mia permanenza è durata a lungo perché a Chieti mi sono trovato bene. Ho anche stretto amicizie che durano ancora oggi. Il nostro portiere Gino Rulli, di Torrevecchia Teatina, è stato padrino di battesimo del mio primogenito Alessio, e perciò torno spesso dalle vostre parti. Un altro bel rapporto lo conservo con Antonio Cieri, titolare del negozio Ribò. Ultimamente ci siamo persi un po’ di vista ma il legame rimane. Quando andavo in trasferta mia moglie Maria, che ho conosciuto a Barletta, era loro ospite perché non restasse sola in casa. Prima di sposarmi alloggiavo con gli altri scapoli della squadra nell’abitazione vicino a piazza Trinità. Lì vicino, al ristorante “da Nino”, si consumavano pranzo e cena. Dopo il matrimonio ho abitato a Francavilla, poi a Chieti in un appartamento di via Salomone e infine in un altro di via Arniense. Quando si giocava in casa, dopo la partita, con compagni e amici andavo a seguire il match di pallacanestro, della Rodrigo o della Birra Moretti. Erano i tempi del basket teatino in A/2 o B. Sei anni a Chieti, chi li dimentica? In una stanza conservo gelosamente la mia maglia del Chieti>.

In ogni stagione hai cambiato allenatore: Alberto Eliani e nel finale Ostavo Mincarelli, Piero Castignani, Antonio Valentin Angelillo e Cristoforo Pinti, Evaristo Malavasi e Leo Zavatti, Leo Zavatti e Adelmo Capelli, Adelmo Capelli e Omero Tognon. La tua opinione sul loro conto?

<Ti dirò che io sono andato d’accordo un po’ con tutti. Sempre a disposizione del tecnico e della squadra, problemi non ne ho mai creato>.

Hai collezionato un numero enorme di presenze, oltre 200.

<Per fortuna e ringraziando il cielo sono sempre stato bene, non ho avuto infortuni seri ad impormi lunghi stop e ho anche fatto vita da atleta, aspetto fondamentale nel nostro lavoro. Perciò ho giocato molto e ho potuto farmi apprezzare, in ogni partita, per la mia grinta. Spesso mi è stata posta questa domanda: “Come fa un tipo così tranquillo a esprimere tanta determinazione in campo?”>.

Parecchi anni in serie C – otto tra Barletta e Chieti – non hanno condizionato la tua carriera?

<Un paio di volte mi cercarono il Catania e il Catanzaro che allora giocavano in serie A, non se ne fece nulla perché il presidente Angelini quando riceveva l’offerta, rispondeva “Se vendo Zanotti, poi chi prendo per sostituirlo adeguatamente?”. Grande dimostrazione di stima ma avrei potuto impuntarmi, non lo feci e non me ne sono mai pentito>.

Il tuo giudizio su Guido Angelini?

<Gran brava persona, aveva il suo carattere, bastava conoscerlo per essere in sintonia col presidente. Comandava lui e non ammetteva interferenze>.

La lunga esperienza di Zanotti nel Chieti si concluse con la retrocessione nel ’76. Ecco la sua ultima partita in neroverde:

20 giugno 1976 Chieti-Livorno 1-0

Chieti: Capponi; Monico, Mircoli; Guasti, Grezzani, Fellet; Stellone, Zanotti, Modonese (76’ Tormen), Anelli, Fruggeri. 12. Serano, 14. Marsico. All. Tognon

Livorno: Tancredi; Martin, Vergani; Bertocco, Salpini, Lenzi; Carela, Ciardelli, Ronchi, Mondello,  Graziani. 12. Mazzanti, 13. Bartolini. All. Pucciarelli

Arbitro: Paparesta di Bari

Rete: 27’ Stellone


Il Chieti 1975-76. In piedi da sinistra: Beltramini, Michetti, Fellet, Mircoli, Modonese, Cimpiel, Anelli, Capponi, Marsico, Guasti, Monico, l’allenatore Capelli Seduti: Umile, Sena, Pennati, Cantagallo, Stellone, Fruggeri, Zanotti, Grezzani

 

Finito in serie D, il presidente Angelini si convinse a cederlo e Zanotti come tanti altri neroverdi, prima e dopo di lui (il Chieti è stato in passato importante rampa di lancio professionale), decollò passando al Brescia in B dove ritrovò Antonio Valentin Angelillo suo grande estimatore. Nel ‘76-77, tra i cadetti, il centrocampista totalizzò 25 presenze e 2 reti.

<Disputai meno partite perché esonerato Angelillo, finii quasi ai margini essendo considerato un pupillo del precedente tecnico. Le cose per me si complicarono anche per via di un’appendicite e al termine della stagione mi trasferii al Piacenza. Era una piazza ambiziosa, puntavano alla promozione in B, anche lì sono restato a lungo: cinque anni con l’intervallo di una stagione al Siracusa>.

Le due reti in serie B Giovanni Zanotti le ha segnate entrambe in Sicilia. La prima:

6 febbraio 1977 Catania-Brescia 1-1

Catania: Petrovic; Cantone, Labrocca; Angelozzi, Pasin, Chiavaro; Morra, Barlassina, Mutti, Fusaro, Spagnolo. 12. Dal Poggetto, 13. De Gennaro, 14. Marchesi. All. Di Bella

Brescia: Cafaro; Podavini, Cagni; Zanotti, Colzato, Botti; Biancardi, Aristei (82’ Tortelli), Ghio, Miniguzzi, Altobelli. 12. Garzelli, 14. Fiorini. All. Angelillo

Arbitro. Paparesta di Bari

Reti: 40’ Zanotti, 68’ Fusaro

Titolo della Gazzetta dello Sport: <Il Catania costretto a recuperare il gol-sorpresa di Zanotti>.

Da notare che in quel Brescia c’erano tre ex neroverdi (Angelillo, Zanotti e Garzelli) e due che sarebbero arrivati al Chieti nell’estate seguente: Colzato e Berlanda.

L’altra rete Giovanni la realizzò l’11 aprile 1977: Palermo-Brescia 2-2 (gol di Altobelli, Favalli, Magistrelli e Zanotti).

Giovanni vive nella sua San Mauro Pascoli con Maria. Ha due figli: Alessio nato nel ’74 e Giorgio nel ’78. <Alessio da piccolo lo portavo allo stadio Angelini, in tutina neroverde a sgambettare sul prato. Era la mascotte della squadra, e Gino (Rulli) come ti ho detto è il suo padrino di battesimo. Ma solo Giorgio ha tentato con il calcio, si è fermato all’Eccellenza>.

Il pallone fa parte ancora della sua giornata. Giovanni allena i ragazzini dell’Atletic Falco che cura un settore giovanile a Poggio Berni, frazione di Poggio Torriana, località non lontana da San Mauro. <Abbiamo sessanta bambini, mi piace vederli giocare e crescere coltivando una bella attività sportiva. Mia moglie dice che il calcio è il mio primo amore e che lei viene dopo>.

Segue sempre con interesse il Chieti.

<Mi informo e poi, ripeto, mi trovo spesso in zona. Inoltre visito il vostro sito dove ho letto che sono ai primi posti nella classifica di sempre quanto a presenze nel Chieti. L’anno scorso aspettavo la squadra a San Mauro perché la Sammaurese, che aveva vinto la gara di andata all’Angelini, era nello stesso girone della serie D. Ma la partita di ritorno non c’è mai stata. Il Chieti che si ritira dal campionato è stato un evento incredibile, in me ha provocato profonda amarezza. La maglia neroverde che conservo in casa è il simbolo di un passato che non andava macchiato in quel modo. Spero in un futuro pieno di nuove soddisfazioni. E’ questo l’augurio che mando ai tifosi teatini. Insieme al mio più caloroso saluto>.