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Una formazione del Chieti 1969-70. In piedi da sinistra: Ciravegna, Tarquini, Gramoglia, Giovanardi, Campagnola, Rama. Accosciati da sinistra: Paradiso, De Pedri, Scarpa, Lancioni, Cassin 


(di Franco Zappacosta)

Poco più di un anno a Chieti. Ma tanto gli è bastato per avere ancora nel cuore, dopo tanto tempo, la città e i colori neroverdi. <Sì, solo un anno ma è stato meraviglioso, ne conservo un ricordo nitido, bellissimo>. Parole di Mario Scarpa, nato a Goro (Ferrara) il 20 ottobre 1949, attaccante del Chieti nella stagione 1969-70 e per un brevissimo tratto in quella successiva. Mario, chiusa la parentesi teatina e quella legata all’esperienza di Montevarchi, è stato una delle colonne del Perugia degli Anni 70 con Ilario Castagner in panchina e un illuminato presidente come Franco D’Attoma al vertice della società. Con i grifoni umbri ha giocato a lungo in serie A e B. Eccolo il suo debutto biancorosso nella massima divisione:

5 ottobre 1975 Perugia-Milan 0-0

Perugia: Marconcini; Raffaeli, Baiardo; Frosio, Berni, Amenta; Scarpa, Curi (73’ Agroppi), Novellino, Vannini, Pellizzaro. All. Castagner

Milan: Albertosi; Anquilletti, Maldera III; Bet, Turone, Scala; Gorin, Benetti, Calloni, Bigon, Chiarugi. D.t. Rocco All. Trapattoni

Arbitro: Gonella.

Il suo primo gol in A lo mise a segno il 9 novembre 1975: Perugia-Como 2-0 (marcatori Vannini, Scarpa). Quello più importante in Inter-Perugia del 18 gennaio 1976 finita 2-2: Scarpa realizzò all’84’ la rete del definitivo pareggio. <Beh, quella giornata è difficile da dimenticare. Firmare un gol che ebbe anche un peso nel risultato finale e per giunta in uno stadio di San Siro pieno di gente è un’emozione che ti resta per tutta la vita>.

Riavvolgiamo il nastro e parliamo del tuo arrivo al Chieti.

<L’anno prima avevo giocato a Jesi. Fu l’allenatore Aroldo Collesi, jesino di adozione, a volermi al Chieti dopo la sua conferma alla guida della squadra neroverde. In seguito Collesi venne esonerato, però io mi trovai bene anche con il sostituto, Angelo Piccioli, tecnico abbastanza noto visti i suoi importanti trascorsi con l’Atalanta>.

Infatti in quel campionato a Chieti hai totalizzato 27 presenze e segnato 2 reti.

<Ricordo benissimo uno di questi gol, siglato a Pescara nel derby finito 1-1 (15 marzo 1970 n.d.a.). Fu molto bello perché colpii la palla col sinistro, piazzandola a fil di palo. Passammo in vantaggio, il Pescara riuscì a pareggiare non senza sofferenza. Vittoria sfiorata, sarebbe stato fantastico regalarla ai tifosi del Chieti, conosco la loro enorme passione. In tanti seguivano anche gli allenamenti settimanali alla Civitella che non aveva nemmeno un filo d’erba. Peccato perché le condizioni del campo ci penalizzavano molto. Non dimentico i compagni di allora. Molti erano giovani promettenti. Coppia di terzini Lancioni e De Pedri, Bacchi, Ciravegna, Campagnola e Giovanardi. Uno in particolare era fortissimo: Costantino Paradiso, quasi immarcabile. Altri ricordi? Sì, mi resta nella mente un 2-2 a Caserta, a poche giornate dalla conclusione del campionato. Loro erano impegnati nella volata-promozione, e finirono poi col conquistare la serie B. Ambiente infuocato, tensione altissima perché quella domenica furono sul punto di perdere una partita-chiave in casa e in quel caso non saremmo usciti vivi dallo stadio di Caserta. Parliamo di tempi in cui la serie C, soprattutto il girone meridionale, era difficile, pieno di squadre blasonate, ti forgiava per davvero come calciatore>.

La sfida di Caserta cui ha fatto cenno Mario venne disputata il 24 maggio 1970 e i neroverdi spaventarono a morte la capolista, vera corazzata del girone, sul terreno dello stadio “Alberto Pinto”. Il Chieti andò in vantaggio al 25’ con Scarpa e raddoppiò al 52’ con il ventenne Marcello (6 presenze e 2 reti in quel torneo 1969-70, bel bottino personale per un giovanissimo attaccante). I rossoblù campani riuscirono a pareggiare grazie a un rigore (generoso), concesso dall’arbitro Trinchieri di Reggio Emilia, trasformato da Di Maio al 68’ e alla rete di Corbellini al 71’.

Scarpa ha ricordato il derby allo stadio Adriatico finito in parità. Ma quell’anno il Chieti alla Civitella riuscì anche a battere i rivali biancazzurri.

Rileggiamo le due pagine “storiche”.

26 ottobre 1969 Chieti-Pescara 2-0

Chieti: Rama; Lancioni, De Pedri; Giovanardi, Campagnola, Bacchi; Gramoglia, Zini, Palma, Cassin (dal 47’ Scarpa), Paradiso. 12. Bedendo. All. Collesi

Pescara: Ventura; Tancredi, Cressoni; Simeoni, Palanca, Ceccardi; Miscia, Gabriellini, Bonaldi, Prosperi, Cicogna (dal 15’ Di Francesco) 12. Marino. All. Lacorata

Arbitro: Cantelli di Firenze

Reti: 5’ Lancioni, 47’autorete Simeoni



26 ottobre 1969 Chieti-Pescara 2-0. Nella foto in piedi da sinistra: l’allenatore Aroldo Collesi, Palma, Rama, Campagnola, Bacchi, Giovanardi, Gramoglia, il presidente Guido Angelini Accosciati da sinistra: Cassin, Zini, Lancioni, De Pedri, Paradiso (Scarpa partì dalla panchina) 


 

 


Il primo gol neroverde: Antonio Lancioni (un puntino lo indica davanti alle finestre degli spogliatoi) ha  concluso a rete. Il portiere Ventura è nettamente sorpreso dalla parabola e osserva la palla insaccarsi. Riconoscibile, a destra del palo, Rolando Gramoglia. Che bello lo spettacolo del pienone nella  gradinata della Civitella.

Domenica trionfale. Dopo 7 giornate il Chieti è in testa alla classifica con 10 punti insieme con la Pro Vasto.

Questa la cronaca il lunedì sulle pagine della Gazzetta dello Sport: <Il derby è praticamente cominciato con il Chieti già in vantaggio: Zini serviva Lancioni che al volo concludeva in porta da fuori area, la traiettoria ingannava il portiere Ventura, sorpreso e rimasto immobile. Nella ripresa al 2’ ancora Zini batteva una punizione appoggiando la palla a Gramoglia, il tiro fortissimo rimbalzava su Simeoni e finiva in rete>.

15 marzo 1970 Pescara-Chieti 1-1

Pescara: Lamia Caputo; De Marchi, Ceccardi; Simeoni, Tancredi, Carrano; Di Francesco (dal 73’ Stellone), Hellies, Bonaldi, Prosperi, Cicogna. 12. Ventura. All. Capocasale

Chieti: Rama; Lancioni, De Pedri; Bacchi, Campagnola, Giovanardi; Scarpa, Tarquini, Palma (dal 46’ Cazzaniga), Gramoglia, Paradiso. 12. Bedendo. All. Piccioli

Arbitro: Canova di Milano

Reti: 57’ Scarpa, 71’ Tancredi

Italo Clerico sulla Gazzetta dello Sport scrisse: <Gli ospiti hanno dato vita a una prestazione di prim’ordine senza ricorrere a tattiche ostruzionistiche. E’ stato il Chieti ad andare in vantaggio quando Scarpa su rilancio della difesa ha superato i propri avversari e battuto Lamia Caputo. Quattro minuti dopo su punizione calciata da Cicogna lo stopper Tancredi infilava imparabilmente Rama, pareggiando>.

Hai conosciuto il presidente Guido Angelini, storico personaggio del calcio chietino.

<Gran signore, di una simpatia innata, conquistava con la sua forte carica umana. Quando già ero arrivato in serie A, un giorno ci incontrammo a Fiumicino. Mi salutò dicendomi: “Se vinciamo il campionato, torni a giocare con noi”. Risposi “Grazie per la stima, presidente”. Prima della firma del contratto, nell’estate del ’69, alcuni compagni che già erano nel Chieti, mi avvisarono: “Con Angelini non parlare mai di soldi, è inutile, è lui a fissare l’ingaggio e non cambia mai idea. Se vuoi restare qui, accetta e basta”. Cominciammo a parlare e Angelini mi fa: “Scarpa, mi hanno detto che sei un bravo ragazzo, ho deciso perciò di darti questa cifra e non parliamone più”. Beh, ti giuro che l’offerta andò al di là delle mie aspettative e con l’aggiunta di vitto e alloggio era un primo stipendio soddisfacente. Tra l’altro veniva corrisposto puntualmente alla fine del mese. A proposito, noi scapoli eravamo sistemati nel palazzo vicino alla chiesa della Trinità, il ristorante era Bellavista, all’ultimo piano del palazzo Upim>.

Ricordi che risalgono ad una stagione di quasi 50 anni fa.

<La ragione è semplice e già l’ho sottolineata. E’ stato un anno splendido, che tra l’altro mi diede anche modo di sostenere un provino con la Sampdoria, ma evidentemente non ero ancora pronto per giocare a più alti livelli>.


Bellissima immagine storica: i neroverdi della stagione 1969-70 ritratti per una foto-ricordo davanti al busto di Giovanni Chiarini alla Villa Comunale (allora era collocato alla destra della Casina dei Tigli) 

 

Ecco l’esordio di Mario in maglia neroverde.

14 settembre 1969 Chieti-Matera 0-0

Chieti: Rama; De Pedri, Lancioni; Giovanardi, Campagnola, Bacchi; Paradiso (dal 59’ Fracassi), Gramoglia, Scarpa, Ciravegna, Zini. 12. Bedendo. All. Collesi

Matera: Quadrello; Vecchi, Gambi; Favoriti, Loprieno, Mayer; Veneranda, Giannattasio, Busilacchi, Buccione, Galati. 12. Bertonelli, 13. Picat Re. All. Chiricallo

Arbitro: Lenardon di Siena

La gara venne disputata sotto il diluvio e Gino Di Tizio sul Corriere dello Sport sottolineò: <Campo quasi impraticabile. Basta molto meno per rendere inagibile il terreno della Civitella, figuriamoci se la pioggia è torrenziale. Bisogna sbrigarsi e ultimare questo nuovo stadio>. L’impianto di Santa Filomena sarebbe stato inaugurato 8 mesi dopo.

Nel campionato seguente cosa accadde, Mario? Ad agosto avevi segnato il gol decisivo nell’amichevole contro l’Udinese (finita 1-0).

<La situazione cambiò per colpa del nuovo allenatore, Alberto Eliani. Non mi faceva mai giocare, anzi al sabato mi mandava in campo con la seconda squadra e addirittura mi schierava terzino per evitare che potessi mostrare le mie qualità. Un’ostilità di cui non ho mai capito il motivo. Ti racconto questa: con il Perugia un giorno andiamo a disputare un’amichevole a Spoleto dove ti ritrovo Eliani. Lo ignoro. Mi si avvicina Ramaccioni, il nostro direttore sportivo, e mi chiede: “Eliani vuol sapere perché non sei andato a salutarlo”. Risposta: “Perché mi sta sul cazzo…”. La cosa finisce lì. Morale della favola dopo una sola presenza, nell’autunno del ’70, chiesi di essere ceduto e mi trasferii al Montevarchi ma prima, per fortuna, presi parte all’inaugurazione dello stadio Marrucino che in seguito giustamente venne dedicato al presidente Angelini. Conservo ancora le foto con i giocatori del Milan ospite per l’amichevole inaugurale>.

Resta un giorno memorabile per il calcio chietino.

Giovedì 28 maggio 1970 Chieti-Milan 1-6

Chieti: Bedendo (Rama); Lancioni (Sigismondi), De Pedri; Bacchi (D’Adda), Campagnola (Giovanardi), Gazzaniga (Lippo); Marcello (Paradiso), Tarquini (Ciravegna), Cassin (Palma), Gramoglia (Carminati), Scarpa (Gravante). All. Piccioli

Milan: Cudicini (Belli); Grossetti (Kuk), Trapattoni; Maldera I, Malatrasi, Fogli; Rognoni, Sormani (Villa), Combin, Fontana (Paina), Golin (Marchi). All. Rocco

Arbitro: Concetto Lo Bello

Reti: 17’ Cassin, 19’ Rognoni, 44’ e 49’ Combin, 51’ Rognoni, 55’ Fogli, 70’ Combin

A Montevarchi ti sei fermato a lungo.

<Tre anni. L’allenatore Balleri un pomeriggio mi prende da parte e mi dice: “Vuoi venire a Perugia con me?”. Rispondo: “Anche a piedi”. E così mi ritrovo in serie B. Nel 1975 la promozione in A festeggiata con il nuovo stadio costruito a tempo di record. Dal Santa Giuliana a Pian di Massiano in tre mesi. Uno dei miracoli del presidente D’Attoma. In A disputo tre campionati. Nel primo le cose vanno molto bene, è la mia stagione più bella arricchita da sei gol. Avrei potuto rendere ancora più corposo il mio bilancio personale se non ci fosse stato un incidente. In un Ascoli-Perugia Castoldi mi piomba con i tacchetti sul piede e mi spacca tre dita. Non riuscivo più nemmeno a calzare la scarpa. Recupero dopo un bel po’ di tempo. Seconda stagione da sufficienza in pagella, alla terza arriva un certo Salvatore Bagni che mi soffia il posto. Nulla di cui lamentarmi: sono le regole del calcio e vanno accettate. Io a Perugia avevo messo ai margini Innocenti, stesso destino per me con Bagni>.

Una bella carriera la tua.

<E’ stato un dono di Dio. Sognavo di fare il calciatore e ringraziando il Signore il mio sogno si è avverato. Ho ottenuto tutto con le mie forze, passo dopo passo. A 18 anni giocavo in seconda categoria e sono arrivato in serie A. Nessuno mi ha regalato niente, me lo dico sa solo. Devo molto al Chieti, in fondo il mio cammino è partito da lì>.

Nella sua Goro ha avviato un bel bar pasticceria, ora gestito dalle figlie Claudia e Sara.

<Ma sapete che parecchi anni dopo di me, un altro calciatore di Goro ha giocato nel Chieti? E’ stato Suncini>. Cesare Suncini, attaccante neroverde (nato il 20 agosto 1960) nel 1981-82, serie C2, 33 presenze e due gol.

Del Chieti cosa ti resta?

<Il ricordo di un bel capitolo della mia vita. Posso ripeterlo? Ho vissuto un anno meraviglioso. Perciò Mario Scarpa manda un caro saluto ai tifosi neroverdi e auguro loro le più grandi soddisfazioni>.

Il messaggio arriva dal Delta del Polesine. Spedito da una delle due pantere di Goro.