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Francesco domanda:

Buongiorno presidente,

Intanto ci tenevo a ringraziarla per aver dato continuità al calcio nella nostra città. Le mie sono alcune considerazioni sullo stato attuale delle cose e su quanto visto dal precampionato ad oggi. Questa squadra non ha mai avuto un gioco, amalgama, continuità ma soprattutto carattere. Mi sembra abbastanza evidente che qualcosa si sia rotto all'interno dello spogliatoio. Vediamo giocatori stanchi distratti e demotivati, gli si legge in faccia anche a fine partita dopo una vittoria. Cosa sta succedendo?

L'idea che mi sono fatto io e che la pressione non sia stata gestita nel modo migliore. Si sapeva che con l'arrivo della tifoseria tutto avrebbe avuto un peso maggiore rispetto al campionato dello scorso anno. Per questo sono convinto che sono state fatte delle scelte sbagliate nei ruoli soprattutto nella guida tecnica che, con tutto il rispetto che ho per il mister, non ha esperienza in questo campionato ma soprattutto nella gestione di un gruppo che deve vincere.

Questa squadra sicuramente non ha le potenzialità per vincere a mani basse il campionato ma non è una squadra da Settimo posto. Escludendo l'Alba Adriatica nessuna squadra ci ha messo sotto compreso il Giulianova. La situazione è ancora recuperabile ma sicuramente bisogna agire e alla svelta per non compromettere quel minimo di entusiasmo ritrovato.

Grazie per quello che sta facendo, che farà è per quello che riuscirà a fare per risollevare questa stagione.

 

Il presidente Giulio Trevisan Risponde:

Buongiorno a lei,

Grazie per la stima ed anche per la domanda che mi consente di esprimere il mio punto di vista.

Rispetto alla stagione passata il campionato di eccellenza è sicuramente più competitivo e la ricerca di un assetto di gioco con un nuovo modulo ha creato molte difficoltà alla squadra. Per cui si è persa la fluidità e l' aggressività della stagione passata. In certi momenti ed in alcune partite la squadra ha fatto molto bene, purtroppo questo è accaduto sempre lontano dall'Angelini.

E qui arriviamo all'argomento continuità e carattere. La squadra ha sicuramente personalità, ma in casa sembra quasi un'altra squadra, ha quella che io chiamo la sindrome dell'Angelini. Il pubblico anzichè aiutarli diventa un deterrente, il fatto che ti chiami Chieti pesa come un macigno e ti fa rendere al 10%. Probabilmente l' errore più grande che ho commesso, considerando la situazione, è stato il cambio del nome, e lo dico non per provocare ma con la massima razionalità: non eravamo pronti a rappresentare la città, un altro anno da Chieti FC Torre Alex e non da Chieti ci avrebbe aiutato, a me per primo. A campionato di eccellenza vinto potevamo tornare a rappresentare la città.

Lo spogliatoio vive le sue dinamiche, non è spaccato, ci sono semplicemente alcuni giocatori, e sono la maggioranza che hanno capito dove si trovano e cosa rappresenta Chieti, la tifoseria e lo stadio, ed altri che questo non lo avevano ben compreso, per cui in concomitanza dell' apertura di dicembre preferiscono situazioni più tranquille e con meno responsabilità, ma sono uomini e questo è comprensibile. A fine partita non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Con la Torrese hanno dato tutto ed uscire sconfitti è motivo di grande delusione.

Per quanto riguarda il mister non condivido, è un uomo anche lui e quindi il fatto che compia degli errori ci può stare, ma è stato da me sempre difeso perchè lavora seriamente tutti i giorni, e questo nel lungo periodo paga. L' esperienza in questo campionato ha un peso relativo, il gruppo lo rispetta, ma in campo scendono i giocatori e lui ha un suo metodo di lavoro che non sempre viene seguito ed apprezzato come dovrebbe.

Con il mercato di riparazione apporteremo dei correttivi, sostituendo chi vuole andare via, e vedremo di aumentare la quota dei giocatori di personalità.