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(di Franco Zappacosta)

Tra le icone del calcio neroverde Claudio Ciceri occupa un posto speciale. Il Chieti lo annovera tra i suoi più grandi attaccanti. S’impose come capocannoniere del campionato 1973-74 con 17 gol in trenta presenze, una straordinaria media realizzativa. Il bomber milanese non aveva soltanto un talento eccezionale, la sua figura era anche - diremmo esteticamente, scenograficamente - di forte impatto: lunghi capelli biondi, un eroe popolare e amato. Perciò il suo ricordo resta vivo nella memoria collettiva, le sue tante prodezze sono ancora materia di racconto epico, di nostalgie mai sopite dal tempo. Fu un romanzo, quella stagione, iniziata con il rinvio della prima partita per l’epidemia di colera esplosa in Campania e terminata in maniera non proprio esaltante (11° posto con 36 punti) malgrado le tante reti di Ciceri, senza dimenticare le 9 messe a segno dal nostro Walter Berardi. E allora perché il modesto bilancio finale? Parlerà di questo e di altro Claudio che sente ancora stretto il legame con la città e la sua gente, con la squadra e i suoi tifosi.

Claudio Ciceri, nato a Milano il 10 maggio del 1951, arrivò in prestito dal Verona nell’estate del 1973, allenatore lo scaramantico Evaristo Malavasi, con ottime credenziali. Aveva già disputato tre campionati con tre club diversi: il primo in serie B con la Reggiana (7 presenze) con debutto il 7 dicembre 1969 (a soli 18 anni!) in Reggiana-Reggina 0-0. Poi era stato spedito in D per un’ulteriore crescita professionale: a Moglia (’70-71), a Carpi (’71-72) con 42 presenze complessive e 10 gol. Acquistato dal Verona (serie A) era rimasto ai margini per l’intera stagione. Nel ’73 quando finalmente sperava di rimanere in gialloblù e di far parte dell’organico della prima squadra, il Verona ritenne di non trattenerlo e lo spedì in Abruzzo, destinazione Chieti.

<Confesso che non accettai volentieri il trasferimento. Avevo un po’ di rabbia dentro perché il trattamento ricevuto ritenevo di non meritarlo. Sognavo di restare in serie A con il Verona e magari di debuttare, invece le mie speranze svanirono. Ma la delusione durò poco, venni accolto bene, percepii subito la fiducia dell’ambiente e finii col dimenticare tutto. Il mio esordio nel Chieti fu esplosivo. Subito una doppietta su un campo difficile, contro un avversario forte come il Cosenza. Per alcune domeniche non smisi di segnare, realizzando gol a ripetizione>.

Rivediamole le reti di Claudio in quella sua fantastica annata, una delle migliori della carriera.

Il 16 settembre 1973 Chieti-Nocerina, prima sfida in calendario, fu rinviata per l’emergenza sanitaria in Campania, per cui il debutto avvenne nella giornata successiva e il nuovo bomber si presentò subito alla grande.

23 settembre Cosenza-Chieti 1-3: 1’ Ciceri, 31’ Anelli, 52’ Ciceri, 64’ Codognato rig.

30 settembre Chieti-Sorrento 2-0: 22’ Berardi, 55’ Ciceri

7 ottobre Barletta-Chieti 1-1: 34’ Lobascio, 65’ Ciceri

21 ottobre Chieti-Latina 4-1: 15’ Ciceri, 41’ Vastini, 43’ Altobelli, 77’ e 89’ rig. Ciceri

28 ottobre Pescara-Chieti 1-1: 49’ De Marchi, 84’ Ciceri

11 novembre Acireale-Chieti 3-1: 25’ Femiano, 57’ Stoppa, 70’ Ciceri, 87’ Jancarelli

2 dicembre Lecce-Chieti 2-1: 20’ Ferrari, 84’ Ciceri rig., 86’ Ferrari rig.

9 dicembre Chieti-Salernitana 3-2: 13’ Ciceri, 57’ Berardi, 58’ Di Francesco, 82’ Ciceri, 90’ Capone

10 febbraio Chieti-Cosenza 1-2: 26’ Pasquino, 44’ Ciceri, 46’ Ingrassia

6 aprile Chieti-Acireale 4-2: 22’ Zanotti, 31’ Anelli, 51’ Berardi, 73’ rig. Ciceri, 83’ Femiano, 85’ De Biase

26 maggio Chieti-Marsala 2-1: 34’ e 75’ Ciceri, 86’ Umile

9 giugno Matera-Chieti 2-2: 28’ Chisena, 37’ Berardi, 62’ Ciceri, 73’ autorete Fellet

Fatti i conti: una tripletta (contro il Latina, dirimpettaio un certo “Spillo” Altobelli) e tre doppiette.

Quali dei tuoi 17 gol ti restano impressi nella memoria?

<Li ricordo un po’ tutti, alcune immagini che conservo nella mente magari appaiono un po’ sfuocate, altre invece sono ben nitide. Al esempio non dimentico, come ti ho già detto, la doppietta contro il Cosenza alla mia prima presenza con la maglia neroverde e soprattutto il gol messo a segno all’Adriatico contro il Pescara. Su cross credo di Sena colpii la palla di testa anticipando l’intervento del portiere Cimpiel. So quanto tengono i tifosi del Chieti al derby abruzzese per loro più sentito, perciò quella sfida rimane memorabile>.

Malgrado il tuo eccellente rendimento, l’esito finale del campionato non possiamo definirlo brillante. Piazzamento piuttosto modesto.

<C’è un retroscena che devo svelare. Il presidente Angelini mi aveva promesso un premio di 3 milioni al raggiungimento dei 10 gol. Impegno verbale, nulla di scritto. Io a dicembre di reti ne aveva già fatte dodici e aspettavo quei soldi. Non so perché, il presidente non mantenne la parola e un giorno gli dissi: io me ne vado, non torno più. E lasciai il Chieti. Restai a casa quasi due mesi e quel periodo coincise con la netta flessione della squadra. Lo dico senza presunzione, però mancando i miei gol il Chieti cominciò a perdere colpi. Un bel giorno Angelini telefonò a Milano, a mia madre, pregandola di convincermi a rientrare a Chieti, le garantì che mi avrebbe dato il premio. Per orgoglio non volle parlare con me, non mi disse nulla. Tornai e Angelini mi firmò l’assegno. Ripresi a giocare, ritrovando subito il gol. Sono trascorsi tanti anni e queste storie ormai si possono raccontare, non ci sono più segreti, ma per carità non voglio assolutamente macchiare la figura di un grande presidente come Guido Angelini. Lo ricordo con simpatia e gratitudine, era animato da enorme passione, al Chieti dedicava energie, entusiasmo e risorse. Quel suo puntiglio, perché tale lo considero ancora oggi, non gettò ombre sul nostro rapporto che fu fino alla fine molto affettuoso>.

Tant’è che il tuo stadio Marrucino o di Santa Filomena adesso porta il suo nome.

<Il minimo che si potesse fare per un personaggio al quale è legata una parte importante della storia del Chieti>.

Nella tua esperienza neroverde hai avuto due allenatori: Evaristo Malavasi e Leo Zavatti. Giudizio?

<Con Malavasi non ho avuto un bel rapporto, non ci fu feeling. Tutt’altra storia con Zavatti. Era come un padre, un uomo meraviglioso. E’ stato un tecnico prezioso, da lui ho imparato molto>.

I tuoi compagni di allora?

<Eravamo un grande gruppo. Ricordo con piacere Anelli, Zanotti, Fellet, Grezzani che veniva come me dal Verona, Berardi, Scichilone, Vastini. Davvero una bella squadra, forse mancò un po’ di fortuna per ottenere un piazzamento migliore. Non dimentico il dottor Valentini, persona eccezionale, e poi come non parlare di Apolloni, il nostro simpaticissimo massaggiatore? Una figura-chiave nello spogliatoio con la sua allegria e la sua carica umana>

Nella nostra città come ti sei trovato?

<Io abitavo a Francavilla e per il mio lavoro ovviamente ho frequentato di più la zona di Chieti Scalo. Ma il centro storico di Chieti l’ho subito apprezzato e soprattutto sono entrato in sintonia con la gente teatina, mi hanno conquistato cordialità e serietà. Non per niente conservo tanti amici a Chieti come Luciano Ricciuti e Walter Di Leo, giusto per fare un paio di nomi. Ci sentiamo spesso al telefono o tramite contatti su facebook, tra l’altro riesco così ad avere sempre notizie fresche sulla squadra neroverde>.

Dopo Chieti, due stagioni importanti a Catania. Anche per i tifosi etnei Claudio Ciceri resta un vero idolo, uno dei calciatori più amati. Del resto più delle parole, sono significativi i dati statistici. Due campionati, una pioggia di gol. Serie C - 1974-75 - 37 presenze e 18 reti con relativa promozione. In serie B ancora 37 partite e 11 reti. Come fai a non avere nel cuore un attaccante che gioca e segna tanto?

<A  Catania godo ancora di una vasta popolarità, i tifosi mi vogliono bene, non dimenticano>.

Dal Sud a Nord nel 1976-77: sempre in serie B, con il Varese (25 presenze, un gol) dopo il biennio siciliano. Ci si chiede - inevitabilmente -  com’è stato possibile che un goleador del tuo talento non  sia approdato in serie A.

<Quando Chinaglia andò a giocare negli Stati Uniti, la Lazio pensò a me per sostituirlo, ma Massimino chiese più di un miliardo e Lenzini non intese concludere la trattativa. Devo dire che Massimino in fondo mi trattenne per l’affetto che nutriva nei miei confronti e per non mettersi contro la piazza, i tifosi stravedevano per me. Tra l’altro mi aumentò l’ingaggio e mantenne sempre le sue promesse, tipo quella che c’era stata tra me e il presidente Angelini>.

In seguito?                                                                                                         

<Ho visto non pochi giocatori passare dalla C alla massima divisione. Penso ad Altobelli o Palanca. Anch’io, dopo quella della Lazio, ho avuto altre richieste da club della A: Lecce, Bari, Napoli. Non se ne fece nulla, forse non sono stato fortunato, ma non ho rimpianti, in carriera ho avuto le mie belle soddisfazioni>.

Le tue caratteristiche principali?

<L’opportunismo ritengo sia stata la mia qualità fondamentale. Il fiuto, la capacità di prevedere lo sviluppo di un’azione in area e quindi il tempismo nello sfruttare l’occasione favorevole. Naturale  il calcio di destro ma ho sempre cercato di migliorarmi con il sinistro. Il colpo di testa? Non era la  mia specialità, non volevo spettinarmi…> scherza Claudio. Ma quell’incornata allo stadio Adriatico chi se la dimentica?

Strano epilogo della carriera. Non capita spesso che un calciatore torni addirittura in due squadre dove è già stato. Ciceri infatti riabbracciò prima la Reggiana (1977-78), poi il Catania (1978-79). E in entrambe le stagioni affrontò da ex il Chieti. Come andarono le cose? Ecco.

22 dicembre 1977 (recupero della partita rinviata a novembre per neve) Reggiana-Chieti 2-0

23 aprile 1978 Chieti-Reggiana 0-0.

28 gennaio 1979 Chieti-Catania 0-0

9 giugno 1979 Catania-Chieti 1-1.

Per fortuna, almeno allo stadio Angelini, non ci furono gol dell’ex.

<No, anzi, quando venni a giocare a Chieti, mi sembra con il Catania, mi fu consegnata una targa ricordo, gesto che apprezzai molto. E comunque gli applausi del tifosi chietini non sono mai mancati in occasione dei miei ritorni con una maglia diversa. E’ stato sempre bello constatare che l’affetto del pubblico era rimasto intatto>.

Una nota a parte merita l’ultimo incrocio fra il Chieti e Ciceri. Parliamo della sfida al Cibali, 9 giugno 1979. Quel punto consentì al Chieti di conquistare la salvezza sul filo di lana: segnò Beccaria, pareggiò Claudio, Di Carlo compì il miracolo di parare un rigore calciato da Labrocca (e concesso dall’arbitro romano Giaffreda per un inesistente mani di Nuti). Astri benevoli, quel sabato: salvezza e un gol dell’ex che non aprì ferite.

E’ rimasto nel calcio, insegna alle giovani leve.

<Dirigo una scuola, l’Ambrosiana, a Reggio Emilia dove abito. E’ gratificante addestrare e lanciare nuovi talenti>.

Claudio segue costantemente le vicende del Chieti.

<Come ti ho già spiegato, sono sempre aggiornato grazie anche ai continui contatti che ho con alcuni chietini con i quali conservo un bel rapporto di amicizia. E faccio un gran tifo per i neroverdi. Mi raccomando, scrivilo: mando un abbraccio fortissimo a tutti i tifosi del Chieti, sperando di poter festeggiare presto una prima promozione>.

A noi piace rileggere alcune delle più significative pagine che hanno visto Claudio Ciceri splendido protagonista di indimenticabili vittorie neroverdi. Rivediamole allora limitandoci alle quattro sfide che furono caratterizzate da una tripletta e da tre doppiette. Cominciamo dalla gara d’esordio.

23 settembre 1973 Cosenza-Chieti 1-3 (doppietta)

Cosenza: Giusti; Pavoni, Barbetta; Iazzolino, Codognato, Todaro; Frisenda, Cocconi, Manfroni, Bompani, Viafora (61’ Mendicino). 12 Zumpagno, 13 Giuliani. All. Benedetti

Chieti: Rulli; De Pedri, Grezzani; Fellet, Della Bianca, Scichilone; Vastini, Zanotti, Ciceri, Anelli, Fossa. 12 Fontana, 13 Berardi, 14 Iaria. All. Malavasi

Arbitro: Casaburi di Napoli

Reti: 1’ Ciceri, 31’ Anelli, 52’ Ciceri, 64’ Codognato rig.

21 ottobre 1973 Chieti-Latina 4-1 (tripletta)

Chieti: Rulli; De Pedri; Sena; Fellet, Della Bianca (41’ Grezzani), Scichilone; Vastini, Zanotti, Ciceri, Anelli, Berardi 12 Fontana All. Malavasi

Latina: De Lucia; Martines, Vacca; Cancellieri, Marchionni, Bicchierai; Lisandro, Ascagni, Palladino, Fatigati (73’ Solfanelli), Altobelli. 12 Placidi All. H. Rosa

Arbitro: Bronzino di Monza

Reti: 15’ Ciceri, 41’ Vastini, 43’ Altobelli, 77’ e 89’ rig. Ciceri

9 dicembre 1973 Chieti-Salernitana 3-2 (doppietta)

Chieti: Cantagallo; De Pedri, Sena; Fellet, Grezzani, Scichilone; Vastini, Zanotti, Ciceri, Anelli, Berardi 12 Rulli, 13 Frattura, 14 Della Bianca All. Malavasi

Salernitana: Valsecchi; Trabalza, Pigozzi; Chinellato (46’ Pesocco), Rogora, Urbani; Migotto, Corigliano, Capone, Santucci, Di Francesco. 12 Amata 13 Coppola All. Viviani

Arbitro: Zucchetti di Milano

Reti: 12’ Ciceri, 57’ Berardi, 58’ Di Francesco, 82’ Ciceri, 90’ Capone

26 maggio 1974 Chieti-Marsala 2-1 (doppietta)

Chieti: Cantagallo; De Pedri, Cerone; Fellet, Grezzani, Fossa; Sena, Zanotti, Ciceri, Anelli, Berardi 12 Rulli 14 Vastini All. Zavatti

Marsala: Trapani; Gavino, Petrone; Turri, Palermo, Fina; Licari, Umile, Martelli, Bianco, Carducci (71’ Esposito) 12 Nastasi 13 Ruggiano All. Matteucci

Arbitro: Milan di Treviso

Reti: 34’ e 75’ Ciceri, 85’ Umile

Ultima partita di Claudio Ciceri in maglia neroverde (l’attaccante fu assente in Chieti-Frosinone 2-2 che concluse il campionato):

9 giugno 1974 Matera-Chieti 2-2

Matera: Troilo (46’ Antezza); Loprieno, Germinario; Foresti, Sollini, Mamilovich; Stellone, Galati, Toffanin, Gambini, Mazzei (25’ Chisena) 13 Lilla All. Veneranda

Chieti: Cantagallo; De Pedri, Mircoli; Fellet, Grezzani, Fossa; Della Bianca, Zanotti, Ciceri, Anelli, Berardi 12 Rulli 13 Cerone 14 Vastini All. Zavatti

Arbitro: Baldari di Roma

Reti: 26’ Chisena, 37’ Berardi, 62’ Ciceri, 73’ autorete Fellet

Ricordiamo anche i quattro incroci che negli anni successivi ci furono tra Ciceri e il Chieti. Per nostra fortuna Claudio realizzò alla sua ex squadra un solo gol, ma pesantissimo perché pose in bilico nel giugno del 1979 la salvezza dei neroverdi.

22 dicembre 1977 (recupero) Reggiana-Chieti 2-0

Reggiana: Piccoli; Galparoli, Testoni (49’ Gasperini); Berta, Catterina, Marlia; Vaccario, Crivelli, Ciceri, Reverberi, Bagatti 12 Borsi 13 Mossini All. Mammi

Chieti: Di Carlo; Di Brino, Berlanda; Guasti, Bertuolo, Menconi; Salvori, Torrisi, Panozzo, Brunetti, Michesi. 12 Capponi 13 Nuti All. Volpi

Arbitro: Lussana di Bergamo

Reti: 42’ Marlia rig., 68’ Reverberi

23 aprile 1978 Chieti-Reggiana 0-0

Chieti: Di Carlo; Bertuolo, Nuti; Guasti, Colzato, Menconi; Lo Vecchio, Torrisi, Michesi, Brunetti, Panozzo 12 Capponi 13 Lombardi 14 Tilotta All. Volpi

Reggiana: Piccoli; Galparoli, Reverberi; Berta, Catterina, Marlia; Vaccario, Crivelli, Ciceri, Sena, Bagatti 12 Borsi 13 Gasperini, 14 Bogan All. Mammi

Arbitro: D’Astore di Casarano

28 gennaio 1979 Chieti-Catania 0-0

Chieti: Di Carlo; Di Brino, Riccardino; Rossi, Bertuolo, Salvori; Oliva, Ianniello, Luzi, Brunetti, Beccaria 12 Violini, 13 Antignani 14 Tinucci All. Volpi

Catania: Muraro; Cantone, Leonardi; Chiavaro, Bertini, Raimondi; Rappa, Barlassina, Ciceri (82’ Frigerio), Morra, Labellarte 12 Ferlito 13 Labrocca All. Capelli

Arbitro: Altobelli di Roma

Sabato 9 giugno 1979 Catania-Chieti 1-1

Catania: Muraro; Labrocca, Leonardi; Cantone, Bertini, Chiavaro; Frigerio (46’ Ciceri), Barlassina, Morra, Rappa, Labellarte 12 Dal Poggetto 13 Fusco All. Capelli

Chieti: Di Carlo; Rossi, Berlanda; Nuti, Bertuolo, Riccardino; Salvori, Ianniello, Luzi, Brunetti, Beccaria 12 Violini 13 Ricci 14 Di Brino All. Volpi

Arbitro: Giaffreda di Roma

Reti: 20’ Beccaria 50’ Ciceri