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foto del Chieti 1968-69 

In piedi da sinistra: Badiani, Giovanardi, Bianchini, Gramoglia, Campagnola, Giugno
Accosciati da sinistra: Ridolfi, Crippa, Lancioni, De Pedri, Giardino.

 

(di Franco Zappacosta)

Iron man ha giocato nel Chieti dal 1968 al 1972. Difensore centrale forte, granitico, impavido. Marcatore implacabile. In quattro stagioni collezionò 147 presenze: soltanto 5 assenze nell’arco di 152 partite. Una forza della natura. I neroverdi di allora, inutile girarci attorno, avevano gli attributi.

Parliamo di Romeo Campagnola nato a Giavera del Montello in provincia di Treviso il 17 gennaio 1945. Il fatto che le sue radici affondino nella Marca Nordestina spiega molto del carattere e della tempra di questo giocatore che già nelle pieghe del volto esprimeva tutta la propria feroce determinazione. Ma sotto quella scorza dura Romeo è un mite, un buono. Addirittura un romantico se è vero che il 29 giugno scorso, giorno in cui festeggiava i 49 anni di matrimonio, ha voluto essere a Chieti, tra gli amici di Chieti, e rivedere lo stadio Angelini, visita del cuore e della memoria che non manca di fare quando capita (spesso) nella città che ama ancora. <E’ così, non rinuncio mai a fermarmi per un po’ su quel prato…>. Tra l’altro è uno dei pochi che può vantare di aver calcato entrambi i nostri due campi: la Civitella e l’Angelini.

Campagnola arrivò sul colle teatino a 23 anni, veniva dall’Anconitana. Era stato Aroldo Collesi, profondo conoscitore della realtà calcistica marchigiana, a sollecitarne l’acquisto. Estate 1968. <Mi ero appena sposato con Graziella> sottolinea.

Anche tu come Fellet hai saltato pochissime partite nel corso della permanenza a Chieti. Spiegaci il segreto.

<Noi trevigiani siamo gente tosta> scherza Romeo. <Ci vuole un po’ di fortuna, vita sana, impegno nel lavoro settimanale e una struttura fisica che ti metta al riparo da problemi muscolari. Io in campo ho sempre dato il massimo, in allenamento tiravo il gruppo e i compagni mi dicevano spesso: “rallenta, ci fai morire”. Perciò non mi sono mai fermato, ho giocato tantissimo>.

Sempre sul podio, per numero di presenze, al termine di ogni stagione. Ecco in dettaglio il suo stato di servizio in maglia neroverde.

1968-69: Giovanardi 38, Campagnola e Lancioni 37, De Pedri e Gramoglia 33, Crippa e Giugno 29, Bianchini e Ridolfi 27, Giardino 23, Masiello 22, Sanseverino 19, Badiani 15, Pazienza e Rama 12, Berardi 8, Zengarini 6, Caposciutti 5, Maresca 3, Ciarlini 2, Crastia e Giampietro 1.

1969-70: De Pedri e Lancioni 37, Campagnola 35, Rama 33, Cassin 31, Bacchi 29, Giovanardi e Scarpa 27, Ciravegna 26, Gramoglia e Paradiso 25, Tarquini 18, Fracassi, Cazzaniga e Palma 16, Pellegrini 13, D’Adda 12, Bedendo 7, Marcello 6, Zini 5, Gravante 3, Giampietro e Sigismondi 2, Bozzi e Lippo 1.

1970-71: Campagnola 37, Scicolone 35, Calisti, Flaborea e Giovanardi 34, Di Francesco 31, Cavicchia e De Pedri 30, Zanotti 28, Garzelli, Lancioni, Peressin e Marongiu 25, Cassin 22, Bedendo 14, Tarquini 10, Palma 7, Scarpa e Marigliano 1.

1971-72: Campagnola 38, Lancioni 37, Zanotti 35, Bacchi 34, Rossetto 29, Cavicchia e Maier 27, Peressin 26, Calisti 25, Taddei 24, Azzoni, Berardi e Garzelli 22, Pasetto e Sena 13, Della Corna 12, Scicolone 10, Buoso 7, Grimaldi e Pinna 6, Marongiu 5, Lippo e Rulli 4, Flaborea 3, Cerone 1.

Parlaci del tuo legame con Chieti.

<Mi ci sono trovato bene e conservo tante amicizie. A giugno ho deciso di tornare apposta nel periodo in cui cadeva il giorno 29. Facevamo 49 anni di matrimonio, mia moglie ed io abbiamo voluto festeggiare la data proprio dove abbiano trascorso il primo periodo della nostra vita coniugale. L’anno precedente sono rimasto a Chieti una settimana e nel 2018 per i cinquant’anni conto di tornare. Agli inizi ho abitato in centro, poi in una casa in via Madonna degli Angeli e infine a Chieti Scalo quando siamo passati a giocare allo stadio Angelini. Ho conosciuto tanti tifosi di Chieti Scalo, molti ho occasione di incontrarli ancora quando sono da quelle parti. E vado sempre a salutare Giovanni Barbetta che abita a San Martino>.

Sappiamo anche che vai a rivedere il teatro di tante tue battaglie.

<Mi piace fare un tuffo nel passato e dare uno sguardo allo stadio Angelini. Vederlo da fuori è sempre emozionante ma mettere il piede sul manto erboso dà letteralmente i brividi. Se poi penso a quando ero giovane e mi toccava marcare il centravanti avversario…>.

Sei rimasto in contatto con tuoi compagni di allora?

<Con Ridolfi e Crippa. Giovanardi ogni tanto mi telefona, sento anche Bedendo e a Chieti ho avuto modo di incontrare Lancioni>.

Romeo debuttò in maglia neroverde a Caserta.

15 settembre 1968 Casertana-Chieti 2-0

Casertana: Pezzullo; Ballotta, De Luca; Agnoletto, Anghileri, De Grassi; Taccetti, Cominato, Fazzi, Selmo, Minto. 12 Piloni. All. Rosati

Chieti: Ridolfi; Lancioni, Pazienza; Giovanardi, Campagnola, Crippa; Sanseverino, Ciarlini, Giugno, Gramoglia, Giardino. 12 Rama. All. Collesi

Arbitro: Panzino di Catanzaro

Reti: 33’ Cominato, 68’ Fazzi rig.

La domenica successiva Campagnola conquistò il primo successo con la sua nuova squadra.

22 settembre 1969 Avellino-Chieti 0-1

Avellino: Negrisolo; Genovese, Ferranti; Pez, Versolato, Picciafuoco; Scrignar, Fracon, Cesero, Pinna, Pellizzari. All. Piacentini

Chieti: Ridolfi; De Pedri, Lancioni; Giovanardi, Campagnola, Crippa; Gramoglia, Bianchini, Caposciutti, Pazienza, Giugno. 12 Scognamiglio. All. Collesi

Arbitro: Serafini di Roma

Rete: 31’ Caposciutti

Hai collezionato 147 presenze. Quali partite ti restano nella mente?

<Belle o brutte, vinte o no, io le ricordo quasi tutte. Difficile tirar fuori dall’album questa o quella gara… Magari, in quanto legata a un episodio particolare, posso pensare alla vittoria contro il Brindisi perché quella domenica il presidente Angelini si presentò negli spogliatoi felice come un ragazzino. Mai l’ho visto esultare tanto. Col Brindisi c’era la fresca rivalità scatenata dal processo sportivo che si era concluso con la loro condanna>. Per la cronaca, nella partita in questione, Campagnola venne espulso.

Eccola la partita.

16 marzo 1969 Chieti-Brindisi 1-0

Chieti: Rama; De Pedri, Lancioni; Masiello, Campagnola, Giovanardi; Gramoglia, Bianchini, Giardino, Badiani, Giugno. 12 Ridolfi. All. Collesi

Brindisi: Ferrero; Fiorini, Bellan; Pagani, Mayer, Calzolari; Minervini, Antonini, Ciannameo, Pierdiluca, Campanini. 12 Bandini. All. Castignani

Arbitro: Busilacchi di Palermo

Rete: 22’ Badiani

Note: al 43’ espulsi Campagnola e Ciannameo.

A proposito di Angelini. Parliamo di questa icona del calcio neroverde.

<Per me è stato come un secondo padre. Con lui si ragionava tranquillamente, mai un problema>.

Eppure Calisti ha raccontato che un’estate non trovaste l’accordo economico per una differenza di diecimila lire.

<L’episodio, sinceramente, non lo ricordo. Al contrario non dimenticherò mai un gesto del presidente. Un giorno vedendomi con la faccia un po’ triste, non sorridevo, mi chiese cosa mi turbasse. Gli confessai con sincerità che avevo un problema. Stavo costruendo la casa qui a Giavera e dovevo pagare i lavori. Mi rispose: e che problema c’è? Dimmi banca e numero di conto corrente e ti accredito i soldi di cui hai bisogno. Così Angelini mi versò in anticipo la somma corrispondente a tutte le mensilità che la società avrebbe dovuto darmi fino al termine della stagione>.

Parecchi allenatori nel corso della tua esperienza teatina. Hai cominciato con Aroldo Collesi, la seconda stagione ancora Collesi in panchina e dopo il suo esonero ecco l’atalantino Angelo Piccioli. Terzo anno con Alberto Eliani e infine guida della squadra affidata a Castignani. Come li ricordi?

<Li definirei bravi tecnici. Io sono sempre andato d’accordo un po’ con tutti anche perché l’impegno, ripeto, da parte mia non è mai mancato>.

Infatti c’è stata una partita nella quale hai disputato il secondo tempo con la testa fasciata. Quale?

<Non l’ho mica dimenticata. Fu in un derby contro l’Aquila. Mi si aprì la fronte sopra l’occhio in uno scontro. Io ho voluto sempre finire la partita>.

Di ferro è anche la memoria di questo ex neroverde. E allora rivediamola la sfida di cui si parla.

20 ottobre 1968 Chieti-L’Aquila 1-0

Chieti: Ridolfi; De Pedri, Lancioni; Giovanardi, Campagnola, Crippa; Gramoglia, Bianchini, Caposciutti, Sanseverino, Giugno. All. Collesi

L’Aquila: Giglioli; Grigoletti, Fracassi; Bettini, De Falco, Gola; Busetta, Tobia, Scarano, Gaddi, Dolcetto. All. Furiassi

Arbitro: Magnani di Firenze

Rete: 50’ Bianchini

Nelle note di cronaca sulla “Gazzetta dello Sport” leggiamo: <Al 43’ si è infortunato Campagnola che è rientrato nella ripresa con la testa fasciata>. Non basta questo spirito stoico. Perché alla fine dell’articolo c’è questa importante annotazione: <I migliori del Chieti sono stati De Pedri, Campagnola e Gramoglia>.

Dopo i quattro anni neroverdi il ritorno al Nord.

<Passai al Pordenone, ma lasciai Chieti solo per motivi di famiglia e perché si sentiva un po’ di nostalgia. Mia moglie, se avessimo aspettato ancora, non avrebbe più potuto riprendere il suo posto di lavoro in fabbrica. E così tornammo dalle nostre parti. Ma a Chieti è restato un pezzo di me, tant’è che ci torniamo spesso, come ho detto, e ogni volta è bello rivedere tante persone amiche>.

Il Chieti lo segui?

<Te lo giuro. Ho sentito un tonfo al cuore l’anno scorso quando c’è stato l’abbandono del campionato. Una cosa inimmaginabile. Ma come, una società con un tale passato e blasone si ritira a metà stagione? Ho stentato a crederci. So che le risalite sono sempre dure ma l’importante è non perdere la fiducia e sperare sempre nella rinascita>.

Romeo ha una bella e grande famiglia. Tre figli, Gianluca, Rudy e Thomas, che gli hanno dato la bellezza di otto nipoti.

<Ma ci sono ben tre gemelli!>.

Il calcio non l’ha lasciato. Il rapporto continua con la squadra locale.

<Siamo in seconda categoria, io do una mano in segreteria con la collaborazione anche di una mia nuora. E’ puro volontariato>.

C’è qualche ragazzo che può ripercorrere il cammino di Romeo Campagnola? Chissà. Di iron man non ne nascono spesso.